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Napoli, Agente della polizia penitenziaria chiede a Jorit di rimuovere lo striscione recitante “Viva lo sport, giustizia sociale”

Borrelli e Simioli: “Brutto episodio che ricorda i sequestri degli striscioni di dissenso ai comizi di Salvini. Periodo cupo per la libertà di espressione”

 

Napoli, 14 Giugno – “Restiamo basiti dinanzi all’episodio, raccontato dallo street artist Jorit in un video, di un agente di polizia penitenziaria che si è avvicinato all’artista, al lavoro al Centro direzionale per realizzare un murale per le Universiadi che rappresenta i campioni dello sport campani, intimandogli di rimuovere uno striscione recitante “viva lo sport, giustizia sociale-Universiadi Napoli”. L’agente avrebbe affermato che il messaggio “istigasse”, specificando di essere stato inviato sul posto da un superiore. Si tratta di un episodio inquietante che è sintomatico di un periodo cupo per la libertà di espressione. L’intimazione dell’agente ricorda molto i sequestri degli striscioni di dissenso ai comizi del ministro dell’Interno Salvini”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. “Riteniamo – proseguono Borrelli e Simioli – che il messaggio dello striscione di Jorit non fosse assolutamente violento o contrario alle regole del vivere civile. Ci chiediamo dunque come sia possibile che un dirigente della polizia penitenziaria distolga un agente dalle sue mansioni, inviandolo a intimare la rimozione di uno striscione assolutamente pacifico che nulla a che vedere con la vita carceraria. Ci auguriamo che ci sia una spiegazione diversa e ragionevole a questo triste episodio altrimenti dovremmo davvero preoccuparci”.

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