Politica

Nola, Di Sarno (M5S): «A rischio antichi casali e masserie nella piana di Boscofangone. Franceschini intervenga»

Nola, 2 Novembre – «Antichi casali e masserie fortificate nella piana di Boscofangone a Nola sono a rischio. Il ministro Franceschini intervenga per tutelare il loro valore culturale». È quanto chiede il deputato del Movimento Cinque Stelle, Gianfranco Di Sarno, in un’interrogazione al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
«La piana nolana conserva degli splendidi esempi di complessi rurali medievali e masserie fortificate che riflettono la millenaria struttura agronomica-fondiaria del territorio» spiega il giovane deputato di Somma Vesuviana, componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Si tratta di testimonianze di civiltà che vanno assolutamente tutelate e valorizzate, preservate da stravolgimenti e progetti invasivi, strappate al degrado e all’abbandono. Sollecitato da numerose associazioni ambientaliste e culturali del territorio, il deputato pentastellato ha deciso di portare il caso il Parlamento.
Tra le architetture rurali meritevoli di attenzione, Di Sarno cita il caso dell’imponente complesso fortificato noto come «Taverna Nova», contraddistinto da torrette e bastioni e da diversi corpi di fabbrica tra cui la taverna, l’edificio padronale, i depositi, le stalle e la cappella gentilizia dedicata a Sant’Anna decorata da pitture a fresco. Sotto i riflettori finiscono anche i complessi rurali seicenteschi Barone-De Luca, Candelaro e Tora che riutilizzano, tra i materiali impiegati per la costruzione, colonne ed elementi archeologici di spolio provenienti dalle diverse ville romane individuate nella zona. Tra le architetture rurali da conservare e valorizzare, Di Sarno segnala inoltre il complesso tardo angioino appartenuto fin dal XV secolo alla nobile famiglia nolana De Riso e contraddistinto da alte mura e una porta fortificata.
«L’opinione pubblica, la comunità intellettuale e le associazioni sono molto preoccupati per le sorti di questi complessi rurali» – ammonisce il deputato dell’M5S. «Ho chiesto pertanto di conoscere quali iniziative urgenti di tutela e salvaguardia il Ministro intenda adottare per evitare la distruzione o la perdita di queste importantissime testimonianze di civiltà che rappresentano entità peculiari e ben definite nel panorama dell’architettura rurale campana di età medievale e moderna», conclude Di Sarno.   

Atto Camera

Interrogazione 4-03566

presentato da
DI SARNO Gianfranco
seduta n. 223
  DI SARNO. — Al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:
nel comune di Nola (Napoli) in via Boscofangone, sono ubicati gli ultimi splendidi esempi di complessi rurali medievali e masserie fortificate della piana nolana, sopravvissuti alle disastrose demolizioni per la realizzazione delle aree degli insediamenti produttivi e del distretto di distribuzione commerciale Cis, interporto e Centro servizi vulcano buono;
tra le pregevoli fabbriche che riflettono la struttura agronomica-fondiaria dell’area degni di nota sono i complessi rurali seicenteschi Barone-De Luca, Candelaro e Tora che riutilizzano, tra i materiali impiegati per la costruzione, colonne ed elementi archeologici di spolio provenienti dalle diverse ville romane individuate nella piana di Boscofangone;
di notevole importanza storica è anche l’imponente complesso fortificato «Taverna Nova», contraddistinto dall’aggregazione di numerosi corpi di fabbrica (la taverna, l’edificio padronale, i depositi, le stalle e la cappella gentilizia dedicata a Sant’Anna decorata da pitture a fresco ancora oggi visibili) e da uno spiccato carattere difensivo conferito dalla presenza di torrette e bastioni;
al periodo tardo angioino risale, invece, la «Masseria Riso», ubicata a nord-est del centro manutenzione Alstom Ferroviaria, NTV-Nuovo Trasporto viaggiatori, appartenuta al nobile casato dei de Risi o de Riso attestato a Nola fin dal XV secolo, documentata nella Carta Topografica della Campagna Felice della Società di Storia Patria di Napoli redatta nel 1761 e nella cartografia di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni del 1793;
negli ultimi mesi questi complessi rurali risulterebbero fortemente minacciati da stravolgimenti e progetti invasivi che stanno suscitando notevoli preoccupazioni nell’opinione pubblica, tra la comunità intellettuale e le associazioni ambientaliste e culturali del territorio –:
quali iniziative urgenti di tutela e salvaguardia il Ministro intenda adottare, per quanto di competenza, per evitare la distruzione o la perdita di queste importantissime testimonianze di civiltà che rappresentano entità peculiari e ben definite nel panorama dell’architettura rurale campana di età medievale e moderna.


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