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Napoli, la camorra è arrivata a sparare anche negli ospedali: paura al Pronto Soccorso del Vecchio Pellegrini

Verdi: “Cose che non accadono neanche nelle zone di guerra. Solo il caso ha voluto che non si verificasse un nuovo caso Noemi. Emergenza sicurezza ad un punto di non ritorno, servono i presidi di polizia negli ospedali.”

 

Napoli, 17 Maggio – “Non accade neanche nelle zone di guerra che si arrivi a sparare negli ospedali. Qui siamo oltre. Oramai la camorra è fuori controllo. Solo il caso ha voluto che non si verificasse un nuovo caso Noemi. Fermiamoci un attimo a ricostruire cosa è successo: stiamo parlando di una cosa folle. Un ferito da un colpo d’arma da fuoco arriva al Pronto Soccorso, i sicari lo inseguono fino all’ospedale e tentano di finirlo lì, in mezzo a malati e infermieri, aprendo il fuoco ad altezza d’uomo. Prima dicevano che Napoli è una città in guerra. Ma ora siamo oltre. Queste cose non accadono neanche in guerra”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che si è recato subito nell’ospedale per manifestare solidarietà a malati e personale medico e ha incontrato il direttore dell’Asl Napoli 1. “Oramai l’emergenza sicurezza è ad un punto di non ritorno. Si spara nelle strade, negli ospedali, fuori le scuole, in mezzo alla gente. Il prossimo passo quale sarà? Venire a sparare fin dentro le nostre case? Ieri in città c’è stata la visita del ministro dell’Interno. Le solite promesse e rassicurazioni che ripete da mesi. La risposta della camorra è arrivata dopo poche ore. Da tempo chiediamo l’istituzione di postazioni di polizia presso i pronto soccorso degli ospedali. Finora il questore non ci ha dato ascolto ma, stando a quello che succede, è una necessità non rinviabile. Subito dopo i fatti di stanotte ho incontrato il commissario dell’Asl Napoli 1 Verdoliva , occorre un tavolo con questore e prefetto per trovare risposte efficaci sul piano della sicurezza perché le soluzioni in campo purtroppo non funzionano”.

“Abbiamo paura a lavorare negli ospedali – spiega Antonio Eliseo, rappresentante sindacale -. Qui succede di tutto e viviamo in un clima di sicurezza. Le aggressioni a medici e infermieri sono all’ordine del giorno. Ora si è arrivato addirittura a sparare nel pronto soccorso. Come si può lavorare in questo modo? E’ inaccettabile che il personale in servizio nei nosocomi arrivi a rischiare la vita per un proiettile”.

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