Attualità

NAPULE È….MILLE CULTURE!

Napoli, 9 Giugno – Ammetto di aver poltrito abbastanza questa mattina; ma, mercé la mia celerità nel correre, son riuscito a salire a bordo della metro pochi istanti prima che il convoglio lasciasse la stazione di Pozzuoli: così facendo, m’è stato possibile varcare l’uscio dello studio alla solita ora.

Una volta sceso a Piazza Amedeo, ecco giungere al mio orecchio delle dolci note mai sentite precedentemente; percorro il (fin troppo) lungo corridoio che collega il vano binari all’uscita e mi avvedo che ad eseguire la piacevole melodia era la voce di un busker (così i Londinesi sogliono denominare gli artisti di strada), il quale si accompagnava con una chitarra acustica. Chiunque potrebbe chiedersi quale sia il recondito motivo per cui io abbia deciso di scrivere una riflessione ispirandomi a tale scena, considerato che per le vie di Napoli c’è una miriade di artisti -il cui indiscusso talento non è stato riconosciuto dagli sbruffoni invidiosi che insegnano nelle accademie, cosa che accadde anche ad un grande come Van Gogh- le cui opere vengono apprezzate da Partenopei e visitatori; ma ad un episodio del genere non si può certo restare indifferenti, specie a pochi giorni dall’insediamento di un governo populista che pone la dignità dell’uomo in secondo piano rispetto al buon nome ed al prestigio di taluni “baroni”: a differenza altre discipline artistiche, cari Lettori, la musica va controcorrente, dal momento che si prefigge l’obiettivo di unire tante persone, colmando il divario tra le molteplici culture.

Allo stadio “San Paolo”, i Napoletani hanno commemorato uno dei più grandi cantautori meridionali, che con le sue canzoni –oltreché con le attività benefiche da lui compiute nel corso della sua vita- ha toccato il cuore di molti appassionati: mi riferisco a Pino Daniele, persona il cui amore per Napoli non conosce eguali. Nei versi di uno dei suoi indiscussi capolavori, “Napule è“, egli ha descritto la difficile realtà della sua città natia, o meglio…..l’indifferenza e la rassegnazione della maggior parte dei suoi Concittadini (a cominciare dalle Istituzioni) verso la situazione palesemente drammatica in cui essa attualmente versa; ma Napule è innanzitutto…..mille culure, ovverosia una città che, nonostante la mala amministrazione e la presenza di tanti “Don Rodrigo” che credono di avere tutto in pugno, continua a connotarsi come un autentico melting pot, da intendersi qui non tanto come mero crogiuolo, quanto piuttosto come luogo di incontro e specialmente di confronto tra persone di culture diverse.

Musica o no, cari Lettori, occorre unirci per far fronte a quella pericolosissima corrente chiamata “estremismo”: le culture, a livello globale, sono milioni; ma la specie umana si caratterizza per la sua unicità, pertanto ciascun individuo ha diritto a vedersi riconosciuta quella dignità che molti imbecilli (ed al contempo fanatici) tentano di negargli adducendo futili pretesti che molto spesso danno luogo a sanguinosi conflitti che si potrebbero benissimo evitare.

 

Adriano Spagnuolo Vigorita

 

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