Comunicati

Napoli, Covid-19. “Omessa adozione di urgenti e adeguate misure di prevenzione e tutela per la salute dei cittadini”: esposto dello Studio legale Vizzino e dell’associazione “La Casa del Diritto”

Napoli, 19 Marzo – L’epidemia in Italia e nel resto del mondo di Covid-19, prosegue. In Italia i contagiati sono oltre 30mila e le vittime nel nostro Paese hanno superato quelle cinesi: siamo il paese con più morti al mondo. L’emergenza sta mettendo in ginocchio intere regioni, compresa la Campania. Alla luce del momento estremamente critico, lo studio Legale Vizzino e la costituente associazione “La Casa del Diritto” presentano un esposto indirizzato al Presidente De Luca; alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli;  all’Azienda Sanitaria Locale – A.S.L. – Napoli 1 Centro; all’Eav – Ente Autonomo Volturno Srl; all’ ANM – Azienda Napoletana Mobilità S.p.A. e infine all’ FS – Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A, in ordine “all’omessa adozione di urgenti e adeguate misure di prevenzione e tutela per la salute dei cittadini volte al contenimento della diffusione del contagio da COVID – 19 – Proposte programmatiche di intervento per arginare la diffusione del contagio”.

A seguito della diffusione del contagio da Covid-19, lo Studio Legale Vizzino ha istituito un LIBRO BIANCO predisposto al fine di raccogliere le numerose richieste di aiuto e segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano violazioni delle misure di prevenzione imposte dal Governo.

Nell’esposto si propongono importanti punti programmatici da attuare quanto prima per fronteggiare l’emergenza. Sotto la lente di ingrandimento: gli Ospedali da campo; la tutela degli anziani; la necessità allargata dei tamponi; Maggiori controlli delle zone a rischio; Lsu; sanificazione; Informazione. Fake News ed infine la necessità di una adeguata tutela dei liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

 

Studio Legale – Associato Vizzino

E

costituente associazione

LA CASA DEL DIRITTO

Via Silvio Spaventa n° 9 – 80142 NAPOLI – Tel.: 0815534945 – Fax: 0815630289

Via San Biase  – 85040 – Viggianello ( PZ)

e-mail: [email protected] [email protected]

pec [email protected]

 

 

Preg.mo

On. Vincenzo De Luca

Presidente della giunta regionale della Regione Campania

via S. Lucia, n. 81

80132 Napoli

[email protected]

[email protected]

Preg.mo

On. Vincenzo De Luca

Presidente della giunta regionale della Campania

n.q. di Commissario ad acta per la prosecuzione del piano di rientro dal debito sanitario

Via Comunale del Principe, n. 13/A

80145 – Napoli

[email protected]

Preg.mo

Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli

Piazza Cenni, n. 1

80143 – Napoli (NA)

[email protected]

Spett.le

Azienda Sanitaria Locale – A.S.L. –  Napoli 1 Centro

in persona del Direttore Generale p.t.

Via Comunale del Principe, n. 13/A

80145 – Napoli

[email protected]

Spett.le

EAV – Ente Autonomo Volturno Srl

c.f. 00292210630

in persona del Pres.te Umberto De Gregorio

Corso Garibaldi, n. 387

80142 – Napoli

[email protected]

Spett.le

ANM – Azienda Napoletana Mobilità S.p.A.

c.f. 06937950639

in persona del l.r. p.t.

Via G. Marino, n.1

80125 – Napoli

[email protected]

Spett.le

FS – Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

c.f. 06359501001

in persona del l.r. p.t.

Piazza della Croce Rossa, n. 1

00161 – Roma

[email protected]

Prefettura di Napoli

Pec: [email protected]

Oggetto: Esposto in ordine all’omessa adozione di urgenti e adeguate misure di prevenzione e tutela per la salute dei cittadini volte al contenimento della diffusione del contagio da COVID – 19 – Proposte programmatiche di intervento per arginare la diffusione del contagio..

