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Napoli, racket nel cantiere Unesco di Porta Capuana: arrestato uno degli estorsori

Verdi: “Si presentavano come “gli amici della Maddalena” ma in realtà sono i peggiori nemici della città. Serve sostegno da parte del tessuto sociale nella lotta alla camorra, occorre isolare la metastasi”

 

Napoli, 13 Maggio – “Esprimiamo soddisfazione per l’arresto di uno degli estorsori che aveva intimato agli operai del cantiere Unesco di Porta Capuana di sospendere i lavori e di recarsi a parlare con “gli amici della Maddalena”. Peccato che gli “amici” in questione rappresentino i peggiori nemici della città di Napoli, una vera e propria metastasi che rende impossibile la vita ai cittadini e agli imprenditori. L’arresto di oggi rappresenta senz’altro un segnale positivo ma resta il tema di un’azienda che ha addirittura pensato di accollarsi il costo delle penali pur di lasciare il lavoro che stava effettuando a Napoli. Le imprese devono essere tutelate. Al di là del caso di Porta Capuana, che ha avuto particolare risalto mediatico, occorre garantire alle imprese che operano sul territorio la garanzia di poter lavorare senza dover fare i conti con le pressioni estorsive della camorra”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Al di là del lavoro delle istituzioni e delle forze dell’ordine occorre che anche il tessuto sociale faccia la sua parte nella lotta alla camorra. Occorre che tutti i napoletani facciano blocco per isolare questa metastasi. Non deve esserci alcuna agibilità per i camorristi e nessuna possibilità di accettazione sul piano sociale. Fino a quando la loro attività sarà tollerata, o addirittura supportata nei casi più estremi, sarà molto difficile addivenire ad una soluzione definitiva del problema”.

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