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Napoli, “Casa della socialità”: non ancora inaugurata e già imbrattata

Napoli, 4 Aprile – “L’inaugurazione della “Casa della socialità”, la struttura in fase  di realizzazione in via Verrotti, nel quartiere Arenella, posta in  un immobile che in passato  era stato adibito a sottostazione elettrica dell’ex ATAN, resta allo stato ancora una chimera  – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -.  Infatti, nonostante che già l’anno scorso venisse annunciato il completamento dei lavori e la conseguente apertura prima dell’estate, resta il dato che, fino a questo momento, non è  stata ancora neppure resa nota, ufficialmente, la data dell’apertura al pubblico della struttura, dopo che ovviamente sarà stata attrezzata e resa funzionale  “.

“Allo stato – puntualizza Capodanno -, il cantiere esterno  è stato eliminato e i lavori, almeno per la parte strutturale, sembrano completati. Ma, alla luce di quanto si può osservare, l’inaugurazione non potrebbe ancora avvenire in quanto gli ambienti sarebbero ancora vuoti, privi dei necessari arredi  per poterlo rendere il complesso  funzionale e operativo a tutti gli effetti “.

“Un’altra nota dolente – sottolinea Capodanno – è data dalla constatazione che ancora una volta un muro della facciata, quello dove è posto l’ingresso su via Verrotti, è stato vandalizzato. Imbrattato con scritte di colore nero, realizzate con bombolette spray. Un fatto non nuovo, che già sollevò numerose polemiche nell’agosto dell’anno scorso, quando comparvero altre scritte che, in quella occasione, imbrattavano la facciata su via Menzinger “.

“Ci auguriamo – aggiunge Capodanno – che, in tempi rapidi, oltre a cercare d’individuare i  vandali che hanno, ancora una volta, imbrattato le mura,  si provveda a eliminare le nuove scritte, ripristinando la facciata interessata, così come auspichiamo, anche per evitare che la struttura venga ulteriormente vandalizzata continuando a rimanere chiusa, che al più presto, una volta che sia stata attrezzata con tutto quanto necessario per la sua piena funzionalità, essa venga aperta al pubblico, dando così una risposta operativa alla richiesta di spazi e di strutture comunali, destinati alle attività sociali, in un’area della città che da tempo ne è fortemente carente “.

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