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Nola, Vulcano Buono: gli alunni dell’ISIS “A. Rosmini” di Palma Campania all’evento nazionale Live di EMERGENCY [VIDEO]

Nola, 29 Ottobre – 25.000 studenti di 268 scuole secondarie di II grado, hanno potuto assistere, questa mattina, alla diretta satellitare nei cinema convenzionati in Italia, oltre 100, delle 19 regioni d’Italia, tra cui il cinema al Vulcano Buono di Boscofangone Nola nella sala The Space, dove si sono recati gli alunni  dell’ISIS “A. Rosmini” di Palma Campania, guidato dalla Dirigente prof.ssa Maria Grazia Manzo.

Le classi IV dei corsi scientifico, linguistico, scienze umane e musicale, e la III B del corso di scienze umane, accompagnate dai docenti Buonagura Michela, Iovino Rosolina, Renzullo Anna Maria, Massa Anna Rosa, Santapia Lia, Salemme Laura, Sorrentino Teresa, Grasso Domenico, Focaccio Gennaro, Mariarosaria Daniela, coordinati dalla prof.ssa Amato Filomena hanno partecipato alla diretta all’evento nazionale annuale live di EMERGENCY da Casa EMERGENCY dedicato alle scuole.

Della Campania erano presenti gli istituti Imbriani, Severi e Rosmini. I giovani hanno potuto interagire parlando di conflitti e migrazioni. Tra tante domande poste da tutta Italia è stata scelta anche una dei 166 studenti del Rosmini sullo ius culturae. «Attualmente, in Parlamento, è in discussione lo ius culturae. Ritiene che questo provvedimento, se adottato, possa aiutare il processo di integrazione?»

Lo ius culturae è una proposta di legge che prevede il diritto alla cittadinanza italiana per i bambini nati in Italia e che hanno completato il ciclo di studi dei 12 anni. In Italia occorrono più anni per diventare cittadino, più degli altri Paesi, ben 14 anni. Certamente può essere un contributo notevole per l’integrazione.

Quest’anno ricorre il 25esimo anniversario di Emergency. L’evento è stato dedicato ai Principi Attivi Contro la Guerra, uno slogan che, rifacendosi ai principi benefici dei farmaci, si pone l’obiettivo di far ragionare su quali possono essere i gesti concreti contro la guerra.

Ha condotto Camila Raznovich, e si è discusso di guerre ed emigrazioni, esponendo i cinque principi attivi: conoscere la guerra, affermare l’uguaglianza, informarsi, coltivare la memoria e la bellezza.

Rossella Miccio, la presidente di Emergency, ha parlato della sua esperienza di volontariato che l’ha posta a diretto contatto con la guerra, del principio di “conoscere la guerra”. Si è soffermata sulla situazione dei curdi siriani, concludendo che non bisogna mai cedere alla violenza, nemmeno verbale. “Costruire bellezza” è il principio assegnato a Omaid Sharifi, vissuto tutta la vita nella guerra, senza mai conoscere la pace.  

Questo non gli ha impedito di fare qualcosa di bello per il paese. Ecco perché ha fondato il collettivo street art ArtLords di Kabul: l’arte come modo per risanare gli animi feriti. «Le immagini possono mandare dei messaggi. Allora abbiamo invitato le persone a dipingere i muri anti-esplosione di Kabul. Sono alti 8 metri e ci tolgono spazio, rendono brutto il nostro paesaggio, perciò li coloriamo. Pensate che molti di noi non sono mai stati nemmeno in un museo. Attraverso il dipinto di questi muri potevamo dare voce ai cittadini. Noi siamo ‘Lords’, che significa signori, non della guerra ma della bellezza. L’arte è un modo di coltivare il pensiero e di spingere le persone a esprimersi», ha concluso.

La conduttrice Camila Raznovich ha letto La sentinella, un racconto di Frederic Brown, per evidenziare come possiamo essere noi diversi rispetto ad altri, noi che consideriamo diversi persone di altre culture. Cristina Cattaneo, autrice del libro Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo, ha trattato del principio “coltivare la memoria”. Argomento centrale è stato la perdita ambigua, le sofferenze di coloro che hanno perso familiari, ma si trovano in uno status di incertezza fino alla identificazione dei corpi se questi vengono ritrovati.

La Cattaneo è il medico legale che ha preso l’impegno di dare un’identità a tutte le vittime morte nel Mediterraneo: «I morti si identificano per pietà ma anche per i diritti di chi è vivo, i cari del defunto. Ignorare se un caro sia vivo o morto può avere cause sanitarie gravi, depressione, follia.», ha detto la dottoressa.

Sui cadaveri trovati in mare si trovano pagelle, fagottini di terra del proprio paese, documenti cuciti addosso anche per permettere l’identificazione in caso di morte. «Noi medici dobbiamo tutelare la vita contro la disumanizzazione. Nostro è il compito di dimostrare la sofferenza delle persone che accogliamo, attraverso la lettura dei loro corpi. Identificare i morti è un diritto, continuare a parlare di come sono morti è un dovere, ha concluso, stimolando i ragazzi a non dimenticare e a non voltarsi dall’altra parte.», ha proseguito la Cattaneo, mentre la conduttrice piangeva per la commozione, come del resto la platea tutta.

Purtroppo non sempre si parla di queste sofferenze, non si parla dei migranti come persone, la loro umanità si disperde nel numero, nella massa, e spesso si danno anche notizie false. «Informarsi è doveroso.», ha affermato Matteo Villa, responsabile del programma migrazioni dell’istituto per gli studi di politica internazionale – ISPI. « È difficile smontare una fake news, ma la verità è a due click da noi, doppio click e approfondiamo. Verificate sempre, voi siete i migliori fact checker se lo desiderate», ha ammonito in modo ironico rivolgendosi agli studenti.

Le notizie vengono date a secondo del governo che è al potere. È difficile parlare di guerra, la gente cambia subito canale, non vuole sentire le notizie tristi, e vogliono sempre notizie nuove. Abbiamo tutti una responsabilità, in quanto umani, di porre fine alla guerra.

Per porre fine alla guerra bisogna coltivare un valore che può sembrare utopico, l’uguaglianza.  “Affermare l’uguaglianza” è l’ultimo principio attivo di Emergency contro la guerra. A raccontarlo è Gino Strada, alla luce delle oltre 10 milioni di persone alle quali in 25 anni di attività l’organizzazione da lui fondata ha fornito cure medico-chirurgiche in zone di conflitto. «Praticare l’uguaglianza è un valore alla base di ogni pratica di pace. Perché curiamo in un modo anziché in un altro? Dipende dal contesto in cui ci si trova, ma l’essere curati è un diritto di tutti. Curare gli altri come vorremmo essere curati noi stessi, i nostri cari. Noi abbiamo basato il nostro lavoro sull’uguaglianza».

L’evento è stato coinvolgente ed emozionante, gli alunni hanno partecipato con interesse, sensibilizzati dai temi trattati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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