Attualità

La grande bugia del Nord

Milano, 12 Novembre –  Ogni momento della vita di un essere umano è contraddistinto da attimi di approssimazione e attimi di vera scienza. La nostra approssimazione in questo caso è diretta a un pregiudizio storico che è quello che vede il nord alla berlina del sud descritto come un posto in cui il clima si amalgama alle emozioni, quasi come un essere in sé meteopatico. Quindi per noi il “Nord” diventa sinonimo di freddezza, aridità, impassibilità.. e altro ancora.

Frammento logico venuto dalle opinioni dei primi napoletani (poi trasferitisi stabilmente lì ) e da grandi opere cinematografiche, come quelle di Edoardo De Filippo e anche dagli ultimi Benvenuti al Sud/ e poi Nord.

Il punto nevralgico del mio viaggio si ramifica in due opinioni, la prima fisiologica ( cosa ho visto e provato veramente vivendo l’ambiente) e la seconda figlia di un excursus di esperienze e “interviste” dove si tende ad emarginare e sentire personalmente lontane esperienze diverse, causa il mancato contatto diretto.

L’ambiente caratterizzato da un clima umido e leggermente più freddo rispetto a quello mediterraneo tradizionale cela al suo interno una radice molto calda. La radice del modo di concepire la vita e la natura. A dispetto dell’immensa industrializzazione, nella provincia c’è una enorme quantità di spazi verdi. La provincia di Milano, Verona, Torino ecc. vive, ancora, di agricoltura su scala possente. Lo stile di vita, poi, è molto semplice e per forza un sofisticato di intrattenersi al di fuori del lavoro.

L’idea che è venuta a stuzzicare la mia mente di giovane venticinquenne, durante le passeggiate nelle campagne tra un piccolo centro abitato e un altro, è che stavo trovando la Nostra Vecchia semplicità quella di cui ci siamo vantati per un secolo al Sud. Incredibile. Traffico quasi mai consistente e tanta convenienza nell’essere pedoni anziché altro. Il modo di vivere le amicizie, di passare tanto tempo non per forza in giro per locali.  Uscendo dall’ambiente e rientrando nello spirito delle persone non si può non notarla quella genuinità e forse ingenuità che da noi si è persa a dispetto di una maliziosa sofferenza.

Il nord quindi è diventato il sud di ieri? Ipotesi che poi mi porta alla giustificazione della mia seconda opinione, quella dove ci sentiamo lontani dal territorio quindi viene quasi osteggiato.

C’è una “meridionalità” insita. Quella dei tantissimi meridionali venuti al nord per cercare lavoro e poi trasferiti di sana pianta. Una folla oceanica a pensarci. Il fenomeno che si è avuto durante il Boom economico che ha permesso di trovare lavoro a molti “Terroni” ha creato questo. Si sono esportate persino tradizioni che non si sono evolute come al sud e che richiamano i reali usi e costumi senza contaminazioni del tempo. Come è già successo. In America quando nei primi anni ’20 salparono centinaia di migliaia di italiani (anche stavolta in maggioranza del sud ), se solo si pensa alle tradizionali feste di Little Italy nello stato di New York oppure alla presenza italiana in Argentina e in Brasile.

Un viaggio che come tanti altri ha saputo darmi qualcosa, un punto di visto nuovo che abbiamo riletto tante volte, ma che stavolta nei particolari si è riuscito ad esplicare in termini convincenti.

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Laureato in filosofia presso la Federico II di Napoli con tesi sul rapporto tra società e politica in Italia. Appassionato di storia e letteratura italiana ed europea.