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Chiude l'Associazione Jonathan

L’Associazione Jonathan, impegnata dagli inizi degli anni ’90 con attività di accoglienza, di recupero, di formazione e di inclusione sociale, rivolte ai minori a rischio, è stata costretta a chiudere.

«La nostra è una chiusura forzata - sottolinea Enzo Morgera, uno dei fondatori dell’associazione – vogliamo smuovere le coscienze ed evidenziare le modalità d’intervento della Regione Campania in tema di politiche sociali, che per quanto ci riguarda sono carenti. Le comunità di recupero nascono per mettere al centro dell’attenzione il più debole e quando questo non è più così, non hanno ragione d’esistere». Infatti alla comunità non è stata concessa la possibilità di accedere ai fondi regionali e questo ovviamente ha creato grossi problemi.

L’Associazione Jonathan, gestita da Enzo Morgera e Silvia Ricciardi (presidente) attraverso quattro comunità dislocate tra Scisciano e Marigliano, in vent’anni è riuscita ad aiutare concretamente circa 800 giovani a rischio. Una vera e propria struttura di recupero che è cresciuta di anno in anno.
La prima a nascere è la Comunità Jonathan di Scisciano, nel 1993, la quale ospita i giovani a rischio d’età compresa tra i 14 e i 21 anni, con provvedimenti di misura cautelari, amministrativi e civili. Dopo cinque anni, nel 1998, nasce la Comunità Colmena con sede a Marigliano, che ospita ragazzi di età compresa tra i 14 e i 21 anni con provvedimenti penali e amministrativi.

Nel 2004 viene fondata a San Vitaliano, con un contributo dell’Indesit Company, la Comunità La Casa di Luca, che accoglie bambini tra i 6 e i 12 anni allontanati dai propri nuclei familiari, o in attesa di riaffido o adozione. Nel 2008 nasce a Scisciano la Comunità Oliver Twist per minori di età compresa tra i 14 e i 21 anni, con provvedimenti di misure cautelari e amministrativi o civili. Quattro comunità che hanno operato con passione e dedizione al fine di includere nella società giovani disagiati. Un progetto ambizioso che si è concentrato soprattutto sull’inserimento nel mondo lavorativo.

Molti infatti i giovani che hanno trovato un’occupazione e per questo sono riusciti a cambiare in maniera concreta la loro vita. In tal senso è opportuno ricordare il Progetto Jonathan Indesit Company del 1998, che ha dato l’opportunità a ragazzi "difficili" di accedere a concrete opportunità lavorative con l’assunzione a tempo determinato presso gli stabilimenti Indesit - Ariston di Fabriano, Teverola e Carinaro.
Dunque una struttura necessaria in un territorio vessato dalla camorra, dove le nuove generazioni si avvicinano in maniera troppo facile agli ambienti della malavita.

«Chiudere l’Associazione Jonathan vuol dire negare il diritto ad una seconda vita, ad una seconda opportunità per molti ragazzi disagiati. È come condannarli due volte». Queste le parole del primo cittadino di Scisciano, Patrizio Napolitano, il quale coglie l’occasione per esprimere sulle pagine del nostro giornale la sua solidarietà verso l’associazione, che «ha svolto un lavoro eccezionale».
«Chiudere Jonathan è una grande sconfitta delle istituzioni – conclude il sindaco- come Amministrazione Comunale siamo profondamente amareggiati e seriamente preoccupati».

Cinque ordinanze di custodia cautelare PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Martedì 14 Luglio 2009 07:46

Il gip del tribunale di Nola ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare con benefici dei domiciliari a carico dei proprietari di un immobile a Scisciano, marito e moglie, per aver violato i sigilli e per concorso in falso ideologico, di due vigili urbani e di un tecnico comunale, per falso ideologico. A ottobre 2008 la coppia proprietaria di un fabbricato in via Volpi aveva comunicato con una Dia la realizzazione di un sottotetto in funzione di deposito a servizio dell'abitazione a piano terra; controlli, invece, fecero scoprire che il sottotetto era stato diviso e dotato di impianti elettrici e igienici per ricavarne un abitazione e che si era realizzato corpo scala chiuso sui quattro lati.

L'immobile fu sequestrato. I proprietari allora chiesero il dissequestro per ottemperare all'ordine di demolizione emesso dal Comune, e la Procura di Nola lo emise, con delega alla polizia urbana, precisando che i vigili dovevano constatare l'avvenuta rimozione degli impianti elettrici e idrici. Attestato che i due appartenenti al corpo di polizia giudiziaria arrestati firmano insieme al tecnico comunale; i controlli del corpo forestale dello Stato invece trovano inalterato l'abuso edilizio, e persino una parete in cartongesso per tentare di mascherare che i tramezzi e gli impianti erano al loro posto.
(AGI)
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NAPOLI - Passa all’esame della IV Commissione regionale la Legge sul recupero dei Sottotetti. Nella seduta di ieri, presieduta dal consigliere regionale Pasquale Sommese. La Commissione consiliare Urbanistica, Lavori Pubblici e Trasporti della Regione Campania ha licenziato il testo di legge definitivo per l’utilizzo dei sottotetti esistenti. Un testo molto atteso dalle comunità locali.

