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Napoli, frattura la mano ad un infermiere del Santobono ma per i magistrati è un danno “tenue”: arriva la richiesta di archiviazione

Borrelli (Verdi): “Motivazioni che lasciano stupefatti, il non essere un delinquente abituale ed l’ansia per la figlia lo autorizzano a spaccare le ossa di una persona che lavora. Sono atti come questo che sdoganano le violenze all’interno degli ospedali”

Napoli, 15 Novembre – “Siamo letteralmente stupefatti dalla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Napoli in relazione all’aggressione subita lo scorso 22 settembre da un infermiere del Santobono che, malmenato da un uomo con l’ausilio di un bastone, riportò la frattura della mano. La documentazione della richiesta è stata resa nota dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” e non posso che unirmi al loro grido di doloro nell’assoluta mancanza di tutela nei confronti di chi lavora nelle strutture sanitarie. La Procura chiede l’archiviazione per la “tenuità del fatto”. Fratturare un osso a qualcuno, dunque, è un comportamento di poco conto. Tra l’altro, nella richiesta, si parla di stato d’ansia per la figlia come giustificazione, aggiungendo che, alla fin fine, non si tratta di un delinquente abituale e che, per giunta, ha picchiato l’infermiere con un bastone che usava per deambulare. Quindi non c’è problema, può picchiarlo tranquillamente”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. “Purtroppo sono gli atti di questo tipo che sdoganano le violenze all’interno degli ospedali. Far passare il messaggio che bastano la fedina penale pulita e uno stato d’ansia per spaccare le ossa ad un infermiere o ad un medico è molto grave. Non è questa la giustizia che immaginiamo”.

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