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Napoli, Vomero: grande partecipazione alla Via Crucis

Maggiore attenzione alle tradizioni popolari della collina

 

Napoli, 20 Aprile – “Diverse centinaia di persone hanno partecipato ieri sera alla Via Crucis al Vomero – dichiara soddisfatto Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Una manifestazione molto popolare, che richiama sempre tantissima gente, e che si è svolta partendo da piazza degli Artisti per arrivare, attraverso le varie tappe, in piazza Vanvitelli “.

“L’unico appunto negativo – sottolinea Capodanno – è dovuto al fatto che diverse strade poste lungo il percorso, a partire da via Luca Giordano, erano praticamente al buio, illuminate solo dalle insegne degli esercizi commerciali e dai tabelloni pubblicitari, visto che l’impianto di pubblica illuminazione, così come già accaduto nella serata precedente, era in gran parte spento “.

“Si recupera ancora una volta l’identità del quartiere collinare con la valorizzazione di alcuni appuntamenti, pure di natura religiosa, che hanno scandito nei secoli addietro il tempo degli abitanti della collina – prosegue Capodanno -. Come la processione, tipicamente vomerese, chiamata “ Mistero di Antignano “, che nel giorno di Pasqua, anche in passato, ha richiamato al Vomero tanti napoletani e molti turisti. Una festa antichissima che Bidera nel suo libro scritto nella metà dell’ottocento faceva risalire ai tempi di Carlo d’Angiò “.

“La storica processione di Gesù Risorto – ricorda Capodanno – inizia con i fedeli del quartiere che portano in spalla quattro statue, realizzate in legno dipinto: il Gesù Risorto, la Madonna, Santa Maddalena e S. Giovanni Evangelista. La processione, partendo dalla piazzetta Andrea Belvedere al Vomero vecchio, sede della Cappella dell’Arciconfraternita del SS. Rosario, attraversa le principali strade del quartiere: da via Cilea per via Gemito fino ad arrivare a largo Antignano, dove si svolge una tradizionale funzione religiosa. La processione tocca poi via Giordano, via Scarlatti e piazza Vanvitelli fino al rientro nella Cappella dell’Arciconfraternita “.

“Anche se è difficile – conclude Capodanno – immaginare col traffico caotico dei tempi attuali, la possibilità di svolgere manifestazioni di questo genere, ciò non pertanto bisognerebbe fare uno sforzo per recuperare e promuovere riti e tradizioni antiche pure per incentivare la socializzazione tra le persone, come ulteriore strumento nella lotta alla criminalità e alla delinquenza “.

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