In un momento estremante drammatico e critico per il nostro paese, sotto il profilo sanitario, sociale ed economico, siamo a lodare l’incessante e coraggioso lavoro del personale medico che, nonostante la insufficienza di mezzi, offre la propria arte e dedizione al paziente che combatte contro un nemico invisibile e assai feroce.  Altresì condividiamo molte delle audaci iniziative delle Istituzioni volte a contenere il contagio da Covid 19 che, se non  pervicacemente arginato, potrebbe metterci tutti in di fronte ad una situazione irreversibile.

Pur tuttavia, ritenendo che l’adozione di misure seppur adeguate per la generalità dei cittadini non possa al contempo trascurare le ragioni e necessità del singolo, in quanto persona e soggetto di diritti garantiti dalla nostra carta costituzionale, reputiamo doveroso, per una più efficace gestione dell’emergenza, segnalare circostanze e problematiche di rilievo, con l’auspicio di un intervento correttivo e migliorativo da parte delle autorità e degli organi di competenza.

 Segnalazioni e richieste di aiuto di cittadini che hanno contratto il Coronavirus o che sono ad elevato rischio di contagio.  Istituzione di un Libro Bianco.

A seguito della diffusione del contagio da Covid-19, lo Studio Legale Vizzino ha istituito un LIBRO BIANCO predisposto al fine di raccogliere le numerose richieste di aiuto e segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano violazioni delle misure di prevenzione imposte dal Governo.

La diffusione del Coronavirus ha determinato la quarantena di tutti gli individui del Paese, di ogni età ed estrazione sociale.

Il rigore della normativa di prevenzione e contrasto alla diffusione del Covid -19 e soprattutto della sua applicazione anche in termini di sanzioni, dettata dagli ultimi  Dpcm del 9/11 marzo, recanti ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale, appare, in alcuni ambiti, contraddetta dall’applicazione pratica di diversi presidi sanitari che usano non ricoverare i pazienti le cui risultanze dei tamponi, dimostrano la positività all’affezione.

Si assiste in determinate circostanze ad un vero e proprio diniego rispetto al diritto alla salute, essendo da più parti segnalati casi in cui, a fronte dei sintomi tipici del virus, quali persistenza di febbre alta accompagnata da un’affaticabilità respiratoria, si ritiene di lasciare il paziente a casa in isolamento e, dunque, in totale abbandono, privo di una concreta assistenza sanitaria, con la spada di Damocle della possibile ed improvvisa ingravescenza della sintomatologia.

In queste ultime settimane, nel napoletano, non di rado è capitato che alcuni medici di famiglia non rispondessero alle telefonate dei loro pazienti anche anziani i quali, il più delle volte, devono solo richiedere la ricetta medica per ricevere i farmaci che assumono quotidianamente.

Orbene, pur nella consapevolezza della straordinarietà di questa pandemia, va posto in risalto quella che dovrebbe essere la milestone dei principi fondanti la nostra Costituzione, ossia quella di garantire l’accesso alle strutture sanitarie, non necessariamente di terapia intensiva, tanto che potrebbero essere approntati i salvifici interventi urgenti, non potendosi allo stato accampare, quantomeno per alcune aree del paese, l’inaccettabile scusante che i presidi ospedalieri risultano oberati di richieste.

Il decalogo dell’ars medica, impone la necessità che non venga tralasciata l’etica e la responsabilità sottesa che, parafrasato nelle attuali condizioni, impone che NESSUNO RESTI INDIETRO.

Negli ultimi giorni, lo studio Legale Vizzino, ha ricevuto diverse segnalazioni di disfunzione e di mancato rispetto delle basilari norme di tutela e prevenzione adottate per contrastare la diffusione del Covid-19.

