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LIBERO?

Napoli, 23 Aprile – Ogni mio conoscente e/o follower è ben a conoscenza del fatto che non amo sparare a vuoto su chi svolge la mia medesima attività, quale che sia il contesto in cui son chiamato ad operare; ma più di cinque giorni or sono, mentre passavo in rassegna tutti i principali quotidiani nazionali, mi sono accorto che sui titoli di testata di “Libero” figuravano insulti abbastanza pesanti nei riguardi della giovane attivista Greta Thunberg: mi sento, quindi,  in dovere di prender posizione avverso chi si è permesso di apostrofare questa ragazza come “rompiballe”. Che brutta bestia, l’invidia!
La peggior carognata che si possa fare è prendersela con quei giovani che, sacrificando i propri interessi personali – e talora qualche risparmio -, cercano di fare il possibile per promuovere il bene comune. A suscitare il mio sdegno, cari Lettori, è che spesso ci si serve della stampa a fini denigratori, dimenticando – come saggiamente osserva il Direttore di questa testata – che le pagine di un quotidiano debbono costituire il principale strumento di lotta per la libertà, oltreché – aggiungerei – finalizzato a non nascondere a chi legge i minimi dettagli di quanto avviene tanto nel nostro territorio quanto a livello globale.
Carissimo Collega, a questo punto non posso far altro che rivolgermi direttamente a Te: con il presente articolo non intendo attaccarti né infangare la Tua reputazione, bensì indurti a ragionare sulla “pugnalata” che hai inferto a Greta sotto il profilo morale. In primo luogo, tengo ad evidenziare che scegliere il titolo di un articolo è un lavoro tutt’altro che agevole, giacché questa delicata operazione si prefigge il fine di dare al Lettore un’idea in ordine a quanto egli s’accinge ad apprendere: ecco perché il divulgatore serio (od il titolista) deve porsi migliaia di quesiti prima di appropinquarsi ad una tastiera!
Desidero far presente, inoltre, che Ti sei accanito contro un soggetto minorenne, compromettendone il buon nome a mezzo di termini sicuramente non cortesi: quella ragazzina, amico mio, avrebbe diritto, come i suoi pari età, ad un avvenire sereno, all’insegna – soprattutto – della salute. Lei sta lottando sino allo stremo per spronare i giovani ad opporsi a quella “falange Macedone” composta dai magnati; ma……Tu – come è evidente – appartieni alla generazione privilegiata (sotto ogni aspetto), di talché l’interesse che dimostri verso l’avvenire della gioventù è pari a meno di zero.
Siccome non è la prima volta che mi capita di trovare insulti ad personam sulle pagine di “Libero” (ma anche su “Il Giornale”), non va affatto escluso che un pizzico di colpa vada addebitato anche a chi avrebbe il compito di vigilare acciocché i limiti posti alla libertà di stampa siano rispettati appieno, ossia ai Direttori: da costoro gradirei sapere cosa li stia spingendo a dare il placet alla pubblicazione di espressioni che non dovrebbero affatto comparire sui giornali (si ricordi anche l’offesa fuor di dubbio impudica rivolta alla Cancelliera Angela Merkel dopo la vittoria della Nazionale Italiana sui Teutonici).
Quel che si pensa, cari Lettori, va detto apertamente; tuttavia, occorre anche mantenere un certo aplomb, altrimenti non sarà più possibile parlare della stampa come  “artiglieria della libertà”…..e della verità.
Condivido in pieno gli ideali ambientalisti che la Thunberg si sta sforzando di diffondere a livello globale: cara Greta, come godrei se molte persone – anche avanti nell’età – avessero un’intelligenza pari alla Tua!
Adriano Spagnuolo Vigorita
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