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Pluralismo dell'informazione

Uno dei fattori che permettono alla democrazia di esprimersi nella sua vera forma è il pluralismo dell'informazione.  Se la politica viene meno, tocca ai cittadini fare da garanti dei capisaldi della democrazia. E ora è in gioco il pluralismo dell'informazione. Dott. Raffaele De Falco

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Scritto da Raffaele De Falco   
Martedì 28 Aprile 2009 00:00

Dott. Raffaele De Falco 

Ieri sera, alla ricerca di un tema da affrontare sul blog, riflettevo sulla grandezza di questo mezzo di comunicazione.
Chi ha lavorato nel mondo dell’informazione sa quanto è difficile trasmettere le opinioni libere. Anche il giornale più avanzato ha regole e impostazioni editoriali che lo rendono farraginoso, quindi un po’ distante dal pubblico.
Oggi, in tale ambito, gli equilibrismi sono sempre più un peso da sopportare. Risultato: leggiamo quotidiani che pur essendo freschi di stampa nascono vecchi; guardiamo tg che ci raccontano storie di cui conosciamo inizio, sviluppo e fine; seguiamo portali che mascherano una vetusta impostazione di stile cartaceo con la rapidità di aggiornamento di stile telematico.
La nuova comunicazione è un’altra cosa.
E’ parziale, perchè rappresenta il momento con la consapevolezza di non essere definitiva.
E’ completa, perché si sostenta della somma aritmetica dei momenti.
E’ condivisa, perchè si compone dei pareri che scaturiscono da un input.
E’ democratica, perchè è gratuita e facilmente accessibile.
E’ concorrenziale, perché competitiva in un ambito di regole uguali per tutti (sul web Pinco Pallino e Obama stanno sullo stesso piano).
Quando lavoravo in un quotidiano non ho mai ricevuto tanti suggerimenti, contributi, insulti (che in un certo senso fanno opinione), segnalazioni come adesso. E vi assicuro che è così per molti giornalisti (anche di testate importanti) che hanno scelto il web come destinazione principale dei loro scritti. Ritengo che la comunicazione su internet sia, con le dovute scremature, una vera fabbrica di idee. Vincono le più solide, ma le altre non soccombono, restano e si vedono lo stesso: il massimo del pluralismo. Io stesso mi sono trovato spesso in minoranza, in questo blog, e ne ho tratto insegnamento. E ho motivo di ringraziarvi.
Infine una notazione. Le opinioni sono come il prosciutto, il peso sulla bilancia non dà garanzie sulla qualità. Solo assaggiandole (leggi: vagliandole) si ha contezza del loro valore. Sono ottimista: vedo in giro ottimi salumieri.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 14:16
 

Notizia del giorno

SCISCIANO. <<L'autorità giudiziaria ha dissequestrato il cimitero delle gomme in località San Martino di Scisciano, ma il comune non puo' fare nulla per bonificare l'area, in quanto è privata>>. Così laconicamente, il primo cittadino di Scisciano, Patrizio Napolitano, ha fotografato lo stato dell'arte di un autentica bomba ecologica che si trova nella frazione di San Martino. Una bomba che è lì dal lontano 1999. Il tristemente noto <<cimitero delle gomme>> è in realtà una piazzola originariamente gestita da un impresa di costruzioni ed adibita a deposito di pneumatici per diversi anni, con enormi conseguenze sull'assetto e la tutela dell'area circostante.

Gli indendi.

L'area è stata interessata da due grossi incendi (probabilmente dolosi) che hanno generato nubi di fumo molto estese, tanto da arrivare a lambire l'avellinese. Analisi dell'Arpac, inoltre hanno rilevato nell'area una concentrazione di zinco notevolmente superiore alla norma: un risultato che denota l'esigenza immediata di bonificare. Eppure, la bonifica non c'è mai stata.

Nel 2001 la società che gestisce l'area ha dichiarato fallimento e, di conseguenza, l'area è stata sottoposta a sequestro. L'anno successivo la Regione Campania incarica il comune di Scisciano di svolgere il piano della caratterizzazione, stabilendo che l'ente debba ricevere una somma pari a 62 mila euro. Il piano viene effettuato: in loco sono rinvenuti pneumatici ma anche altri rifiuti speciali come le batterie delle autovetture. Insomma, una autentica discarica a cielo aperto per troppo tempo dimenticata.

La polemica

La questione finisce anche in parlamento grazie all'interrogazione presentata dal Deputato Paolo Russo (Pdl). Ed è proprio il Popolo delle Libertà che, ora, chiede che la faccenda sia chiarita una volta per tutte. <<In campagna elettorale - asseriscono dal direttivo - si era detto che il problema del cimitero delle gomme sarebbe stato risolto in quaranta giorni: invece, sono passati due anni e i copertoni sono ancora lì. Qualora l'ente avesse voluto veramente risolvere il problema avrebbe trovato la giusta soluzione, rivolgendosi anche ad aziende private se necessario>>.

<<Come Comune abbiamo le mani legate - replica il sindaco di Scisciano - abbiamo anche emesso un'ordinanza per la rimozione degli pneumatici ma il Tar ha concesso la sospensiva ai gestori. Inoltre aggiunge Napolitano - abbiamo presentato un progetto di bonifica che è stato bloccato dal Ministero dell'Ambiente>>.<< L'area è ora stata inserita nel Pip, il piano per gli insediamenti produttivi - si legge nella nota del Partito delle libertà - e destinata agli artigiani. La soluzione, pero', è ancora lontana.



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