L’abolizione dei contributi all’Editoria è giusto…?

Napoli, 11 Maggio – La legge di bilancio 2019 ha previsto, nelle more di una revisione organica della disciplina di settore, l’abolizione, o la progressiva riduzione fino all’abolizione, dei contributi diretti a favore di determinate categorie di imprese radiofoniche e di imprese editrici di quotidiani e periodici. Secondo voi è giusto?

Proviamo ad analizzare insieme la tematica con le relative conseguenze… I grandi gruppi editoriali (La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera, il Mattino, il Messaggero) non accedono ai tanto criticati e denunciati contributi statali già da anni. Fondamentalmente, si finanziano e gestiscono con gli sponsors a con il capitale dei soci. E allora la domanda sorge spontanea: L’abolizione dei finanziamenti alla stampa (in tutto circa 60 milioni di Euro) chi andrà a colpire?

Le piccole testate giornalistiche e quelle locali! Non riuscendo queste ultime ad autofinanziarsi, non disponendo di grandi sponsors, non avendo capitali dei e dai soci quali fonti di finanziamento, ovviamente, per la bassa tiratura di copie vendute saranno destinate a sparire! In definitiva, una misura che andrà a distruggere, annullare e spazzare via chi, quotidianamente, mettendo a rischio, spesso, la propria incolumità, racconta i territori, denuncia i fatti locali e da voce ai cittadini nella massima libertà!

Tanto CAOS, tanta FUFFA, tanta DIETROLOGIA per soli 60 milioni di euro con il potenziale rischio di lasciare il campo dell’informazione nelle mani dei grandi gruppi imprenditoriali che potranno gestire e manipolare le notizie a proprio uso e consumo.

E allora si che: 1. il perverso intreccio tra politica, editoria e comitati d’affari renderà l’informazione sempre meno autorevole e sempre più autoreferenziale! 2. Il lettore sarà considerato come uno scolaro, da indottrinare con il Sacro Verbo dell’editorialista di turno che piega i fatti a sostegno delle proprie opinioni!

La verità, molto spesso, è ben diversa da quanto si dice, si urla e si denuncia senza neanche documentarsi un minimo…ma limitandosi a ripetere, fare proprio e ribadire, come dei pappagalli social, ciò che ci viene propinato dall’alto…

#NonCapiscoNullaDiNulla