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Intervista a Rosa Praticò

Da Associazione di Categoria Locale, hai aderito alla Confcommercio, Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli della quale oggi fai parte in qualità di dirigente nel consiglio direttivo. Cosa ti ha dato a livello personale ed a livello lavorativo la Confcommercio?

La Confcommercio è la prima associazione presente in Italia per quanto riguarda le imprese. Ho avuto il piacere di conoscere l’attuale presidente Russo, da poco rieletto che mi ha voluto al suo fianco nel direttivo. La Confcommercio mette insieme tantissime realtà che mi danno la possibilità di interfacciarmi con molte aziende e persone di Napoli e Provincia. Questo, naturalmente, arricchisce il mio bagaglio culturale e di esperienze. In questa realtà sono riuscita a mettere insieme diverse persone ed a realizzare dei progetti sia a livello lavorativo che associativo. Su Volla, già prima come associazione e poi come Confcommercio di Napoli abbiamo organizzato la stragrande maggioranza degli eventi. L’evento più importante realizzato a Volla è stato “Provincia in vetrina”. Un evento che ebbe un successo enorme. In tre giorni mettemmo in risalto le eccellenze che abbiamo nel territorio. Organizzammo anche altri eventi come “Miss Italia”, “Natale a Volla” o anche la “Bancarellata”. Tutti eventi con un risvolto anche sociale. Io, infatti, dico sempre che mi sento un “animale sociale” come scriveva Aristotele prestato all’impresa. Ho sempre pensato, però, che sono due facce della stessa medaglia. Infatti, cosa più del lavoro può dare dignità alla gente? La formazione credo sia importante, ma va fatta in maniera diversa, e cioè va fatta prima una ricerca con la quale valutare la reale richiesta di mercato. Infatti, partendo da questa base, poi, abbiamo formato tante professionalità come ad esempio pizzaioli ed assistenti domiciliari, e soprattutto, abbiamo realizzato tantissimi corsi di Inglese, in un mondo in cui, si sa, la conoscenza della lingua inglese ti permette l’apertura di tante porte prima chiuse.  

Secondo te, quanto è importante il ruolo della Confcommercio per i giovani d’oggi?

Credo sia importantissimo il ruolo della Confcommercio per i giovani. Al suo interno tra varie strutture, c’è anche “I giovani di Confcommercio”. Sono giovani che fanno impresa e che comunque cercano di dare la possibilità a tanti di fare impresa attraverso indicazioni su Start up. Oggi trovare finanziamenti o realizzare un’idea non è facile. Perché, oggi, Officina delle Idee e Confcommercio stanno insieme? Perché, come dico sempre, Officina le pensa e Confcommercio le realizza.

Rosa Praticò è anche attiva nel panorama politico. Nel 2012, rispondendo alle richieste di una parte della cittadinanza di Volla, decidi di candidarti a Sindaco. Oggi qual è la tua posizione in questo settore?

La mia candidatura nacque dalla richiesta sempre più incessante di una parte di concittadini che mi chiedevano di scendere in campo. Sono stata l’unica donna a candidata a sindaco a Volla, in un paese che non è semplice, che è dei potentati politici forti, che in questo paese hanno fatto sempre il bello ed il cattivo tempo. È un potere cresciuto solo attorno ai poteri politici personali. Volla è una città a due motori: una esattamente rimasta a trent’anni fa, un’altra estremamente moderna. Non c’è stato quel successo che ci immaginavamo, la mia volontà era quella di vedere se la gente di Volla voleva cambiare. Presentai prima ancora di essere eletta i miei assessori, non feci nella maniera più assoluta promesse a nessuno. Non ci riuscii. Oggi mi vedo a sostenere un candidato del PD, ma solo perché il PD è totalmente rinnovato, e tutti quelli che furono causa di fallimento delle precedenti amministrazioni non sono nelle nostre liste. Appoggio una persona che conosco da quaranta anni e soprattutto è una persona per bene. È questo è fondamentale. Quello che trasmetterò ai miei concittadini che se non si parte da un valore, cioè la qualità di una persona, e se si pensa di gestire il comune come un’impresa, siamo fuori strada. Non abbiamo la possibilità di trasformare il comune in un’impresa. Sicuramente il libro dei sogni è partito, tutti hanno il proprio. Cercheremo di essere concreti e di lavorare serenamente.

Sei Presidente de “l’Officina delle Idee”, progetto nato e realizzato nel 2011. Ad oggi tantissime iniziative improntate sul lavoro e sul sociale. Qual è la mission di “Officina delle Idee”?

Oggi i ragazzi hanno tante idee, ma nessuno li supporta nel realizzarle. Io come mamma, perché prima di tutto sono una mamma, nella prima parte della mia vita mi sono interessata alle imprese a me collegate, nella seconda vita continuo a fare impresa, ma in modo diverso, e come mamma credo che la nostra generazione e quella prima ancora abbia bruciato il futuro ai nostri figli o nipoti. È stata una spinta interiore che mi ha portato ad impegnarmi per questi giovani. Il mio motto è: “Pancia a terra e lavoriamo”. Ed io lo faccio tutti i giorni, dedicandomi con passione a questi giovani, perché se non diamo la possibilità a loro di fare qualcosa di concreto siamo i primi ad essere falliti. Noi dobbiamo guardare i giovani da lontano e dare loro la possibilità di esprimersi.