In particolare raccogliamo e pubblichiamo una segnalazione che arriva dalla provincia di Napoli dove un ragazzo si trova a dover fronteggiare una situazione tragica. Qualche giorno fa il padre è risultato positivo al Corona Virus e, da allora, è ricoverato in terapia intensiva in Ospedale. La famiglia invece è rimasta nella propria abitazione in quarantena, priva di una qualsivoglia assistenza sanitaria e, soprattutto, non sottoposta al tampone. Qualche giorno dopo il ricovero, il fratellino cominciava a mostrare sintomi del Virus: febbre alta, tosse e raffreddore. Il 14 marzo anche la madre accusava febbre alta e perdita di conoscenza. Pertanto, il ragazzo provvedeva a chiamare il 118 che si presentava all’indirizzo solo dopo un’ora e mezza. Non solo. Atteso il protrarsi della malattia della madre e del fratellino, il ragazzo si  rivolgeva a diversi sanitari (il medico di famiglia, la guardia medica, i numeri verde messi a disposizione dal Governo), senza ricevere mai alcun aiuto ed assistenza. A tutt’oggi, dopo 8 giorni dal ricovero del padre, nonostante l’insorgere dei sintomi, tutti i membri della famiglia non sono stati ancora sottoposti al tampone! Ebbene, tutta questa faccenda veniva denunciata alle competenti autorità ma allo stato, purtroppo, nulla è cambiato. Questa ritardata diagnosi, oltre ad essere ingiustificata, è anche rischiosa perché potrebbe diminuire le probabilità di guarigione nella eventualità di contagio. Inoltre, come se la situazione non fosse già abbastanza straziante, il ragazzo chiamava più volte il P.O. per avere notizie circa le condizioni del padre, ma i sanitari riferivano di non poter dare informazioni!   

Un’altra segnalazione che abbiamo raccolto, grazie al nostro Libro Bianco, è quella di una sanitaria che denuncia una carente sanificazione del P.O. ove uno dei suoi Colleghi è risultato positivo al Covid-19. La “sanificazione” comprende, oltre alle operazioni di pulizia, e di disinfezione, anche tutte quelle operazioni necessarie a rendere un ambiente sano per la vita delle persone. La sanificazione rappresenta pertanto una necessaria procedura per contenere gli eventi infettivi. Ebbene tale opera di sanificazione è stata effettuata, esclusivamente, nel reparto ove lavorava il sanitario affetto da Covid-19 e non anche in altri reparti comunque frequentati dallo stesso né in ambienti comuni come ascensori, bar etc.

Segnaliamo un’altra testimonianza di una sig.ra della provincia di Napoli alla quale veniva diagnosticato il Covid-19. La sig.ra veniva dimessa perché in Ospedale non c’erano posti e, non veniva riaccompagnata a casa dall’ambulanza del 118 perché non ve ne sono a sufficienza e si dà la precedenza a casi gravissimi. Ebbene, la sig.ra, non potendo prendere i mezzi pubblici, ha dovuto pagare un’ambulanza privata ben 380 euro. Inoltre, una volta a casa, è rimasta abbandonata a se stessa con le sue crisi respiratorie, nella speranza di non aggravarsi conscia del fatto che un possibile ricovero viene previsto solo per i casi gravissimi. 

Le segnalazioni ricevute riflettono, purtroppo, inadeguatezza di assistenza e tutela che, seppur circoscritta ad alcuni episodi, non può non meritare rilievo in uno stato che deve aver cura di tutti i cittadini e ad evitare che questi fenomeni diventino un crescendo moltiplicando vittime nel corpo e nello spirito.

Sarà perciò cura dello Studio Vizzino, tramite il libro bianco predisposto, raccogliere e trasmettere ulteriori segnalazioni qualora dovessero pervenire, per consentire a chi di dovere di porvi rimendio.

Ma quanto ci proponiamo è non solo di dare voce a chi sia stato danneggiato da disfunzioni,  ma, sulla base di dati constatabili empiricamente, anche di propone i seguenti punti programmatici da attuare quanto prima per fronteggiare l’emergenza.

Ospedali da campo.

