Attualita'

LASCIAMOLI LAVORARE IN PACE!

Napoli, 2 Maggio – Napoli: il fulgore del sole nei cieli della mia città natia segna la fine di un mese d’aprile che, in realtà, ha anticipato – e non di poco – l’inizio del periodo estivo in tutto il territorio Italiano, se si considera che già a metà mese le temperature son schizzate alle stelle.

All’interno della maggior parte delle nostre scuole, tuttavia, regna un clima decisamente diverso, le cui conseguenze si rivelano sovente drammatiche per il prestigio e la salute di una figura che dovrebbe costituire il punto di riferimento dei nostri giovani, ovverosia quella dell’insegnante, reso oggetto di denigrazione e violenza non solo dagli alunni affidati alle sue cure, ma anche (e soprattutto, direi) dai genitori di costoro.

Nel tardo pomeriggio di ieri, una volta giunto a Napoli da Milano, non ho indugiato a prendere la metropolitana: avevo infatti un lavoretto da terminare a casa entro stamani, al pari del “legnaiuol che veglia” menzionato dal Leopardi nel canto che ha ispirato il mio precedente lavoro; e, una volta a bordo, ho udito una coppia discutere animatamente sullo scarso andamento scolastico della propria prole, identificandone la fonte in una presunta negligenza del corpo docente, reo di non sapersi imporre sulla scolaresca e di essere, allo stesso tempo, incapace di spiegare in modo chiaro gli argomenti oggetto dei vari programmi.

Trattasi, però, di una cantilena che sento sin troppo spesso uscire dalla bocca di mamme e papà ipocriti, sempre pronti ad estrarre la spada dal fodero in difesa dei propri pargoli presuntuosi, svogliati e viziati, per i quali la scuola è soltanto un luogo per ritrovarsi con i propri compagni di merende e trattar come pupazzi persone che, sebbene l’esiguità del proprio stipendio (uno dei più “bassi” d’Europa; ma non voglio parlarne qua), celano un cuore d’oro nella caterva di libri che recano con sé. Si ricordi che non di rado molti Prof, nonostante gli insulti e le sevizie ricevute ad opera dei loro alunni, hanno continuato a provare sentimenti di affetto nei confronti di costoro, cercando di rimetterli in pista verso quella via giusta la cui ubicazione molte famiglie di oggi ignorano.

La giornata di lavoro di un insegnante non termina con il trillo di campanella segnante la fine delle lezioni, ma continua anche dopo che gli scolari han riposto il proprio materiale didattico, giulivi di poter andare a scorrazzare in un parco oppure a giocare alla Play Station con qualche amichetto: qualche giorno fa, mentre passeggiavo per le periferie Meneghine ho avuto modo di incontrare maestre che, nel loro tragitto verso casa, parlavano tra sé dei problemi di alcuni dei loro bimbi, sussurrando termini come “povertà”, “mancanza di affetto”, “difetto di autostima”, “difficoltà di inserimento ed apprendimento”, chiedendosi come poter fornire un valido aiuto ai fanciulli della cui istruzioni sono responsabili. Sì, proprio come fa un genitore attento e ligio al proprio dovere.

Il noto regista Massimo Troisi, riprendendo una nota poesia, soleva ribadire che ogniqualvolta pronunziamo la parola “mamma” le labbra “si baciano due volte” (cosa che, a onor del vero, accade anche quando diciamo “papà”!); e, guarda caso, tale bacio avviene anche –sia pur una sola volta- nel dire “maestro”, “maestra”, “prof”, segno evidente del fatto che i docenti svolgono un ruolo che non va certo posto in secondo piano, consistente nel far sì che i propri studenti imparino a relazionarsi con la realtà che li circonda, fatta non solo di “sì”, ma anche di “no”: ecco perché sono dell’avviso che famiglia e scuola debbano lavorare insieme, aprendosi al dialogo reciproco e senza attaccarsi vicendevolmente.

Permettiamo, dunque, a questi “secondi genitori” di svolgere la propria professione in modo sereno, senza metterli sotto pressione: la vera “riforma della scuola” dovrà partire da qui!

 

 

 

 



Scisciano Notizie crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, Scisciano Notizie correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online e Scisciano Notizie ritiene che l'accuratezza sia ugualmente essenziale; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@sciscianonotizie.it

Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa