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La pioggia non ferma il Festival: grande successo per la serata dei cortometraggi Napoli Cultural Classic

Palma Campania, 3 Giugno – Sabato scorso presso la chiesa del Santissimo Rosario e Corpo di Cristo si è conclusa la quattordicesima edizione del Corto Cultural Classic 2019, ospitata a Palma Campania per il quarto anno consecutivo. Il concorso che premia i cortometraggi s’inserisce nell’ambito del festival Napoli Cultural Classic e ha per protagonista il cosiddetto cinema giovane, al quale strizzano l’occhio anche attori e registi affermati che volentieri ci cimentano nella realizzazione di pellicole brevi, dalla trama coinvolgente e dal finale a sorpresa. La serata di premiazione avrebbe dovuto svolgersi nella corte del Palazzo aragonese ma a causa della pioggia è stata spostata nella vicina chiesa; nonostante il disagio, è stato comunque registrato il pienone e il numeroso pubblico è stato anche affascinato dalla partecipazione speciale dell’attrice Lunetta Savino, intervistata per l’occasione da Massimo Andrei, direttore artistico del festival.

La manifestazione è stata il punto d’arrivo di un percorso durato alcune settimane, curato nell’insieme dall’assessore alla cultura del Comune di Palma Campania, Elvira Franzese, con il suo staff tecnico, e reso possibile dalla collaborazione volontaria delle associazioni locali Arci Confusioni, F.I.D.A.P.A., Gruppo Archeologico Terra di Palma, Laboratorio teatrale Gulliver, Leo Lions Club Palma Vesuvio Est, Lexis, Naturae, Palma Sociale E.T.S., Pro Loco Castello, Pro Loco Palma, Viva Associazione di promozione sociale.

Una giuria composta da esperti congiuntamente ai referenti delle suddette associazioni ha visionato nelle settimane scorse gli oltre cento cortometraggi, pervenuti dopo la pubblicazione del bando di concorso, e ha selezionato i più meritevoli sulla base dei parametri di giudizio presi in considerazione per la scheda di valutazione, tra cui migliori sceneggiatura, fotografia, colonna sonora, costume e, naturalmente, attori. Vincitore assoluto del premio Corto Cultural Classic 2019 è stato Ciruzziello, prodotto da Terra di Cinema, sceneggiato e coprodotto da Gaetano Ippolito; la regia del film è di Ciro D’Aniello, il cast artistico è costituito da Isa Danieli (magistralmente calata nel ruolo di una madre premurosa, forte, sola), Eduardo Ricciardelli, Antonio Lubrano e Aldo De Martino, la fotografia è a cura di Francesco di Pierro, il montaggio è di Francesco De Matteis. In scena anche Ciruzziello, pesciolino colorato che vive in una boccia e allieta l’esistenza dei protagonisti, la cui quotidianità è segnata dalla malattia e dall’altrui indifferenza, o assenza.

Il cortometraggio Ciruzziello è stato proiettato anche nel corso delle due serate infrasettimanali dedicate alla selezione del vincitore del Premio Vincenzo Russo, sezione speciale della rassegna intitolata al martire della Repubblica napoletana del 1799 nato in Terra di Palma e giustiziato in piazza Mercato a Napoli. Presso la sala teatrale comunale sono stati proiettati dodici cortometraggi individuati tra quelli già valutati dai giurati (Piano terra, Non è una bufala, Aida, Fino alla fine, Ciruzziello, Macbetto, Il mio nome è Martina, Baradar, Weekend, L’étoile, La lepre, Le avventure di Mr. Food e Mrs. Wine). Il pubblico per l’occasione ha svolto per due giorni il ruolo di giuria popolare. Unanime il parere per la designazione del vincitore: “per il grande messaggio di speranza e di impegno alla vita alla forza e volontà di vivere, sapendo uscire vincenti anche nelle avversità” (questa la motivazione letta dall’ing. Luigi Sorrentino del Gruppo Archeologico Terra di Palma, che ha consegnato il premio al papà di Martina, Francantonio), il premio speciale Vincenzo Russo è stato assegnato a cortometraggio Il mio nome è Martina, del regista Francesco Maglioccola, interpretato da Federica Petrongolo, Simona Capozzi, Maurizio De Cristoforo, Giovanna Santella, Nicola Trinchese e prodotto dall’associazione Sorridi alla vita. Il cortometraggio è ispirato alla storia vera della giovanissima Martina Santella, che malgrado la sua malattia, fino alla fine non si è mai arresa ad essa, affrontando la sofferenza con le uniche armi a disposizione, il sorriso e  l’amore.

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