Cultura

Nietzsche il nichilista demolisce i valori vecchi e nuovi

Napoli, 6 Maggio – Bello constatare che tra le iniziative del Corriere della Sera appare nell’opera filosofica “Grandangolo” Friedrich Nietzsche. Filosofo che oggi potrebbe far sorgere di nuovo interrogativi e confronti che non hanno mai generato sazietà tra gli studiosi.

Il filosofo che più di tutti, dopo la frattura con la fede, ha scavato nel senso più profondo della modernità del suo tempo, riuscendo a proclamare che i valori di verità, progresso e religione, sono privi di fondamento, vengono smascherati, dando molta più importanza al logos, alla parola, l’unico specchio del modo in cui ragioniamo.

L’uomo si è affidato alla verità, al progresso e alla religione secondo Nietzsche, perché non ha accettato che la vita non ha alcun senso e va vissuta nel completo libero abbandono. Da qui poi a deprecare la storia e la critica, due arti dannose per Nietzsche perché la prima uccide la vita e la seconda l’arte, il passo è breve.

Nietzsche vede nella critica e nei critici l’essenza di voler eliminare l’arte stessa, mentre nella storia un recinto pericoloso che preclude la crescita perché quel recinto può essere solo occupato da civiltà grette, chiuse che non vogliono accogliere la crescita.

Emerge così la sua natura antiaccademica e antisistematica che seppe cogliere l’irruento svolgersi della modernità. Il suo pensiero riecheggia ancora oggi con espressioni che sono in uso tra gli specialisti, ma anche in taluni casi nell’immaginario collettivo: “eterno ritorno”, “volontà di potenza”, “Dio è morto”, “oltreuomo”, o meglio “superuomo”. Ebbene dunque cade ogni illusione, si lascia spazio al nichilismo e alla demolizione di valori vecchi e nuovi.

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