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Nola, Polveri Sottili. Don Aniello Tortora:”Maggiore interesse verso una questione che non può essere sottovalutata. A rischio la salute di ciascuno di noi”

Nola, 29 Marzo – Mancato smaltimento delle ecoballe, interventi di bonifica a rilento, indifferenza verso lo scempio delle acque del fiume Sarno, ed infine inquinamento da polveri sottili. Elenca anche emergenze ambientali ‘datate’ il vicario per la Carità e la Giustizia della Diocesi di Nola, don Aniello Tortora, nella lettera che, su proposta delle Commissioni pastorali Problemi sociali e lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato, Caritas, Sanità, Carcerati, Migrantes, ha scritto alle parrocchie del territorio in merito alla preoccupante questione delle polveri sottili.

«I membri delle Commissioni – ha spiegato Tortora – avendo preso atto della disinformazione e poca attenzione al problema delle polveri sottili hanno voluto richiamare tutte le comunità parrocchiali ad un maggiore interesse verso una questione che non può essere sottovalutata. A rischio la salute di ciascuno di noi».

I valori correnti del Pm10, dal 1 gennaio al 15 marzo 2019, secondo i dati della Centralina ARPA di San Vitaliano, si legge nella lettera, arrivano ad essere in alcuni casi quasi il triplo del limite giornaliero consentito.

«Secondo la legge – ha sottolineato don Aniello Tortora facendo riferimento al D. Lgs. n° 155/2010 – non è consentito superare i limiti più di 35 volte l’anno: in meno di tre mesi gli sforamenti sono stati 44. La questione è urgente. I dati, oltre a rilevare una scarsissima attenzione alla custodia dell’ambiente, segnalano elementi di pericolosità per la salute dei cittadini».

La Commissione Diocesana per i Problemi sociali e lavoro e Salvaguardia del Creato, insieme ad altre Associazioni del territorio, ha firmato lo scorso dicembre un manifesto per risvegliare le coscienze circa l’inquinamento atmosferico nel nolano, causato dallo sforamento continuo dei valori del Pm10 per il quinto anno consecutivo.

«In quel manifesto – ricorda don Aniello nella lettera si richiamavano le Istituzioni regionali ad attuare, finalmente, il Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria. Un richiamo che come Diocesi facciamo ancora una volta e che indirizziamo anche ad ogni singolo cittadino, soprattutto ad ogni cristiano: la cura del Creato deve starci a cuore perché il Signore ci ha chiesto di custodirlo».

 

Lettera alle comunità parrocchiali sulla questione ambientale

Carissimi, la nostra Chiesa di Nola è sempre stata attenta alle problematiche sociali del territorio. La fede deve essere continuamente coniugata con la vita e soprattutto con la vita sociale. Ricordiamo l’impegno della nostra diocesi, fin dagli inizi del suo sorgere, per l’emergenza rifiuti.

Tantissimi gli interventi, tante le denunce e gli appelli ai cittadini e particolarmente alle Istituzioni, per un impegno più puntuale e concreto da parte di tutti nella cura di questa bellissima nostra “MADRE TERRA, che il Signore ci ha donato, perché la coltivassimo e la salvaguardassimo” dall’inquinamento, dalle discariche e dagli sversamenti dei rifiuti tossici e illeciti, gestiti dalla camorra. Ma le ecoballe sono ancora lì dove erano, da anni. A rilento e, talvolta fermo, il piano di smaltimento regionale, con uno spalleggiamento continuo di responsabilità tra Governo e Regione. Rimangono ancora un sogno le bonifiche del territorio. Il Sarno continua ad essere uno dei fiumi più inquinati al mondo. Ultimamente anche la nostra Commissione Diocesana per i Problemi sociali e lavoro e Salvaguardia del Creato, insieme ad altre Associazioni, anche laiche, ha firmato un manifesto per risvegliare le coscienze circa l’inquinamento atmosferico nel Nolano, causato dallo sforamento continuo dei valori del PM10 (polveri sottili) per il quinto anno consecutivo. In quel manifesto si richiamavano le Istituzioni regionali ad attuare, finalmente, il Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria.

