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Nola, nota congiunta delle organizzazioni diocesane: “Pane, Casa, Salute, Educazione. Quattro priorità in vista Amministratine 2018”

Nola, 28 Maggio  – Tra poco più di due settimane saranno chiamati ad esprimere il loro voto i cittadini di undici comuni della diocesi di Nola: Lauro, Mugnano, Quadrelle, Boscoreale, Brusciano, Cicciano, Cimitile, Ottaviano, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano, San Vitaliano e Scisciano. Territori diversi, con problematiche varie ed eterogenee ma con un filo rosso rintracciabile in due punti: la difficoltà delle parti politiche di individuare e perseguire un bene comune più grande e più importante dei singoli interessi di parte; la scarsa formazione sociale dei cittadini, che spesso arrivano al voto con una scarsa conoscenza dei progetti reali incarnati da liste e persone che si propongono per le cariche istituzionali.

La difficoltà di elaborare visioni comuni e di operare scelte e mediazioni al rialzo colpisce sempre più anche il livello amministrativo comunale, dove l’”agenda” dovrebbe e potrebbe essere scritta guardando alle ben visibili esigenze dei cittadini in carne e ossa. Non è un caso se l’instabilità politica e istituzionale adesso tocca anche i comuni, che prima ne sembravano immuni. Ha fatto scalpore, come ultimo caso, lo scioglimento del Consiglio comunale di Nola. Diverse amministrazioni della diocesi sono rette da commissari prefettizi nominati o per crisi politiche o, fatto gravissimo, per infiltrazioni camorristiche. A fronte di questi evidenti rischi di degrado della vita pubblica, è facile riscontrare nei nostri comuni, specie a ridosso di tornate elettorali, anziché sussulti di novità e apertura al futuro, vere e proprie battaglie personali che poco hanno a che fare con il servizio alla comunità. Ciò si traduce in diversi comuni in competizioni con un numero enorme di liste e candidati, in campagne elettorale rissose, persino in situazioni-limite dove c’è una sola lista che si candida senza sfidanti. Lanciamo un appello perché né la politica né le comunità assistano passivamente allo svilimento del senso della democrazia e della partecipazione! A questo proposito ci sentiamo di ringraziare le comunità parrocchiali e le associazioni ecclesiali e non che si stanno adoperando in queste settimane per offrire momenti di formazione e informazione in preparazione al voto.

L’ufficio Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola, la Presidenza diocesana dell’Azione cattolica, il direttivo di Caritas diocesana e i referenti del Progetto Policoro propongono ai cittadini e ai candidati di buona volontà una riflessione che possa orientare l’esercizio del voto lungo la strada della consapevolezza. Quattro le parole che poniamo all’attenzione di tutti: pane, casa, salute, educazione. Pane, ovvero la vocazione produttiva di un territorio che non può più vivere di mance, assistenzialismi e improvvisazione, ma che deve riuscire ad esprimere una visione che porti lavoro vero. Casa, perché l’emergenza abitativa ha ormai toccato picchi che solo amministratori e cittadini ciechi non vedono: i numeri delle strutture assistenziali e caritative della diocesi dicono più di qualsiasi discorso. Salute, che nel nostro territorio è sempre più collegata alla qualità dell’aria e dell’ambiente – deteniamo troppi allarmanti record negativi! – e all’efficienza ed efficacia dei servizi pubblici di prevenzione e cura. Educazione, che è molto più di avere strutture scolastiche, ma è una vera e propria capacità di immaginare alleanze tra scuole, famiglie, parrocchie e associazioni per offrire “tempo buono”, più che “tempo pieno”, ai nostri bambini, ragazzi e adolescenti. La povertà non è una condizione contingente in cui si cade per fato, ma una condizione che si realizza potenzialmente per tanti quando una comunità non aiuta le persone a garantirsi con le proprie forze pane, casa, salute ed educazione.

A chi si candida, specie partendo da un’adesione sincera alla Dottrina sociale della Chiesa, assicuriamo amicizia, stima e accompagnamento. A chiunque offra la propria disponibilità per incarichi istituzionali, a prescindere dalle opzioni politiche e culturali, chiediamo serietà nelle motivazioni e di impegnarsi in modo speciale su questi temi per noi cruciali. Chiediamo allo stesso tempo ai cittadini che vogliono esercitare il voto in pienezza e libertà di coscienza di valutare proposte e candidature sulla base di queste quattro urgenze. Le ripetiamo, perché ci crediamo: pane, casa, salute, educazione.

