Cultura

Nola, presentato volume sulla I Guerra Mondiale: un mosaico di fatti e notizie

Nola, 31 Marzo  – Consenso di pubblico per una manifestazione di grande interesse storico. Presso la Sala del Mutilato, in occasione del Centenario della Grande Guerra, Luigi Fusco, maresciallo della Guardia di Finanza in congedo, studioso di storia e cultura locale, ha presentato una Rassegna Stampa sulla Prima Guerra Mondiale, edita dal Centro Studi Alcide De Gasperi.

La raccolta comprende 518 articoli dal 2014 al 2018, tratti da 33 testare giornalistiche, con numeri speciali, agenda di lettura, bibliografia della produzione di libri, nonché riviste quindicinali e mensili. La memoria degli eventi più importanti di quel drammatico periodo della storia d’Italia: l’entrata in guerra, le aspre battaglie con gli Austriaci, la disfatta di Caporetto, la vittoria di Vittorio Veneto, il macello di carne umana con 600 mila morti durante il conflitto e altrettante per le sue conseguenze. Non sono mancate testimonianze di soldati di Nola “110 vittime”, che rivivranno attraverso le lettere dal fronte inviate ai familiari, che le hanno conservate e fatto giungere a noi.

La Rassegna è arricchita anche da numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Nell’occasione è stata consegnata una targa ricordo al Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Raffaele Cantalupo, per la sua attività al servizio della comunità. Oltre all’autore sono intervenuti: Luigi Buonauro, Luigi Simonetti, Pasquale Gerardo Santella. Ha Moderato l’incontro Giovanni De Angelis.

“È un’opera straordinaria” afferma nel corso del suo intervento Luigi Simonetti, che ha poi proseguito la sua relazione; riportate qui solo alcune sue osservazioni: “Perché offre a Nola all’Italia e al mondo la possibilità di comprendere i fatti della storia come documento della memoria e comprensione della vita. La prima guerra mondiale è stata assurda con milioni di morti e con uno sconvolgimento radicale dei rapporti tra capitale e lavoro, politica ed economia in uno stravolgimnto totale universale. Un qualcosa contro il sentimento naturale della vita diffondendo il terrore e celebrando il mito di una falsa Patria che come un leviatano divora ogni cosa manomettendo la libertà con promesse demagogiche di un benessere futuro contro tutte le leggi di natura; ogni guerra accentua le discriminazioni di classe e potenzia la retorica a danno dell’umanità. Nell’epoca del web c’è una solitudine radicale che offende la dignità del pensiero. E tutto questo comporta la necessità di un riesame critico… ”.

Ha poi concluso il suo intervento con una poesia dedicata all’autore datata quaranta anni ma validissima per l’occasione e ispirata da un maestro della storia e letteratura, Giancarlo Mazzacurati dal titolo “ Il poeta e la platea”. Dopo l’intervento di Luigi Buonauro la relazione di Pasquale Gerardo Santella che ha curato la prefazione del volume; ha ribadito alcuni concetti, espressi anche nelle prime pagine: “La prima guerra mondiale fu un tragico macello di carne umana complessivamente più di 26 milioni di morti (Metà civili) e venti milioni di feriti: persone menomate, disabili e traumatizzati in modo irreversibile. In Italia furono chiamati alle armi 5 milioni e 200 mila uomini e alla fine contarono 750 mila morti: 600 mila caduti in combattimento e 150 mila per la popolazione. Oltre 1 milione i feriti e circa 2 milioni gli ammalati colpiti da tifo, colera, broncopolmonite, malaria, tubercolosi provocate dalle condizioni belliche. A questi caduti si devono aggiungere 500 mila morti per l’influenza spagnola; un’epidemia che costò più morti che la guerra stessa! Nel complesso la grande guerra costò al popolo italiano al perdita, oltre agli invalidi, di circa 1 milione e 200 mila persone.”

Sono solo alcune delle sue osservazioni; al termine del suo intervento Santella si è concesso un piccolo ma significativo fuori programma ricordando la memoria di suo nonno combattente della grande guerra mostrando dei piccoli occhiali a lui appartenuti. Un modo forse efficace, un invito di saggezza da parte di chi è stato un anziano reduce a guardare meglio la realtà con un’opportuna, immaginaria, lente d’ingrandimento! In conclusione le parole dell’autore e del presidente della locale sezione.

Antonio Romano

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