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La giovane compagnia “Teatro di Contrabbando” chiude la V Edizione di Teatro alla Deriva – teatro in zattera

Ragione, Arte e Tentazione. Sono le tre donne che affollano ed ostacolano la mente del filosofo, enciclopedista, scrittore e critico d’arte francese Denis Diderot.

Nel tentativo di stendere un articolo sul concetto della morale, le donzelle – una pittrice (l’Arte), una giovane nobile (la Tentazione) ed, infine, la moglie (la Ragione) –  appaiono senza mai uscire di scena nella mente del povero filosofo che, per paura di censure e dei malpensanti, ha un blocco interiore e non riesce a trovare la giusta inspirazione per il suo manoscritto.

 

Lo spettacolo Musa. Storia di un’ispirazione, regia di Alessandro Palladino, è stato prodotto grazie alla passione della giovane Compagnia Teatrale Te.Co. – Teatro di Contrabbando.

La rappresentazione teatrale, giunta alla V edizione della rassegna di Teatro alla Deriva – teatro in zattera, si è conclusa nella suggestiva location delle Terme-Stufe di Nerone di Bacoli, lontano dai rumori delle città.

La manifestazione, unica in Italia, ha un particolare: tutti gli spettacoli vengono rappresentati su di una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del lago termale.

Le scenografie e i costumi sono stati curati da Federica Rubino, mentre la fotografia è di Valerio Bruner.

 

Trama

 

Diderot (Alessandro Palladino) si trova ‘rinchiuso’ in un piccolo appartamento francese dove, in un momento di massima concentrazione, viene distratto dalla splendida voce di una pittrice italiana (Chiara Vitiello). La donzella rappresenta l’Arte e cerca in tutti modi di sedurre lo scrittore, invitandolo a farsi ritrarre “come mamma lo ha fatto”. L’eccitazione è troppa ma, inaspettatamente, fa irruzione Antoniette, sua moglie (Francesca Romana Bergamo). Lei è la Ragione. Consapevole dei mille tradimenti del marito, la donna comincia ad esternare i suoi dubbi, col risultato di portare maggiore confusione nella mente di Diderot. La gelosia si trasforma in ossessione quando Antoniette viene a conoscenza della stesura dell’articolo. Un uomo del genere può davvero conoscere la morale?

Tra una scusa e l’altra, ecco apparire lei, la Tentazione – interpretata da Simona Pipolo. La giovane nobile, figlia del proprietario di casa di Diderot, è innamorata dello scrittore e ricorre all’arma della seduzione per convincere il giovane ad avere figli con lei.

Il filosofo è ora completamente confuso. Tre donne, tre amori, tre ispirazioni ma tre verità differenti: Ragione, Arte e Tentazione.

Nel caos totale, eccole tutte insieme. “Chi sono realmente?”, si domanda Diderot.

Sono nella sua mente e sono tutte frutto delle sue insicurezze, dei suoi pensieri. “Disordine, ordine e poi di nuovo disordine: ecco cosa sono”.

 

La pièce si distingue per la sua rapidità ed energia, accompagnata da una regia puntuale ed un’interpretazione convincente e sobria nel suo istrionismo. Alessandro Palladino è un Diderot scanzonato e problematico, fuggevole amante di una consapevolezza ancora effimera, tormentato dai dubbi e agognante di certezze. Chiara Vitiello cuce con attenzione il ruolo dell’amante, quell’arte per la quale ogni scrittore sarebbe disposto a perdere la testa. Quieta isola di felici approdi. Francesca Romana Bergamo veste i panni di una moglie tanto ossessiva quanto supponente, specchio di una ragione ottenebrata, severa e incosciente allo stesso tempo. Simona Pipolo è la tentazione, l’ebbrezza del momento, convincente nelle sue continue moine verso lo scrittore. Nel suo ventre, insidie dalle risonanze diaboliche

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