Quali sono i progetti futuri dell’Officina?

Officina si riapre, completamente rinnovata, con un progetto più ambizioso e cioè quello di diventare una Start up. Officina nasce insieme a giovani e meno giovani che purtroppo sono alla ricerca di occupazione. Non c’è un vero target di riferimento. Ci sono tantissime persone che hanno avuto le ali tarpate per una serie di motivazioni. La nostra società è cresciuta con la logica di “pochi, maledetti e subito”. Non c’è stata lungimiranza, non c’è stata la volontà di guardare in modo più profondo. Siamo cresciuti con una politica che ha fatto poco o niente per noi, dedicando tempo solo ed esclusivamente ai propri interessi.

C’è un evento-iniziativa passata che ti ha segnato maggiormente e che ti è rimasta dentro?

Tanti sono stati gli eventi. Ne citerò alcuni: “La partita della legalità” che rifaremo a breve. Io collaboro con tante scuole. Se non si parte da subito con il collegamento scuola-impresa, le scuole resteranno solo teoria, ma la teoria non può essere non sperimentata nella pratica. Un evento che ha già avuto due edizioni, una a Volla ed una a Cercola, con la presenza di tante forze armate, alla presenza anche del Prefetto. Abbiamo portato anche i bambini ad approcciarsi con un messaggio di legalità mettendo loro in prima linea, come da sempre faccio io. Un altro evento che ricordo con piacere è quando abbiamo portato 3500 giovani, in piena “Terra dei fuochi”, che venivano da tutta la regione Campania, e li abbiamo portati al C.A.A.N., mercato agroalimentare di Napoli con sede a Volla, uno dei più grandi centri per l’ortofrutta del centro-sud. Avevamo ben chiaro, il giorno dopo, dell’articolo dell’Espresso che uccideva le aziende e lasciava a terra tutti i prodotti campani, che avevamo una parte che effettivamente era malata, ma era circa il 2% della regione. E quindi il coinvolgimento dei ragazzi era una mission importante da campana, per dare una risposta all’Espresso che non faceva altro che mettere in ginocchio le nostre imprese. Un altro evento importante è stato l’avere l’onore di essere invitata dal generale Di Marco, della base Nato di Lago Patria, di creare insieme a lui l’“Italian Day”. Un evento che viene fatto nella stessa base Nato, che vede coinvolti 22 paesi dei 28 del patto della Nato. Per me è stato un grande onore lavorare per mesi per la riuscita di un evento così importante. Nella seconda edizione gli demmo anche un nome, e cioè “Da Partenope ad oggi”. Coinvolgemmo 4 istituti alberghieri. I ragazzi hanno pensato, cucinato, fatto una ricerca storica su quello che era il modo di mangiare da Partenope ad oggi. Rappresentammo la miglior Campania e questo evento mi ha reso fiera ancora una volta di essere campana e napoletana. Mi sento un’ambasciatrice della mia regione.

La tua anima sociale ha contribuito alla crescita di diverse associazioni. A quale di queste sei più legata affettivamente?

Sono vicepresidente di una grandissima associazione che si chiama “Mai più violenza infinita”, nata dall’incontro di due persone, Rosa Praticò e Virginia Ciaravolo. È un’associazione riconosciuta in tutta Italia, che ha una comparazione con la Francia e da poco anche con Malta. Io e Virginia siamo diverse ma al tempo stesso molto unite. Abbiamo fatto convegni in tutta Italia. Ogni anno siamo tornate con il report di quanto fatto al Senato. Il primo anno abbiamo realizzato un progetto dal nome “Rieduchiamo la cultura, dalla scuola alla vita”. Siamo andati in tutte le scuole d’Italia, abbiamo somministrato dei questionari che sono stati decodificati e la decodifica è stata portata in Campidoglio per essere a disposizione delle istituzioni in quanto dato. Per cui quel dato è stato preso in considerazione da tutta la parte politica, infatti il 17 maggio faremo un incontro al Senato della Repubblica per il completamento di un progetto che ci ha visti impegnati sul bullismo e sul cyber bullismo che sono purtroppo vere e proprie piaghe sociali, emergenze silenziose che vedono proliferarsi nel mondo virtuale dei social e purtroppo in larga parte da giovani e giovanissimi. Il nostro obiettivo è stimolare con sane attività ludiche e culturali allo stesso tempo più giovani possibili, dando loro più opportunità come lo sport, la musica, l’arte. Noi come “Officina delle Idee” e come “Mai più violenza infinita” vogliamo essere questa una valida alternativa. La mia vita oggi è questa. La mia mission oggi è questa.

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