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Napoli, nuovo appello per il museo di Enrico Caruso

Il 25 febbraio cadrà il 146esimo anniversario della nascita

Napoli, 22 Febbraio – Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, in occasione del 146esimo anniversario della nascita di Enrico Caruso, che cadrà il 25 febbraio prossimo, rilancia anche attraverso un apposito gruppo presente sul social network Facebook, al link: https://www.facebook.com/groups/caruso.enrico/ , l’appello affinché venga aperto al più presto a Napoli, nella città dove nacque, per l’esattezza nel quartiere di San Carlo all’Arena, in via Santi Giovanni e Paolo 7, il 25 febbraio del 1873, e dove morì il 2 agosto del 1921, un museo a lui dedicato. Progetto, quello del museo di Caruso, che, dopo essere proposto alla fine degli anni ’90, da tempo è stato messo nel dimenticatoio, al punto che nessuno ne parla più.

Nella presentazione del gruppo, Capodanno sottolinea l’importanza di realizzare finalmente in Città un museo dove raccogliere tutti i suoi numerosi cimeli sparsi per il mondo.

“Vero è che da tempo esistono ben due musei dedicati all’artista partenopeo, uno nella villa Bellosguardo a Lastra a Signa, in provincia di Firenze, e un altro a Brooklyn – puntualizza Capodanno – ma, purtroppo, nessuno a Napoli, la sua città natale “.

“Sarà pure un caso – evidenzia Capodanno -. Resta il fatto che il grande tenore napoletano è sepolto a Napoli, in una cappella privata nel cimitero di Santa Maria del Pianto in via Nuova del Campo, a pochi metri dalla cappella dove è sepolto un altro grande artista, l’indimenticato Antonio De Curtis, in arte Totò, che, a distanza oltre cinquant’anni dalla morte, attende anch’egli l’apertura a Napoli di un museo a lui dedicato “.

Capodanno confida che l’iniziativa per l’apertura  a Napoli di un museo dedicato a Enrico Caruso, anche a seguito dei numerosi consensi espressi dai tanti estimatori del tenore lirico, serva a smuovere le acque e che, attraverso l’intervento sia della Regione Campania sia del Comune di Napoli, si possa in tempi rapidi dare un giusto quanto meritato riconoscimento, seppure tardivo, a un grande artista, vanto della musica e della cultura napoletana, aprendo finalmente, anche nel capoluogo partenopeo, un museo a lui dedicato.

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