La politica degli anziani
Come testimoniano secoli di storia, la politica è sempre tesa a preservare l’ordine pur utilizzando talvolta misure drastiche. Tuttavia quella odierna sembra aver smarrito la propria funzione, lasciando così il Paese nel caos totale. A questo punto è lecito domandarsi se sia politica quella di cui sentiamo parlare oggi. Non è necessario ricorrere a statistiche per sapere ciò che il popolo italiano pensa a riguardo. Settentrionali e meridionali, italiani e non, sono più uniti che mai nel sostenere che la politica italiana non tutela i cittadini venendo così meno a quello che è il suo dovere principale. E se gli adulti non credono nel sistema politico come possono farlo i giovani? Infatti è evidente che da parte dei giovani d’oggi vi sia un forte disinteresse nei confronti della gestione del Paese. Tale condizione è conseguenza del fatto che col passare del tempo la res publica non solo ha subito una forte restrizione che l’ha portata ad assumere le sembianze di res privata, ma sembra inoltre aver subito un’ involuzione anziché mettersi al passo con i tempi. Basta solo notare che l’età media dei politici è di 50 anni e più.
Quale interesse dovrebbero mai provare i giovani e, peggio ancora, in che modo potrebbero far valere le proprie idee innovative all’interno di un quasi inarrivabile collegio di conservatori? A mio parere ciò che traspare dal consesso dei politici è una forte avidità e gelosia per il ruolo che ricoprono; gelosia che nasce dal fatto che oggi rivestire una carica politica più che rappresentare la dedizione di un uomo verso il proprio Stato, è sinonimo di tasche strapiene di denaro e di potere personale. Benchè diviso in molti frangenti, il popolo italiano non si è mai rivelato frammentato nell’ offrire se stesso, nel dimostrare amore e senso di appartenenza nei confronti propria terra. Nonostante le forti delusioni alle aspettative degli italiani, se ci guardassimo intorno chi di noi non sarebbe sicuro di trovare persone, soprattutto giovani, pronti ad armarsi di buona volontà, disposti al sacrificio pur di sostenere e migliorare il nostro Bel Paese? In realtà è proprio nei giovani che le risorse e la voglia di fare è tanta, basta solo trovare il modo giusto per far sì che possano esprimersi. Dunque il consiglio che io, da giovane, darei allo Stato è quello di mettere da parte egoismi e tornaconto personale e lasciare che i giovani imparino a prendersi cura del proprio Paese, affinchè sia l’Italia e non un’ altra la terra delle generazioni future.





