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Back Sei qui: Home FATTI DEL GIORNO Marigliano Il piano Berlusconi per il mio Sud; il nuovo libro dell'On. Paolo Russo.

Il piano Berlusconi per il mio Sud; il nuovo libro dell'On. Paolo Russo.

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E' stato presentato venerdi 23 marzo il nuovo libro dell'onorevole Paolo Russo, " Il piano Berlusconi per il mio Sud". L'evento nella sala Michele Sergio  del caffè Gambrinus di Napoli. Ad intervenire sono stati: Francesco Boccia, Raffaele Fitto e Stefano Caldoro. A moderare l'incontro Antonello Velardi Direttore de "Il Mattino".
 
 
"Il Sud si deve far sentire e deve farlo con la politica". Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, sottolinea, in occasione della presentazione del libro di Paolo Russo, parlamentare del Pdl, “Il piano Berlusconi per il mio Sud”, che si tratta di ''un problema di classe dirigente, ma serve la politica, altrimenti come facciamo a vincere questa battaglia?''. E lancia la proposta a Raffaele Fitto, Francesco Boccia e lo stesso Paolo Russo, di fare ''insieme una battaglia'' per reintrodurre il criterio di valutazione delle performance, una norma ''tolta attraverso un colpo di mano''. I parametri di virtuosità ''sono tutti legati alle rendite di posizione'' con i quali ''si fotografa il Nord''. ''Eravamo riusciti a inserire questa norma con Fitto, ha detto, la legge ne prevedeva uno che eravamo riusciti a inserire con Fitto ed e' stato tolto in una notte senza che nessuno potesse discuterne, c'e' stata una manina che e' andata lì e ha cancellato questa cosa''. Ora, dice, ''le Regioni, all'unanimità', ripropongono di reinserirlo''. In questa fase legata alla testo sulle liberalizzazioni, ha sottolineato, ''l'abbiamo proposto quattro volte e non e' stato considerato''. ''Possiamo almeno rimettere in campo proposte buone, equilibrate anche per il Sud?'', e' la sua domanda. Caldoro ha ricordato che quei criteri di valutazione, legati alle capacità di migliorare, non vengono presi in considerazione dal Governo, mentre, invece, le agenzie di rating lo fanno. ''Su quelle capacità di miglioramento che la Campania ha dimostrato, Standard and Poor's ci ha sì declassato, insieme a tutta Italia, ha evidenziato, ma di un solo gradino. L' Emilia Romagna, ad esempio, di due''. Un dato che, tiene a sottolineare, non ''significa che siamo come l'Emilia, ma che stiamo migliorando''. Così come la Lega Nord porta avanti e ''vince le sue battaglie'', ha continuato, deve farlo anche il Sud. ''La Lega non ha fatto solo una battaglia separatista ma politica, ha aggiunto, ha trovato sintesi nel sentimento settentrionale, legata all'allargamento di un pezzo d'Italia all'Europa del nord est''. ''Esiste una questione settentrionale all'interno del Paese, ha proseguito. Il problema e' che il Mezzogiorno non e' in grado di proporre un'alternativa che non e' di essere antagonisti alla Lega, ma di far sentire la propria voce per sottolineare che se non cresce il Sud non crescono ne' l'Italia ne' l'Europa''. Caldoro ha fatto sapere di aver accolto favorevolmente le parole del nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il quale ha ''posto la questione meridionale, sottolineando che la grande sfida del Paese e' il Sud''. ''Non dobbiamo aver paura di usare la parola sudismo, ha concluso, E' un termine fortemente identitario. Dobbiamo riprendere la politica del Sud nell'interesse del Paese e dell' Europa, non nella logica di scontro politico''. Per la Campania resta comunque il problema del forte indebitamento. Una crisi di liquidità ''violentissima'': alle spalle la Campania ''ha uno tsunami rappresentato da 7 miliardi di indebitamento'', dice Stefano Caldoro, presidente della Giunta regionale. ''Abbiamo apportato correttivi, incidendo sul deficit, ha spiegato, ma con quell'indebitamento c'e' poco da fare''. ''Ci si può mai chiedere di sistemare la battigia se alle spalle abbiamo uno tsunami che per la Campania e' di 7 miliardi di indebitamento? Il correttivo del deficit lo abbiamo fatto, ha ricordato, ma dietro il peso dell'indebitamento, e di ciò che produce in termini di danno all'erario, occorre porsi la questione del debito e della carenza di liquidità del sistema generale''. ''Si può mai chiedere di correggere un deficit locale in presenza di un indebitamento che mangia tutte le possibilità di migliorarlo?, ha continuato, io ho proposto il Fondo di Garanzia, ma basterebbe anche quello che il Governo sta facendo per le amministrazioni statali, la Tesoreria unica, perché non farlo per gli Enti locali? Non capisco dov’e' la differenza''.

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