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Napoli-Parma 1-2: Gattuso non basta, azzurri ko

Napoli, 15 Dicembre – È un battesimo amaro e doloroso quello di Rino Gattuso sulla panchina azzurra, ennesima sconfitta in un  campionato maledetto per il Napoli, stavolta a ricevere il regalo dei partenopei sono i parmigiani di D’Aversa.

LA CRONACA. Partenza da suicidio dei padroni di casa che, in dieci minuti, sbagliano l’impensabile e, al quarto, sull’infortunio tecnico e non solo di Koulibaly, subiscono il goal del vantaggio crociato, a ringraziare è il talento Dejan Kulusevski. Attenuata la bufera gli azzurri cominciano a prendere campo e sciorinare interessanti trame di gioco. Le occasioni di stanare il fortino ospite, cominciano a presentarsi sempre più copiose, ma i partenopei, all’appuntamento con il goal, falliscono clamorosamente, prima con Zielinski, poi due volte con Insigne. Le ripartenze veloci e ben collaudate dei ducali creano non poche difficoltà agli azzurri, che appaiono molto lenti nelle transizioni difensive. Il secondo tempo si sviluppa sullo stesso canovaccio del primo, il Napoli attacca, crea, arriva al tiro, sbaglia e subisce i sanguinosi contropiedi avversari. Al 63esimo Rino Gattuso mette mano per la prima volta all’assetto tattico dei suoi, sostituisce Allan per Mertens e passa dal 4-3-3 ad uno sbilanciatissimo 4-2-4. La scelta dell’uomo si rivela però azzeccata perché un minuto dopo, il belga, con un cross illuminante, pesca in area Milik che incorna di testa il pallone del pareggio. Come colpito da un’ispiegabile maledizione, il Napoli è costretto a vivere sempre lo stesso incubo dal tremendo epilogo: si spinge in avanti, cercando affannosamente il goal della vittoria, e puntualmente viene beffato, subendolo nei minuti addizionali. Sugli sviluppi di calcio d’angolo, la palla viene respinta fuori dall’area, Zielinski, in pieno controllo di essa, scivola clamorosamente; Gervinho raccoglie e mette la sesta; la rincorsa disperata dei difensori in maglia nera, per l’occasione, non è sufficiente a fermare la freccia crociata, che duetta con Kulusevski e buca Meret, autore di un’altra prestazione prodigiosa. I tre fischi del direttore di gara sono seguiti da quelli dei tifosi sulle gradinate, ancora tristemente spoglie, che si abbattono sul campo come una bufera, a bagnare l’esordio nero di Gattuso.

In questo momento è inutile giudicare l’operato di un allenatore insediatosi da soli quattro giorni; le riflessioni, piuttosto, è giusto rivolgerle ad una situazione psicologica molto preoccupante, come dichiarato dallo stesso Gattuso a fine gara: “I problemi di questa squadra albergano nella testa dei calciatori che sono timorosi e poco tranquilli”. Eloquente testimonianza di ciò sono i pochi minuti giocati da Koulibaly, probabilmente il miglior azzurro della scorsa stagione, che commette tre errori elementari in una sequenza spaventosa, prima di infortunarsi ed uscire dal campo.

Problemi che derivano, senza dubbio, da una classifica precaria, -11 dal quarto posto, solo +8 dalla zona retrocessione e, in questo senso, il calendario di sicuro non viene in aiuto. Dopo la sosta natalizia gli azzurri dovranno affrontare Inter, prima in classifica, Lazio, la squadra più in forma attualmente, Fiorentina e Juventus. Non c’è un attimo di tregua per il nuovo mister che, in tutto questo marasma, deve fare i conti anche con un equilibrio precario, dovuto alla troppa distanza tra difesa e centrocampo, di cui questa squadra soffre. Fermarsi, in questo momento, risulterebbe solo deleterio, per questo oggi gli azzurri sono tornati a Castel Volturno, per preparare la sfida di domenica contro il Sassuolo, che deve servire a risanare alcune ferite, in vista del tour de force.

 

Matteo Ariola



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