I cittadini, per la stragrande maggioranza, stanno rispettando le misure di restrizione imposte, rimanendo nelle proprie case ed uscendo solo per necessità. La società civile sta dimostrando senso civico, agendo con coscienza e responsabilità, in ottemperanza alle direttive del Governo e della Regione Campania.

Nonostante gli sforzi messi in campo però, la diffusione del virus non diminuisce ma, anzi, è destinata a crescere fino ad arrivare ad un picco, che il Presidente De Luca, ha riferito potrà raggiungersi nella metà del mese di aprile. Ebbene, il problema principale da fronteggiare in quel momento sarà l’ormai nota insufficienza dei posti letto in terapia intensiva. A Roma, a Milano e a Genova si sanno già mossi in tal senso, avendo predisposto nuove ospedali ed allestendo aree ad hoc come ad esempio la Fiera a Milano.

Nella stessa ottica, a Napoli la struttura Loreto Mare è stata adattata ad ospitare 10 posti letto in terapia intensiva a cui si aggiungeranno, per come si apprende, 20 posti in terapia sub intensiva immediatamente riconvertibili in terapia intensiva e altri 40 posti di degenza ad alta intensità di cura.

Altresì, la Regione Campania intende costruire tre ospedali da campo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Ma domandiamo a noi stessi e a chi di competenza: non sarebbe opportuno valorizzare risorse e strutture già a disposizione della Regione, ad oggi inutilizzate o parzialmente utilizzate?

Ad esempio diverse aree del Policilinico Luigi Vanvitelli sono pressocchè vuote e ben potrebbero rendersi attrezzate per ospitare pazienti affetti da Coronavirus.

Nella stessa ottica, a Napoli  potrebbe essere utilizzata l’area della Mostra D’Oltremare che è molto spaziosa e, per questo, idonea ad aumentare la capacità di accoglienza dei pazienti, ove il P.O. Loreto Mare dovesse risultare insufficiente.

Si chiede, dunque, al Presidente della Regione Campania ed al presidente della Regione Basilicata quali siano i provvedimenti presi fino a questo momento in previsione del picco di contagi nelle nostre Regioni. 

Tutela degli anziani.

L’Italia ‘non è un Paese per i poveri e per gli anziani E PER CHI VUOLE GIUSTIZIA’. I poveri e gli anziani, specialmente nel SUD dell’Italia oramai sono  un numero significativo della popolazione (come recitano Istat, Censis, Caritas da qualche anno). Poiché le persone si misurano pure dai diritti (e dai doveri) queste persone oggi non hanno più diritti o se li hanno sono virtuali! Il diritto alla difesa ed alla salute  sono  dei sacri diritti sanciti, scolpiti, dalla nostra Carta costituzionale (quella che questi incolti politicanti vorrebbero stracciare e riscrivere) con l’art. 32  e 24. Tale diritto deve essere effettivo e non teorico.
Se io cittadino non posso difendermi e non posso curarmi NON HO DIRITTI! Gli anziani, come più volte ribadito dalle nostre Autorità, sono i più esposti al rischio di contagio, ma anche alla paura di sentirsi le uniche vittime predestinate, spesso in balìa di un tam tam informativo che spaventa chiunque. Si pensi agli anziani soli, in difficoltà e impauriti che non possono uscire dalla propria abitazione perché soggetti più esposti al contagio. Non parliamo necessariamente di anziani che presentano delle disabilità accertate, ma di tutte le persone ritenute più a rischio perché sole e over 65. Ebbene, per questi cittadini è necessario che vengano previste ed attuate delle misure assistenziali ad hoc, onde consentire loro di svolgere tutte quelle attività quotidiane necessarie alla sopravvivenza, (a titolo esemplificativo: fare la spesa, acquistare farmaci etc), nell’ottica della tutela del loro diritto alla salute ed alla vita.

Maggiori controlli delle zone “a rischio”.

