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La camorra ricicla i soldi di racket e droga investendo sui neomelodici, l’inchiesta della Dda di Napoli

Verdi: “Bisogna fare luce su un mondo che presenta tinte fosche. Spesso le ‘serenate’ bloccano interi quartieri, lo Stato si riappropri del territorio”

 

Napoli, 3 Aprile – “Riteniamo estremamente utile l’inchiesta della Dda di Napoli sui rapporti tra camorra e neomelodici che, stando alle dichiarazioni di alcuni pentiti, sarebbero basati sul riciclaggio dei proventi di racket e droga sull’attività artistica dei cantanti. L’attività investigativa servirà a chiarificare un mondo che presenta spesso tinte fosche. Sono vari i brani che inneggiano a latitanti e delinquenti e, in alcuni casi, dei neomelodici sono stati addirittura arrestati per reati di camorra”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli commentando la notizia apparsa su “Il Mattino”. “Ovviamente non è giusto criminalizzare l’intera scena artistica ma è inutile nascondere che esiste una collusione tra alcuni ambienti della musica neomelodica e le organizzazioni criminali. Spesso i neomelodici si esibiscono nelle ‘serenate’, organizzate in occasione di matrimoni e feste di fidanzamento, bloccando il traffico in interi quartieri. E’ ora che lo Stato torni a riappropriarsi del territorio, contrastando questo tipo di esibizioni che generano disagi per la cittadinanza”.

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