SCISCIANO NOTIZIE

informazione dal territorio

Mar06182013

Last update08:52:19 PM

Font Size

Profile

Direction

Menu Style

Cpanel

Italian Dutch English French German Portuguese Russian Spanish
Back Sei qui: Home REDAZIONALI Redazionali Nichilismo: il più inquietante degli ospiti o momento rivelatore di salvezza? Umberto Galimberti, pensatore laico, e Marco Guzzi, pensatore cristiano a confronto

Nichilismo: il più inquietante degli ospiti o momento rivelatore di salvezza? Umberto Galimberti, pensatore laico, e Marco Guzzi, pensatore cristiano a confronto

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
E' nella percezione di tutti il fatto che stiamo vivendo un momento molto delicato e particolare del nostro tempo.La crisi economica che affligge ed opprime le società moderne,il problema ecologico del nostro pianeta,i turbamenti sociali e politici rappresentano i principali argomenti alla ribalta nelle cronache quotidiane che ormai fanno da sottofondo alla nostra vita.Fanno eco a tale quadro generale previsioni più o meno apocalittiche di un mondo che sembra accartocciarci su se stesso.Inevitabile che in siffatta situazione prenda forma in maniera sempre più evidente una inquietudine psicologica dell'uomo che giudica questo tempo come un tempo "estremo" e lo affronta con disagio, confusione, in un pendolo emotivo che oscilla tra la paralisi e la corsa, un uomo che non riesce più a "camminare".
I riferimenti valoriali dell'uomo sembrano vacillare,indebolita è la capacità di sentirli vivi, l'uomo si sente espoliato della propria esistenza, depauperato di quella energia positiva che possa donare luce, creare quello spazio di consapevolezza disponibile ad accogliere e rinnovare se stesso. Il tempo attuale è quello del "nichilismo", di cui Galimberti traccia la sua riflessione nel libro "l'ospite inquietante". E tale argomento è stato al centro del dibattito tra Umberto Galimberti e Marco Guzzi inserito nel ciclo di conferenze "L'epoca delle passioni tristi", tenutosi a Misano Adriatico qualche tempo fa. Il confronto di rara qualità culturale tra due pensatori ha proposto riflessioni di profondo interesse.
Galimberti da del nichilismo la seguente visione interpretativa e precisamente quella del crollo di categorie fondamentali con cui l'uomo organizza se stesso, l'abolizione di qualsiasi forma di senso, "...manca lo scopo, manca il perché, tutti i valori si svalutano..." (Nietzsche).  ..."Dio è morto"...dice Nietzsche. ",, E' l'implosione della storia, - osserva Galimberti - la storia non ha più un senso, possiamo parlare solo di sviluppo, sviluppo economico, ma lo sviluppo è una crescita quantitativa non qualitativa, non è progresso..."Per Galimberti dunque al crollo verticale di una scena del mondo non è seguita una trasmutazione di valori ma semplicemente l'avvento della Tecnica e del Mercato di per sé atematici ed afinalistici.
Per Marco Guzzi il nichilismo tematizzato da Nietzsche e Heidegger, è il compimento di un movimento epocale, coincidente con la parabola del pensiero occidentale, di cui svela la falsità a partire dalle basi su cui era progettato. "...E' la rivelazione - dice Guzzi - della distorsione della storia. Il nichilismo è sempre esistito, solo non se ne era consapevoli,esso è la rivelazione di ciò che prima era occulto,rappresenta dunque una cosa positiva, lo stesso Nietzsche ne era entusiasta, Nietzsche annuncia un "ulteriorità" da vivere, il suo è un nichilismo attivo, non è un "piagnisteo". "...Con me si manifesta la menzogna delle civiltà occidentali" afferma Nietzsche, il nichilismo è l'annientamento millenario di menzogne". "Heidegger - continua nella sua riflessione Guzzi - afferma che il nichilismo è l'epoca in cui l'Essere viene dimenticato nella rappresentazione dell'Ente. La sua rappresentazione dell'Ente diventa dimenticanza dell'Essere, dell'Essere non vi è più nulla. Questo tempo che viviamo dunque è il momento della rivelazione di una dimenticanza nichilistica che connota tutta la storia del mondo sempre più radicata sui fondamenti metafisico-tecnici dell'Occidente. Oggi si sta smascherando un profondo inganno millenario, il nichilismo rivela la nullità dell'ego che pretende di essere principio conoscitivo e valoriale assoluto, esso è la rivelazione dell'ego e del suo mondo come nulla e come distruzione. Da qui precipitano tutte le crisi delle strutture conoscitive psichiche, sociali, politiche e religiose che si sono costruite lungo i millenni proprio su queste basi illusorie e mendaci.. Quando Nietzsche dice "Dio è morto", vuol dire che è morto quel Dio...cioè quel Dio come era stato pensato...muore tutto ciò che si fondava su quelle categorie di pensiero...Ma questo...si chiede e chiede Guzzi è un male o forse è il momento più propizio per la storia dell'uomo? In questo dinamismo che chiamiamo nichilismo c'è un elemento liberatorio spaventoso...una spoliazione...una verifica...una resa dei conti...uno smascheramento, finalmente, di tutte le varie menzogne che hanno rivestito nella storia gli uomini in nome dei "valori" inventati da loro per avallare il loro potere e giustificare il loro odio. Questo è lo spirito di Nietzsche..."
Per Guzzi, il nichilismo è un momento rivelatore positivo, perché accanto alla fase distruttiva apre la porta alla costruzione della propria esistenza nell'abbandono della logica egoica,come direbbe Heidegger nella totale "sprotezione", fuori di ogni possesso concettuale...Galimberti, pensatore laico, incalzato dalle domande di Guzzi, pensatore cristiano, sul perché non si decidesse a compiere l'ultimo passo, e seguire il consiglio dei suoi stessi maestri,ad abbandonarsi finalmente al Selbst,risponde esplicitamente"...per non finire in manicomio..."E qui la provocazione si fa forte. Possiamo rinunciare alla razionalità e alla rappresentazione e rimanere uomini? Né angeli né folli ma uomini...? ...E qui mi fermo... 

Aggiungi commento


Open source productions
Facebook Scisciano Notizie
Scisciano You Tube