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Napoli, reparto chiuso e tutti alla festa: primario rischia rinvio a giudizio per interruzione di pubblico servizio

Verdi: “Vicenda che non deve ripetersi mai più. Nessun primario è al di sopra della legge e può usare gli ospedali come luoghi privati”

 

Napoli, 16 Aprile – “Seguiamo la vicenda giudiziaria di Francesco Pignatelli con la massima attenzione dopo aver reso denunciato, nove mesi fa, l’incredibile condotta dell’oramai ex primario dell’Ospedale del Mare. La Asl intervenne subito dopo la nostra segnalazione rimuovendolo dall’incarico e successivamente ogni tentativo di reintegro è stato bocciato dalla giustizia amministrativa. Dal punto di vista etico la condanna è stata unanime, ora attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanit Francesco Emilio Borrelli commentando la comunicazione di chiusura indagini notificata all’ex primario dell’Ospedale del Mare che, la notte tra il 6 e il 7 luglio del 2018 serrò le porte del suo reparto, invitando il personale ad una festa privata che aveva organizzato a Pozzuoli. “Le risultanze delle indagini sulla condotta di Pignatelli, stando a quanto scritto da ‘Il Mattino’, determineranno il rinvio a giudizio per interruzione di pubblico servizio. Qualora i giudici ne ravvisino la colpevolezza auspichiamo una punizione esemplare. Chiudere un reparto per una festa è una decisione al di fuori di ogni logica che sottende lo spregio dei diritti dei malati, trasferiti in un altro reparto per permettere a chi avrebbe dovuto curarli di andare a divertirsi. Nessun primario è al di sopra della legge e i reparti non sono una proprietà privata. Una ferma applicazione della legge da parte dei giudici servirà a riaffermare che nessuno ha diritto di sfruttare la propria posizione all’interno di una struttura pubblica per attuare condotte illegittime e lesive dei diritti altrui”

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