Cronaca

L’ abbandono degli animali, quando gli uomini diventano bestie…

Casal Velino, 16 Agosto –  Gli incresciosi episodi di abbandono si ripetono con sistematica frequenza, proprio in questi periodi estivi. Ogni anno, a fine estate, il bollettino degli animali abbandonati, conferma la triste realtà di un fenomeno che non cessa di verificarsi. Sulla spiaggia di Casal Velino, zona balneare del Cilento, ieri mattina, si aggirava, disorientato, in cerca del suo padrone, un cane di razza meticcio, fiutando sotto gli ombrelloni, con la speranza di ritrovare il suo carnefice.

Senza risultato il tentativo di “perdonare” il suo padrone, perché nonostante abbia commesso un atto barbaro, lui, il fedele amico a quattro zampe, sarà sempre al tuo fianco. A distanza di un’ora dallo spiacevole episodio, ritroviamo un’altra scena raccapricciante: due cani legati ad un albero.

Il loro richiamo è stato accolto dai passanti, dal luogo della ripugnante ma nello stesso tempo tenera scena, sono accorsi immediatamente i Vigili Urbani per procurare una dimora momentanea presso un canile, in attesa di un nuovo e fedele amico a “due zampe”. Un amore smisurato quello che si crea tra l’essere umano e il cane, considerato il miglior amico dell’uomo. Il cane si adatta ai nostri diversi stili di vita, viene incontro alle nostre esigenze. Un rapporto, dunque, basato sulla fiducia e amore incondizionato.

 Le loro caratteristiche si sviluppano anche nell’aiutarci in lunghe e molteplici attività: sono utili per la caccia, per la compagnia, proteggono case, villaggi, si travestono in bagnini salva-persone, senza badare alla loro incolumità. Non conoscono paure, supportano e affiancano le forze dell’ordine, straordinari come aiuto terapeutico per le varie patologie di cui sono affetti bambini, adulti e anziani. In cambio ci chiedono una piccola o grande porzione di cibo e affetto senza fine…

Quante volte ci viene spontaneo dire: “gli manca solo la parola”,  ma attraverso gesti e azioni comunica perfettamente il suo cuore. Arriva a darci il suo speciale buongiorno, segno di un amore sconfinato, con una semplice ma affettuosa leccata. Perché, dunque, abbandonarlo? Perché affliggergli un dolore così lacerante? Perché si è così indifferenti davanti alla sua profonda sensibilità? Eppure il cosiddetto “AMICO del cuore”, non lo farebbe mai, è capace addirittura, nei casi più struggenti, di vegliare sulla tomba del suo padrone  fino alla sua stessa morte.

Ricordiamo con forte emozione le scene tratte dal film: “Hachiko” interpretato da Richard Gere, basato su una storia vera. Stigmatizzare e deprecare l’abbandono dei cani può sembrare una banalità. Ma non lo è, perché abbandonare il proprio cane resta uno dei gesti più vili, incivili e orrendi che l’essere umano possa commettere.

Un atto barbaro, quindi, l’abbandono di animali, un reato previsto anche dal codice penale, all’articolo 727: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

In Italia, ogni anno, secondo l’osservatorio dell’Enpa, oltre 4.000 incidenti stradali sono causati da animali che vagano liberi per le strade. “Ai più egoisti vorrei ricordare questo dato: abbandonando mettete a rischio anche le altre persone”.

La campagna di prevenzione e sensibilizzazione dell’Enpa, quindi, non è rivolta solo ai proprietari di animali, ma anche a potenziali testimoni. “Abbandonare è crudele, comporta un costo sociale e costituisce un rischio per tutti. Qualche progresso, a livello culturale, rispetto al passato come Paese l’abbiamo fatto, ma il fenomeno continua a rappresentare un problema che va affrontato”. 

 

 

 

 

 

 

 

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