Attualità

LA SCUOLA SIAMO NOI

Napoli, 3 Settembre – Inizia un nuovo anno…non sarà facile. Sarà una nuova sfida, sarà l’ennesima battaglia contro la precarietà, la disastrosa situazione in cui riversa la scuola italiana.

E, intanto, noi docenti, come sempre, saremo al nostro posto e faremo il nostro dovere morale, sociale e professionale. Rideremo con i nostri alunni alle battute, gioiremo dei loro successi, ci preoccuperemo per i loro problemi.

Saremo stanchi, talvolta frustrati e pressati, ma va bene così o giù di lì…o meglio ce lo faremo andare bene così, perché la nostra è una missione e, soprattutto, un atto di grande responsabilità. Abbiamo uno dei più difficili e meravigliosi compiti che esistano, abbiamo tra le nostre mani e sulla nostra coscienza il futuro dei nostri ragazzi.

 Ma quanto dovrebbe guadagnare un insegnante? Questo è il quesito che fa discutere da anni e a cui nessun governo, nessun ministro riesce, o meglio vuole, formulare una risposta seria, rispettosa e dignitosa. Basti pensare che non solo è un lavoro in cui si mescolano passione, pazienza, bravura e professionalità nella materia che si insegna, ma che a volte ci si ritrova a fare anche da psicologo per studenti e famiglie instaurando un rapporto di supporto per studenti con difficoltà, insomma una vera e propria missione che però non è ricompensata con un equo e giusto stipendio.

 Il gap tra gli stipendi assegnati ai docenti delle altre nazioni Europee e noi è enorme, e non trova alcuna spiegazione e motivazione se non in una chiara e precisa volontà di affossare sempre più la scuola, l’educazione e il percorso formativo dei nostri figli.

Noi docenti italiani grazie al rinnovo del contratto 2016/18 abbiamo percepito un misero aumento medio di circa 50 euro che però pare che già dal 1° gennaio 2019 potrebbe sparire se non verranno trovate ulteriori risorse. La politica deve dare risposte, ha il compito e l’obbligo di decidere il futuro che intende riservare alle future generazioni.

Un Paese che intende crescere e competere almeno in Europa non può non investire risorse nella formazione, nella scuola. Tra i banchi di scuola si forma il futuro dell’Italia.

#NonCapiscoNullaDiNulla

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“Architetto e docente di Tecnologia, vive a Mariglianella, presidente dell’associazione “A.L.T. (Ambiente–Legalità- Territorio) La Fenice”, attivista da anni, impegnato in battaglie sociali, ambientali e politiche a tutela dei cittadini”.

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