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Napoli, permesso premio per festeggiare i 18 anni all’assassino di Francesco Della Corte: il ministro Bonafede invia gli ispettori

Borrelli e Simioli: “Scelta sconcertante dei giudici, non è la prima volta che riceve permessi premio. Il tutto in meno di un anno di detenzione. Pessimo segnale, così i delinquenti penseranno che tutto è concesso”

 

 

Napoli, 11 Settembre – “Concordiamo con la decisione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di inviare gli ispettori per accertare la correttezza delle procedure che hanno determinato l’elargizione di un permesso premio all’assassino di Francesco Della Corte, il vigilante ucciso lo scorso marzo alla stazione di Piscinola. La scelta dei giudici ci è apparsa sconcertante. Tra l’altro non è la prima volta che il detenuto riceve dei permessi premio. Il tutto dopo meno di un anno di detenzione. Così il sistema giudiziario italiano ci fa una pessima figura. Dinanzi a notizie del genere i delinquenti penseranno che tutto è concesso”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. “Tra l’altro si è deciso di premiare un detenuto e il suo nucleo familiare che, come riferito dal figlio della vittima Giuseppe durante la puntata de “La Radiazza” di mercoledì, non si sono mai scusati per l’assurdo omicidio. E così, se da un lato c’erano sorrisi e abbracci per la festa di 18 anni di un assassino, dall’altro c’erano lacrime e frustrazione dinanzi ad un sistema eccessivamente permissivo che permette a chi ha ucciso un uomo di andarsene in giro a festeggiare invece di impegnarsi in una rieducazione che dovrebbe essere di ben altro spessore in relazione alla gravità del reato commesso”.

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