Gli sforamenti correnti del PM10 periodo 01/01/2019 – 15/03/2019 (Centralina ARPA – San Vitaliano – fonte: arpacampania.it/aria) sono:

  1. 7 valori tra 155 e 126 (+o- il triplo del valore giornaliero consentito)
  2. 15 valori tra 112 e 76 (+o- il doppio del valore giornaliero consentito)
  3. 22 valori tra 70 e 52 (al di sopra del valore giornaliero consentito)

Il totale è 44 giorni di sforamenti su 74 (da inizio anno), mentre il limite è (D. Lgs. n° 155/2010):PM1O – il valore giornaliero di 50 non può essere superato più di 35 volte nell’anno.  

Avendo preso consapevolezza, come Diocesi, che il problema, invisibile (anche per disinformazione o poca attenzione da parte di tutti), non è sentito o rilevato (come la gravità della situazione meriterebbe), vogliamo richiamare tutte le comunità parrocchiali ad interessarsi per conoscere più in profondità il problema attuale, che desta grande preoccupazione. È compito di noi cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà far comprendere il problema all’intero territorio e passare all’azione. Ne va del futuro dei nostri figli e della salute di tutti noi. Oltre a richiamare le Istituzioni, spesso latitanti, a fare sempre la loro parte, anche noi come cittadini, esercitando la cittadinanza attiva, dobbiamo e vogliamo fare quanto ci compete.

Condividiamo 10 consigli che Papa Francesco ci regala nella sua ultima enciclica Laudato si’ per curare l’ambiente in cui viviamo.

10 consigli di Papa Francesco

Dopo aver promulgato l’enciclica Laudato si’ nella quale ci invita a una “conversione ecologica”, Papa Francesco ha stabilito di celebrare il 1° settembre la Giornata mondiale di preghiera per la cura della Creato. Questa ricorrenza si celebra già nella Chiesa ortodossa, e il Papa ha deciso di includerla nella Chiesa cattolica al fine di aiutare tutti a prendere coscienza della necessità di prendersi cura del pianeta. Nella sua ultima enciclica il Papa ci ricorda che “meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo”; poi continua dicendo: “I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi” (13).  Papa Francesco si augura che tutti noi possiamo “rinnovare l’adesione personale alla propria vocazione di custodi della creazione”. Con la scelta della data, si rafforza anche la “crescente comunione” con la Chiesa ortodossa.

Condividiamo alcuni consigli concreti con i quali il Santo Padre ci invita a collaborare per proteggere e costruire la nostra casa comune. Piccoli atti che diffondono il bene nella società “al di là di quello che è possibile constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente”.

▪ Riscaldamento: ci ha consigliato di coprirci di più e di evitare di accenderlo.

▪ Evitare l’uso di materiale plastico e cartaceo.

▪ Ridurre il consumo di acqua.

▪ Separare i rifiuti.

▪ Cucinare soltanto ciò che ragionevolmente si potrà mangiare.

▪ Trattare bene gli altri esseri viventi.

▪ Utilizzare il trasporto pubblico o condividere uno stesso veicolo con varie persone.

▪ Piantare alberi.

▪ Spegnere le luci inutili.

▪ Ringraziare Dio prima e dopo aver mangiato.

Confidiamo perché venga data grandissima diffusione nelle nostre parrocchie di questa lettera, per una maggiore conoscenza del problema ambientale e delle polveri sottili. Ognuno di noi deve dare l’esempio, mettendo in pratica questi semplici, ma utilissimi consigli di Papa Francesco. Sarebbe bello se parroci e operatori pastorali li utilizzassimo nelle catechesi ordinarie dei nostri gruppi e nelle celebrazioni liturgiche.

La quaresima è “tempo opportuno e favorevole” anche per la nostra conversione ecologica integrale.

Don Aniello Tortora

Vicario per la Carità e la Giustizia

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