«Ci eravamo lasciati poco più di qualche settimana fa con la convocazione de tavolo tecnico Consiglio-Giunta per esaminare gli emendamenti e proporre all’esame dell’Assise consiliare un testo coordinato e condiviso. La mia più grande soddisfazione è oggi essere riuscito, insieme ai miei colleghi consiglieri, a far ciò in tempi rapidi. Presto il testo sarà esaminato dal Consiglio». Poche regole certe per consentire a chi possiede un sottotetto di poterci abitare tranquillamente.

Innanzitutto l’edificio in cui è situato il sottotetto deve essere in parte o tutto destinato ad uso abitativo. Il sottotetto deve essere stato realizzato legittimamente o, se realizzato abusivamente, deve essere stato sanato. Il locale da recuperare non deve avere un’altezza media interna inferiore ai 2,40 metri. Il recupero abitativo dei sottotetti punta a frenare l’utilizzo edilizio del territorio razionalizzando i volumi esistenti. Ma la legge punta anche a garantire interventi di contenimenti dei consumi energetici. La legge, infatti, prevede, per i sottotetti recuperati, limiti sulla prestazione energetica globale dell’edificio.
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Per colpa di una politica lenta e lontana dai bisogni dei cittadini...................solidarietà ai Vigili Urbani alle forze dell'ordine, agli impiegati comunali che giornaliermente affrontano le tante difficoltà del territorio.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Luglio 2009 08:00
 

Notizia del giorno

SCISCIANO. <<L'autorità giudiziaria ha dissequestrato il cimitero delle gomme in località San Martino di Scisciano, ma il comune non puo' fare nulla per bonificare l'area, in quanto è privata>>. Così laconicamente, il primo cittadino di Scisciano, Patrizio Napolitano, ha fotografato lo stato dell'arte di un autentica bomba ecologica che si trova nella frazione di San Martino. Una bomba che è lì dal lontano 1999. Il tristemente noto <<cimitero delle gomme>> è in realtà una piazzola originariamente gestita da un impresa di costruzioni ed adibita a deposito di pneumatici per diversi anni, con enormi conseguenze sull'assetto e la tutela dell'area circostante.

Gli indendi.

L'area è stata interessata da due grossi incendi (probabilmente dolosi) che hanno generato nubi di fumo molto estese, tanto da arrivare a lambire l'avellinese. Analisi dell'Arpac, inoltre hanno rilevato nell'area una concentrazione di zinco notevolmente superiore alla norma: un risultato che denota l'esigenza immediata di bonificare. Eppure, la bonifica non c'è mai stata.

Nel 2001 la società che gestisce l'area ha dichiarato fallimento e, di conseguenza, l'area è stata sottoposta a sequestro. L'anno successivo la Regione Campania incarica il comune di Scisciano di svolgere il piano della caratterizzazione, stabilendo che l'ente debba ricevere una somma pari a 62 mila euro. Il piano viene effettuato: in loco sono rinvenuti pneumatici ma anche altri rifiuti speciali come le batterie delle autovetture. Insomma, una autentica discarica a cielo aperto per troppo tempo dimenticata.

La polemica

La questione finisce anche in parlamento grazie all'interrogazione presentata dal Deputato Paolo Russo (Pdl). Ed è proprio il Popolo delle Libertà che, ora, chiede che la faccenda sia chiarita una volta per tutte. <<In campagna elettorale - asseriscono dal direttivo - si era detto che il problema del cimitero delle gomme sarebbe stato risolto in quaranta giorni: invece, sono passati due anni e i copertoni sono ancora lì. Qualora l'ente avesse voluto veramente risolvere il problema avrebbe trovato la giusta soluzione, rivolgendosi anche ad aziende private se necessario>>.

<<Come Comune abbiamo le mani legate - replica il sindaco di Scisciano - abbiamo anche emesso un'ordinanza per la rimozione degli pneumatici ma il Tar ha concesso la sospensiva ai gestori. Inoltre aggiunge Napolitano - abbiamo presentato un progetto di bonifica che è stato bloccato dal Ministero dell'Ambiente>>.<< L'area è ora stata inserita nel Pip, il piano per gli insediamenti produttivi - si legge nella nota del Partito delle libertà - e destinata agli artigiani. La soluzione, pero', è ancora lontana.



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