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Napoli, Via alla raccolta fondi per aiutare la famiglia di Noemi ma alcuni sciacalli cercano di far soldi con il nome della bimba

Borrelli e Simioli: “Una grande catena di solidarietà, non li lasceremo soli quando si spegneranno i riflettori”

 

Napoli, 20 Maggio – Una raccolta fondi per aiutare la famiglia di Noemi. E’ l’iniziativa lanciata dal conduttore de “La Radiazza” Gianni Simioli e dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, in collaborazione con Angelo Pisani, legale della famiglia della bambina. “Daremo il via ad una grande catena di solidarietà alla quale potranno partecipare tutti coloro che vogliono dare una mano ad una famiglia che è stata colpita improvvisamente da un fatto così grave. Troppo spesso le vittime innocenti della malavita sono state dimenticate quando è svanito il clamore mediatico. Non li lasceremo soli – spiegano Borrelli e Simioli – quando si spegneranno i riflettori”.

Partecipare alla raccolta fondi è facile. Chiunque può donare quanto vuole utilizzando l’IBAN IT26O3608105138214121914128. I soldi confluiranno su un conto corrente gestito dai nonni, Alessandro Esposito e Immacolata Molino, e dalla famiglia della bambina, che rendiconteranno come saranno impiegati i fondi.  

“A tal proposito – aggiungono Borrelli e Simioli – invitiamo tutti a non acquistare articoli o gadget con il nome di Noemi. Alcuni sciacalli stanno cercando di fare soldi sfruttando il nome della bambina”. Tra i promotori dell’iniziativa figura anche Angelo Pisani, legale della famiglia della bambina. “La buona notizia di oggi è che Noemi è fuori pericolo. La prima battaglia è stata vinta, ora ci concentreremo su quella processuale. Il nostro obiettivo è mandare in galera tutti i responsabili della sparatoria. Mandanti, esecutori e coloro che dopo il fatto hanno offerto coperture. Lo Stato – afferma Pisani – deve tutelare le vittime della malavita, anche quando non perdono la vita. Proporremo un Daspo per coloro che si macchiano di reati del genere. Chi ha sparato a Noemi deve essere allontanato dalla città, qui non c’è posto per lui”.

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