I responsabili per la diocesi di Nola di

Azione Cattolica, Caritas, Pastorale Sociale e del Lavoro, Progetto Policoro

 

 

Con una nota congiunta, Ufficio per la pastorale sociale, Caritas, Azione cattolica e Progetto Policoro della Diocesi di Nola, in vista del voto del prossimo 10 giugno, invitano candidati e cittadini ad uscire dalla logica degli «interessi di parte» e mettere al centro del dibattito quattro priorità, che gli organismi della diocesi di Nola sintetizzano in quattro parole: «Pane, casa, salute ed educazione».

È la prima volta che le quattro sigle diocesane, entro le quali agiscono e collaborano attivamente laici impegnati sia nella pastorale ordinaria sia nell’azione sociale, scrivono e promuovono insieme un testo per aiutare il discernimento in vista del voto amministrativo: «perché né la politica né le comunità assistano passivamente allo svilimento del senso della democrazia e della partecipazione».

A ridosso del voto in 11 comuni della diocesi, una nota congiunta dell’Ufficio per la pastorale sociale, Caritas, Azione cattolica e Progetto Policoro invita candidati e cittadini ad uscire dalla logica degli «interessi di parte» e mettere al centro del dibattito quattro priorità, che gli organismi della diocesi di Nola sintetizzano in quattro parole: «Pane, casa, salute ed educazione».

«Pane, ovvero la vocazione produttiva di un territorio che non può più vivere di mance, assistenzialismi e improvvisazione, ma che deve riuscire ad esprimere una visione che porti lavoro vero», spiegano i responsabili diocesani. «Casa – si prosegue – perché l’emergenza abitativa ha ormai toccato picchi che solo amministratori e cittadini ciechi non vedono», mentre «i numeri delle strutture assistenziali e caritative della diocesi dicono più di qualsiasi discorso». Con «salute», invece, la nota intende sottolineare soprattutto il collegamento con «la qualità dell’aria e dell’ambiente – deteniamo troppi allarmanti record negativi – e con l’efficienza ed efficacia dei servizi pubblici di prevenzione e cura». Infine, ma non ultima, l’educazione. «È molto più di avere strutture scolastiche – si evidenzia nel comunicato congiunto –. È una vera e propria capacità di immaginare alleanze tra scuole, famiglie, parrocchie e associazioni per offrire “tempo buono”, più che “tempo pieno”, ai nostri bambini, ragazzi e adolescenti».

La cura a livello amministrativo e politico di questi quattro temi è l’unica forma di prevenzione della povertà: «La povertà – dicono Ac, Caritas, Pastorale sociale e Policoro – non è una condizione contingente in cui si cade per fato, ma una condizione che si realizza potenzialmente per tanti quando una comunità non aiuta le persone a garantirsi con le proprie forze pane, casa, salute ed educazione».

È la prima volta che le quattro sigle diocesane, entro le quali agiscono e collaborano attivamente laici impegnati sia nella pastorale ordinaria sia nell’azione sociale, scrivono e promuovono insieme un testo per aiutare il discernimento in vista del voto amministrativo: «perché né la politica né le comunità assistano passivamente allo svilimento del senso della democrazia e della partecipazione». È infatti evidente la crescente instabilità delle istituzioni comunali, come dimostra anche il recente commissariamento di Nola per la mancata approvazione del bilancio. «Diverse amministrazioni della diocesi – si spiega nella nota – sono rette da commissari prefettizi nominati o per crisi politiche o, fatto gravissimo, per infiltrazioni camorristiche».

È importante che i cittadini non perdano la fiducia nel livello istituzionale a loro più prossimo: «La difficoltà delle parti politiche di individuare e perseguire il bene comune e la scarsa formazione sociale dei cittadini», si traduce «in competizioni con un numero enorme di liste e candidati, in campagne elettorale rissose e persino in situazioni-limite dove c’è una sola lista che si candida senza sfidanti».

I comuni al voto nella diocesi, come detto, sono 11: Mugnano, Quadrelle, Boscoreale, Brusciano, Cicciano, Cimitile, Ottaviano, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano, San Vitaliano e Scisciano.

Ac, Caritas, Pastorale sociale e Policoro chiedono «serietà nelle motivazioni» ai candidati e «pienezza e libertà di coscienza» agli elettori, e incoraggia iniziative di formazione e informazione da parte di comunità e associazioni in vista del voto. Al momento sia a Cicciano sia a Boscoreale la comunità cristiana ha organizzato confronti tra candidati a sindaco.

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