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Musica e faville: i focaroni di Sant’Antonio a Palma Campania

Palma Campania, 17 Gennaio – Si rinnova anche Palma Campania l’atavico rito dei focaroni di sant’Antuono, o, se preferite di Sant’Antonio Abate. Diversi saranno i falò che stasera illumineranno e riscalderanno i cortili e gli slarghi disseminati nel paese: le pire di fascine, sapientemente sovrapposte e intrecciate dal basso verso l’alto, coloreranno e riscalderanno con vivaci faville una delle più fredde serata di gennaio, continuando una tradizione consolidata nei secoli, di cui si perdono le tracce nella notte dei tempi.

A Palma due saranno in particolare gli eventi dal carattere pubblico: il focarone dei Giovani della Parrocchia e quello degli Amici del Pizzone; questi ultimi nei pressi scuola elementare di via Macello hanno preparato addirittura un falò con due cime. È tuttavia impossibile contare i numerosi focaroni che saranno accesi stasera nelle aie delle case di campagna o nei cortili privati, tanto è diffusa la tradizione, a Palma come su tutto il territorio campano.

Abbiamo conversato con Fabrizio Sepe, uno degli organizzatori del focarone che è stato allestito nella stessa giornata di oggi (la tradizione così vuole!) dinanzi alla chiesa di San Michele Arcangelo, in Largo Parrocchia su iniziativa dell’associazione dei giovani del rione. Fuoco, musica, allegria, vivande e buon vino saranno le caratteristiche di questa serata, che tanto piace ai palmesi e che ogni anno si ripete con la gioia di sempre. La conversazione ci offre molti spunti di riflessione, poiché il focarone della Parrocchia è sicuramente tra le più antiche tradizioni palmesi: gli anziani del paese narrano di aver partecipato fin da bambini alle serate organizzate dai loro genitori e dai loro nonni, che a loro volta ricordavano i falò di quando erano piccini. Nonostante questo, nessuno riesce a stabilire una data d’inizio, proprio perché il focarone della Parrocchia è ormai espressione della “tradizione” e del passaggio generazionale dell’arte del saper innalzare la struttura del focarone e di far poi festa intorno al fuoco che arde.

L’inizio della tradizione dei focaroni palmesi, dunque, non è documentata, anche se ci sono elementi che suggeriscono quanto antica essa possa essere. Una volta essa era una ricorrenza abbinata al calendario religioso, che il 17 gennaio ricorda Sant’Antonio Abate e ne associa ancor oggi in molte comunità locali il rituale della benedizione degli animali. Attualmente il focarone della Parrocchia, pur essendo organizzato di fronte alla chiesa di San Michele, detta anche di San Biagio (il santo patrono di Palma), non ha più carattere prettamente religioso; la circostanza non deve meravigliare perché la popolazione palmese, che ha in parte perso la sua vocazione agricola, non ha più una particolare devozione per Sant’Antonio.

La tradizione però non ha dimenticato i focaroni, anzi la comunità locale ha intrapreso un percorso di valorizzazione di quest’antica abitudine. Notiamo tuttavia che proprio sant’Antonio abate è raffigurato in un dipinto della chiesa di San Michele Arcangelo, dinanzi alla quale si prepara il monumentale falò. Il quadro di cui parliamo, datato al primo Ottocento, è opera del pittore afragolese Angelo Mozzillo, autore anche di un altro dipinto della chiesa. L’opera in cui è raffigurato Sant’Antonio abate rappresenta la Madonna con Gesù Bambino e diversi santi tra cui San Biagio, San Francesco di Paola e, appunto, Sant’Antonio. Impossibile non immaginare che siano stati proprio i devoti del santo a chiedere espressamente al pittore Mozzillo un quadro con la figura di Sant’Antonio con i suoi simboli, tra cui la fiamma che arde.

Negli ultimi decenni l’accensione del focarone in Largo Parrocchia ha rappresentato l’evento di apertura del Carnevale palmese e ha visto la partecipazione dei gruppi delle quadriglie. Oggi anche quest’aspetto si è perso, dal momento che l’inizio del Carnevale è stato anticipato a dicembre con l’apertura delle sedi dei comitati delle quadriglie lungo le strade del paese. Resta certamente l’entusiasmo di sempre per il focarone, che attira la gente del paese, ma anche i forestieri.

Chi accorre per assistere al rito dell’accensione e per far festa intorno al fuoco che diventa sempre più vivo, ama l’atmosfera festosa ed è lieto di degustare il menù a base di pasta e fagioli con la cotica, salsicce, vino. Da diversi anni ormai le pietanze sono preparate da Alfonso Ferraro, chef e titolare di “Epoca”, una delle più antiche pizzerie del paese; al suo fianco vi è ora il giovane figlio Francesco: la tradizione gastronomica si tramanda di padre in figlio come il rito dei focaroni.

Non resta dunque che partecipare. La serata inizia alle 20.00 e sarà allietata dal gruppo Cenere e lapilli, che si esibirà in canti popolari. A seguire ci sarà lo show di Mario Live Music.

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