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Morte Vigili del Fuoco: eroi caduti ingiustamente nell’espletamento del loro dovere

Napoli, 17 Novembre – Il giorno 8 novembre, si sono svolti i funerali dei tre eroi morti nell’esplosione della Cascina a Quargnento e, in questo tragico avvenimento, non è mancato l’affetto e la vicinanza di una folla immensa che ha salutato Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. Le Autorità erano tutte presenti, dal Presidente del Consiglio Conte, al Presidente della Camera Fico, al Ministro dell’Interno Lamorgese.
Un passaggio dell’omelia del monsignor Guido Gallese, Vescovo di Alessandria, ha così recitato: “Di fronte a ogni stortura di questo mondo e di questa vita, la nostra forza sta nel non farci contaminare dal male, dalla zizzania”, poi ha proseguito con un altro passaggio chiedendo alla Vergine Maria la sua protezione: “Vogliamo rivolgerci a Lei, perché è l’unica che può consolarci”. Dalla camera ardente allestita al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Alessandria, i feretri sono stati trasportati con le autoscale dei pompieri fino alla Cattedrale dei Santi Pietro e Marco, ma l’ultimo tratto ha visto diversi vigili del fuoco trasportare a spalla le bare fin dentro la Cattedrale.
Anche il loro Capo Squadra Giuliano Dodero, superstite della esplosione che ha visto cadere i suoi compagni, è arrivato dall’ospedale con l’ambulanza per poi assistere alla celebrazione in carrozzella. Secondo quanto riferisce l’Ansa, i carabinieri hanno fermato il proprietario della cascina, il sig. Giovanni Vincenti, con l’accusa di omicidio volontario plurimo, disastro doloso e lesioni per l’esplosione avvenuta nella notte tra il 4 e 5 novembre. In effetti, il Procuratore di Alessandria Dott. Enrico Cieri, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che il sig. Vincenti ha confessato la sua colpa, negando però l’intenzione di voler uccidere. Anche la moglie del Vincenti, a differenza del marito in quanto a piede libero, è indagata dalla Procura.
Il loro avvocato difensore Dott. Laura Mazzolini, ha dichiarato all’Ansa, a proposito del Vincenti, che è molto provato, completamente distrutto e che non si dà pace perché non era sua intenzione uccidere. In quella notte tremenda, ci furono due esplosioni a breve distanza nella cascina, provocate da due bombole di gas collegate a un timer. La sorte beffarda e crudele sembra che abbia comportato un guasto all’innesco delle due bombole, cosi in quella notte invece di un’unica deflagrazione, ne sono state attivate due, in un lasso di tempo che ha consentito la venuta dei vigili del fuoco e delle altre forze dell’ordine. La seconda esplosione, infatti, è stata quella più potente che ha fatto crollare tutto investendo i tre vigili caduti e gli altri che si sono salvati.
Drammatica la telefonata al 112 di Roberto Borlengo, il carabiniere ferito: “fate in fretta perché qui è crollato tutto, stiamo morendo…”. Sembra ieri quando altri due eroi sono morti durante il loro servizio, cioè i due poliziotti assassinati nella Questura di Trieste. E’ passato oltre 1 mese da quell’evento nefasto, ma le difficoltà della vita e le assurdità umane hanno riprodotto con i fatti di Quargnento, una nuova tragedia sicuramente evitabile. Infine, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha inviato al Prefetto Salvatore Mulas, capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, un messaggio di cordoglio: “In questa dolorosa circostanza desidero esprimere a lei e al Corpo la mia solidale vicinanza, rinnovando il profondo sentimento di fiducia e riconoscenza per la generosa dedizione al servizio della collettività”.

Andrea Montanino

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