Napoli è una delle città della Comunità Europea più densamente popolata. Lo Studio Legale Vizzino, a più riprese, negli ultimi anni, ha portato all’attenzione della collettività la grave situazione di degrado e di mancanza di controllo che vive l’area di Piazza Garibaldi e le zone limitrofe. KM di territorio completamente abbandonati a se stessi ed invasi da extracomunitari spesso privi di regolare permesso di soggiorno. Ebbene, in questa situazione di estrema emergenza, non possiamo che chiedere, ancora una volta e con più forza, maggiori controlli su queste zone e chiedere che TUTTI rispettino le misure imposte dal Governo anche attraverso l’intervento dell’ESERCITO.

Sanificazione.

In questi giorni nelle strade pubbliche assistiamo alle misure di sanificazione messi in campo dalle Autorità. Ebbene, chiediamo che tali misure vengano estese obbligatoriamente anche nelle strade private e nei condomini. Ogni Amministratore di condominio dovrà, obbligatoriamente, disporre lavori di sanificazione nel condominio di propria competenza. Pensiamo a quanti contagi potrebbero essere evitati se, in maniera preventiva, venissero sanificati  tutte le parti comuni che agevolano e veicolano la diffusione del virus (pensiamo agli ascensori).

Tamponi.

E’ stato eseguito il tampone per la ricerca del Covid-19 a tutti gli abitanti di Vo ed è stato dimostrato che la percentuale delle persone infette asintomatiche rappresenta la maggioranza dei casi e che, l’isolamento degli asintomatici, è essenziale per controllare la diffusione della malattia (che nel numero totale di malati è scesa di almeno dieci volte!). E’ evidente che alla luce di questo studio, le attuali politiche di contenimento del virus, messe in campo dalle nostre autorità, sono insufficienti. Pertanto, si chiede di voler provvedere ad un controllo maggiore e ad un utilizzo più esteso dei tamponi.

Il dibattito sui tamponi a tappeto è di estrema attualità. La linea ufficiale resta quella di fare i tamponi solo alle «persone sintomatiche» che hanno avuto contatti «sospetti». Ma in molti, scienziati ed esperti, chiamano in causa altre esperienze a livello internazionale (come la Corea del Sud), che hanno dato buoni risultati, rendendo vincente l’iniziativa di  «tamponare» più soggetti possibile.

La Regione Campania ha deciso di acquistare e utilizzare i test rapidi per avviare una campagna di screening di massa. L'”Antibody Determination Kit”è stato utilizzato con successo in Cina. I kit ordinati sono un milione e saranno utilizzati su pazienti sintomatici, in particolare nella fase pre-triage. Consentono di avere un risultato non certo ma altamente probabile sull’eventuale positività del paziente.

Certo questo è un dato importante, ma non consente ancora una adeguata tracciabilità, la qual cosa invece, secondo alcuni esperti, si rivela fondamentale.

I positivi asintomatici o paucisintomatici (con lievi sintomi) continuano a mantenere alta la circolazione del virus e recenti dati pubblicati dimostrano come la mediana dell’eliminazione virale sia di 21 giorni. Ciò significa che una parte di positivi in Italia circola liberamente perché non sa di essere positiva e un’altra parte esce di casa ancora positiva dopo la quarantena domiciliare di 14 giorni perché nessuno controlla che il tampone si sia negativizzato. Non è pertanto sufficiente invitare la popolazione a rimanere a casa, ma si rivela di  fondamentale importanza che ai contatti stretti di casi positivi sia effettuato il tampone per la ricerca di Covid-19, cosa che finora è avvenuta in un’assoluta minoranza di situazioni.

Come innanzi detto, in alcuni casi i familiari conviventi di persone positive al Covid-19 sono state posti in quarantena preventiva nelle proprie abitazioni senza essere sottoposti al tampone. Ebbene si chiede di effettuare, obbligatoriamente, i tamponi anche alle persone di famiglia conviventi che hanno assistito il malato, onde intervenire in tempi utili contro l’eventuale insorgenza della malattia ed aumentarne le probabilità di guarigione.

