Attualità

LE “TERRE” DEI FUOCHI…

Napoli, 8 Agosto – I rifiuti industriali: una drammatica problematica che attanaglia e miete vittime dirette ed indirette lungo tutto lo stivale, da Nord a Sud. In particolare, in Campania la nota a tutti “Terra dei Fuochi” rappresenta, ormai, la vergogna nazionale del fenomeno di smaltimento illecito dei rifiuti speciali, industriali e tossici.

L’enorme produzione di rifiuti in Italia ha raggiunto cifre e proporzioni eccezionali in assenza di tracciabilità certa e di impianti a norma controllati, specie per i rifiuti industriali. I rifiuti speciali industriali prodotti in regime di evasione fiscale smaltiti illegalmente (circa 30 milioni di tonnellate all’anno) sono la vera piaga, il dramma e un attentato costante alla salute pubblica sotto gli occhi di tutti. A questi ultimi “tracciati” solo ed esclusivamente su carta vanno sommati almeno altri 6 milioni di tonnellate da importazione.

 La pessima qualità dei nostri rifiuti riciclati, costantemente “infiltrati” da rifiuti in evasione fiscale, è stata declarata e bloccata dai principali importatori di nostre materie prime seconde, come la Cina, e ha quindi determinato, nella perdurante assenza di impianti a norma e controllati, in Campania zero assoluto da decenni, lo stoccaggio senza possibilità di riciclo reale, di una quantità sempre maggiore di rifiuti all’interno dei siti di stoccaggio legali di tutta Italia. Potrebbe, il blocco cinese, rappresentare la miccia scatenante della patogenesi della nuova Terra dei Fuochi, presente in tutta Italia, con oltre 300 roghi di impianti di stoccaggio saturi e impossibilitati al riciclo, pronti ad essere incendiati per coprire sia la infiltrazione di rifiuti tossici e pericolosi sia la pessima qualità di quanto stoccato e quindi la concreta impossibilità di completare la virtuosa catena del riciclo?

 La “truffa del giro bolla cartaceo” è ancora oggi il metodo vigente per cambiare natura e codice CER dei rifiuti per poterli smaltire illegalmente con il minor esborso economico possibile ma con danni e costi irreversibili per tutti noi e la nostra terra. Il SISTRI che fine ha fatto?

Il traffico di rifiuti industriali privi di tracciabilità coinvolge tutta Italia con oltre 42 milioni di tonnellate all’anno. Ecco perché le “Terre dei fuochi” in tutta Italia sono in costante aumento in numero e pericolosità, bombe ecologiche “innescate” e pronte ad esplodere a comando. E’ drammaticamente urgente un puntuale e severo impegno di governo almeno sulla tracciabilità dei manufatti e rifiuti industriali e tossici!

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.

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