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Napoli, Personalità: non solo una questione di 12.30

Napoli, 21 Marzo – Tre a zero, risultato in cassaforte. Partita concettualmente chiusa e gli occhi presuntuosi di chi ha la consapevolezza di essere superiore anni luce.

Questa l’origine dell’eversione psicologica che si rovescia sul campo trasformandosi in un brivido anche lì dove è impossibile pensare che possa esistere.

Cinquanta i gol subiti dal Napoli quest’anno, trentasei di questi nel secondo tempo, il momento in cui calano le energie e sale in evidenza la mentalità della squadra. Aspetto di cui i partenopei sono poveri; troppo isolata l’influenza del portiere Pepe Reina nello spogliatoio, non basta la voce del capitano Marek Hamsik per una squadra così giovane.

L’ombra sul campo di gioco di una società ancora immatura, incapace, spesse volte, di gestire il rapporto con i propri giocatori, con il rischio sempre più verosimile che possano lasciare Napoli.

Questo l’aspetto che più fa riflettere della squadra azzurra, ricca di qualità ma con troppa poca personalità: non è solo una questione di 12.30.

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