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Napoli, Alberi crollano in città a causa del maltempo. L’esperto: “Necessario ripensare il sistema di alberazione”.

Borrelli e Simioli: “Gli alberi nelle nostre città devono essere adatti al contesto urbano e ai cambiamenti climatici, occorre cambiare i piani paesaggistici”

 

 

Napoli, 25 Febbraio – Il forte vento degli ultimi giorni ha causato diversi crolli di alberi a Napoli e provincia. Un problema che si ripete spesso in concomitanza dei picchi di maltempo. Nel corso de “La Radiazza” Radio Marte è intervenuto Luca Boursier, agronomo e paesaggista, che ha spiegato come le piantumazioni debbano tenere conto di come cambia il clima e dell’ambiente urbano che le circonda.

Il sistema di alberazione delle città – spiega Boursier – andrebbe rivisto in base all’epoca in cui viviamo, caratterizzata da forti cambiamenti climatici. I crolli sono ascrivibili all’inevitabile interazione tra gli alberi e l’ambiente urbano, la cementificazione selvaggia ha fatto il resto. C’è da tenere conto, in ogni caso, che in molti casi le scelte sono state compiute settanta o ottanta anni fa quando ancora non esisteva una coscienza definita dell’impatto di determinate specie sull’ambiente urbano”. “Basta pensare alla piantumazione dei pini ai margini stradali. Molti sistemi di alberazione – prosegue – vanno ripensati e le scelte future vanno adottate in maniera molto più oculata, valutando le interferenze degli alberi con l’ambiente circostante. Bisogna ripensare anche i piani paesaggistici. Quando si abbatte un albero non ha senso piantumarne un altro uguale se quella specie non è adatta a prosperare in quel determinato ambiente”.

Concordi con il parere di Boursier il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” Gianni Simioli. “Il mondo sta cambiando – affermano – e bisogna tenere conto delle conoscenze che abbiamo maturato circa l’impatto di alcuni alberi sull’ambiente urbano. In futuro bisognerà agire in maniera razionale. Gli alberi delle nostre città devono essere adatti al contesto urbano e ai cambiamenti climatici. Non ha senso insistere con determinate specie se queste impattano in maniera negativa o risentono delle interferenze con l’ambiente circostante. L’esempio di Posillipo è lampante. Piantumare nuovamente i pini è un errore. Per questa ragione occorre cambiare i piani paesaggistici”.

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