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Napoli, impresa abbandona cantiere Unesco a Porta Capuana a causa delle pressioni della malavita organizzata

Verdi: “E pensare che c’è chi difende la camorra. Da Noemi al tessuto economico, la delinquenza crea solo devastazione sociale. Perché le forze dell’ordine non hanno tutelato l’impresa? Ora temiamo che l’abbandono del cantiere provochi il tilt della circolazione”

 

Napoli, 9 Maggio – “Restiamo particolarmente amareggiati dinanzi alla notizia dell’impresa che ha deciso di abbandonare il cantiere Unesco di Porta Capuana a causa delle pressioni estorsive della malavita organizzata. Ciò non rappresenta altro che l’ennesima testimonianza di come la camorra crei solo devastazione sul piano sociale. La malavita organizzata spara ai bambini, impedisce lo sviluppo dei territori, stringe un cappio al collo dell’economia e fa vivere le persone nella paura. E pensare che c’è chi la difende e la considera un fenomeno tutto sommato accettabile”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini commentando la notizia riportata da “Il Mattino”. “L’azienda – proseguono Borrelli e Gaudini – è addirittura disposta a pagare le penali pur di andare via. E questo apre un altro tema: ci sono soggetti economici che sono disposti a rimetterci dei soldi pur di tagliare i ponti con il nostro territorio. Ci chiediamo, tra l’altro, come sia stato possibile che la Questura non abbia assistito l’azienda che pure aveva denunciato le pressioni da parte della camorra. Spesso parliamo dell’omertà ma in questo caso il muro era stato rotto, eppure è stato tutto inutile”. “L’abbandono del cantiere crea un’ulteriore problema legato alla viabilità. Lo stop ai lavori provocherà ulteriori disagi ai residenti. Nell’attesa che il cantiere venga riaperto e i lavori ricomincino, gli abitanti di Porta Capuana dovranno fare i conti con il traffico, lo smog e tutte le altre problematiche legate alla circolazione viaria”.

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