Ad avvalorare l’esigenza sopra espressa, e ragionando che nell’ottica di un migliore utilizzo delle risorse, dobbiamo considerare che:

  • I tamponi constano 60,00 euro;
  • un posto letto 500 euro al giorno;
  • una terapia intensiva quasi 2000,00 euro al giorno.

Lsu.

A Napoli, come in tutta la Regione e nell’Italia intera si assiste anche all’emergenza mascherine. Purtroppo l’Italia non ha attualmente una produzione nazionale di mascherine e Dpi. Tali strumenti, necessari per prevenire ulteriori contagi del Covid-19, sono diventati praticamente introvabili, tanto che alcuni artigiani hanno cominciato a produrne in proprio e a rivenderli a prezzi stracciatissimi. Ebbene, in tale situazione di emergenza, nell’ottica della pubblica utilità del loro lavoro, i lavoratori socialmente utili, potrebbero essere impiegati per produrre mascherine e altra strumentazione sanitaria utile a contenere il rischio di diffusione del contagio.

Informazione. Fake News.

Nelle ultime settimane, tutti i cittadini italiani vengono costantemente bombardati da tutti i mass media e social network con notizie circa la diffusione del contagio del Covid-19. Per quanto, è doveroso e legittimo informare i cittadini sulla reale situazione, in alcuni casi, e nemmeno tanto infrequentemente, tali notizie sono risultate essere assolutamente false. In questo momento di totale panico ed angoscia vissuto dal nostro Paese, è lecito e ragionevole chiedere con forza un maggior controllo sulle cd. fake news con la doverosa applicazione di tutte le pene previste ex lege.

Disparità di trattamento nel decreto cura Italia. Necessità di una effettiva ed adeguata tutela dei liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Con Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, il Governo detta “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Gli articoli 27 e 28 dispongono una indennità di euro 600 per il mese di marzo a favore di liberi professionisti e lavoratori autonomi, non iscritti a forme previdenziali obbligatorie tranne la gestione separata INPS.

L’art. 44 disciplina la posizione dei professionisti iscritti alle casse previdenziali di diritto privato istituendo un fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il rapporto di lavoro.

Gli “aiuti economici” dei professionisti iscritti obbligatoriamente a una cassa, saranno disposti con i criteri che saranno definiti da successivi decreti ministeriali.

E’ chiaro che allo stato si profili una disparità di trattamento a svantaggio di diverse categorie professionali, già gravemente danneggiate dall’emergenza epidemiologica in corso, nonché, per tale via, una chiara lesione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della nostra Carta Costituzionale, secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge.

 Le professioni ordistiche, non adeguatamente tutelate nemmeno dalle proprie casse previdenziali, vengono considerate un universo separato, con una capacità economica tale da poter provvedere ta sé almeno in questa prima fase. Ma ciò non corrisponde al vero, considerato che proprio queste categorie negli ultimi anni hanno risentito della crisi economica del Paese e l’attuale rallentamento/blocco delle attività lavorative e socili aggrava ancor più la loro già instabile e precaria situazione finanziaria.

Occorrerà pertanto assumere immediati provvedimenti al fine di eliminare le evidenti ed incostituzionali disparità assunte nel decreto in oggetto.

Il Coa di Napoli, proprio negli scorsi giorni, ha inviato Cassa Forense, Consiglio Nazionale Forense  e OCF a rappresentare al governo Italiano la intollerabilità ed illegittimità del differente trattamento riservato ai liberi professionisti obbligati per legge alla iscrizione a casse previdenziali privatizzate.

Con deferenza.

Napoli, 17.03.2020                                                                                    Avv. Riccardo Vizzino



Scisciano Notizie crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, Scisciano Notizie correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online e Scisciano Notizie ritiene che l'accuratezza sia ugualmente essenziale; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a [email protected]

Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa