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Nola, Esame Avvocato: appello al Ministro della Giustizia del Presidente COA avv. Pasquale Piccolo

La questione posta anche sul tavolo del XXXIV Congresso Nazionale dell’Avvocatura

 

Nola, 3 Ottobre – Domani mattina a Catania inizieranno i lavori del XXXIV Congresso Nazionale Forense, la massima assise nazionale dell’Avvocatura italiana.

Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, avv. Pasquale Piccolo, ha chiesto al Consiglio Nazionale Forense di porre all’attenzione dei Delegati al prossimo Congresso Nazionale dell’Avvocatura, il delicato argomento relativo gli esami per l’abilitazione alla professione di Avvocato, ha invitato il Ministro della Giustizia ad assumere provvedimenti immediati, concreti ed urgenti finalizzati ad una rapida soluzione, e ha interessato della questione anche il Senatore, avv. Francesco Urraro, già presidente del COA di Nola.

È da anni che assistiamo alla falcidia di giovani aspiranti avvocati le cui potenzialità e la cui preparazione viene quotidianamente verificata nelle aule dei Tribunali”, afferma Presidente Piccolo, che critica la modalità di correzione degli elaborati scritti: “La prova che sostengono i candidati è finalizzata ad una abilitazione e non ad un concorso, per cui questa modalità di correzione incrociata ed itinerante non ha motivo di esistere e potrebbero addirittura sussistere motivi di incostituzionalità”.

Una questione che secondo il Presidente Piccolo investe anche i diritti garantiti in ambito europeo: “In questo modo viene violato il principio della parità di trattamento dei cittadini europei nell’accesso alle professioni e, oltretutto, non viene valutata nella sua interezza la preparazione del candidato in quanto spesso si verificano delle enormi discrepanze nella valutazione dei tre elaborati. Inoltre, non si tiene conto delle ripercussioni negative che vanno ad incidere sul singolo candidato nella sua sfera personale e sociale, il quale giunge all’esame di stato dopo aver conseguito una laurea e svolto un periodo di praticantato”.

È innegabile” – conclude l’avv. Piccolo – “che le modalità con le quali si svolgono gli esami siano obsolete, deficitarie ed oltretutto costose per tutta l’organizzazione che impegnano, denotando, inoltre, l’assenza di una visione globale e prospettica della professione. Bisogna modificare la legislazione vigente anche alla luce dell’art.11, legge 247/12, che ha previsto la formazione obbligatoria per i praticanti avvocati, con verifiche intermedie e finali, per cui ritengo che all’esito della stessa il tutto si debba concludere con un esame nella sede Distrettuale, così come avviene da anni per gli esami di abilitazione delle altre discipline”.

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