Cronaca

Nel nolano emergenza smog sempre più cronica

A San Vitaliano, Pm10 (polveri sottili) raggiunti i 70 giorni di sforamento dall’inizio anno. La priorità non sembra siano i cittadini e la loro salute. Non ancora.

San Vitaliano, 12 giu. – Nel nolano non cessa l’allarme inquinamento. Come sul finire del 2017, continuano anche con l’inizio del nuovo anno gli sforamenti delle polveri sottili. In solo cinque mesi ben settanta volte la centralina di San Vitaliano ha segnalato livelli superiori al massimo consentito dalla normativa vigente. Mentre nel resto d’Italia le autorità rilanciano con grande evidenza il problema polveri sottili, nel nolano, invece, nulla: gli sforamenti sembrano essere ormai una consuetudine. A sforare settanta volte dall’inizio del 2018 (il limite annuale è di 35), come detto, la centralina posta in prossimità della Scuola Marconi di San Vitaliano, segue Pomigliano con 55 giorni. I dati degli ultimi giorni sono quindi ‘allarmanti’.

Numeri alla mano, il problema dell’inquinamento atmosferico ha dimensioni importanti. Sono circa 400mila le morte premature annue legate a problemi di qualità dell’aria, con l’Italia primo Paese Ue per decessi da particolato (60mila l’anno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente). A tal proposito, la Commissiona europea, lo scorso gennaio, ha lanciato un ultimatum al governo italiano: “Pronti a deferire anche l’Italia”. E l’Agro nolano cosa ha fatto? A giudicare dai superamenti avuti in questo scorcio di anno (70 giorni) e analizzando i livelli di inquinamento raggiunto negli anni precedenti, poco o nulla. Qualcosa non ha funzionato nei provvedimenti previsti dai vari piani: in alcuni casi nei loro contenuti, in altri nella loro applicazione, in altri ancora nei controlli. Le misure di Piano non sono quasi mai state implementate dall’insieme dei comuni, nessun nuovo sistema di controllo e riduzione degli inquinanti, rarissimi i servizi di trasporto e le abitazioni a emissioni zero, nessuna nuova e significativa misura strutturale e pochissimi nuovi provvedimenti emergenziali sono stati adottati sia dal governo, come dalla gran parte delle Regioni e dei comuni dell’area.

Le criticità generali riscontrate sono state sostanzialmente due: da un lato il disomogeneo recepimento dell’accordo da parte dei singoli Comuni, senza che ci fosse un’armonizzazione degli interventi; dall’altro l’aver parcellizzato le responsabilità, modalità con la quale si è di fatto “esonerato” la Regione dallo svolgere in maniera stringente il proprio ruolo e dovere di coordinamento.

I Sindaci, in quanto autorità sanitarie locali, verificata la presenza di inquinamento atmosferico, possono e devono adottare ordinanze interdittive della circolazione veicolare, ma tali provvedimenti contingibili risultano per lo più inefficaci se occasionali e circoscritti solo a bacini amministrativi per ambiti comunali.

A questo punto si renda necessario un nuovo accordo di programma tra Città Metropolitana di Napoli e Comuni, per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria. Sulla base di tale accordo vengano stabilite le misure antismog obbligatoriamente.

image_pdfimage_print

Collaboratore freelance, convinto assertore del giornalismo moderno, fatto di social, notizie in tempo reale attraverso i più svariati mezzi di comunicazione attualmente in circolazione ed in continua evoluzione. Adoro il mare, amo viaggiare e scrivere: la cultura è la risposta alla vita quotidiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *