Piano rifiuti: il dissenso degli ambientalisti e i dubbi dei sindaci del nolano
Durissima la critica del delegato di AssoCampania Felix, Gennaro Esposito: «Un serio problema che si aggiunge alla truffa dell’Accordo di Programma». La perplessità del Il vice sindaco di San Vitaliano, Pasquale Raimo
Nessuna sinergia tra Regione e Provincia: questo sembra essere lo scenario all’indomani dell’approvazione del Piano regionale dei rifiuti. «Un Piano – sottolinea il vice Sindaco Pasquale Raimo – varato in fretta per evitare le pesanti sanzioni dell’Unione Europea». Ed ecco che in tutta fretta si decide del futuro ambientale di un territorio, già martoriato, attraverso la collocazione di quattro inceneritori, un gassificatore e la prevista individuazione di siti per nuove discariche.
«In realtà – ribadisce Raimo – sappiamo solo ciò che abbiamo letto dai giornali, noi non abbiamo ancora letto nessun documento. Ci preoccupa e non poco l’apertura di nuove discariche e inceneritori, ovviamente il livello di guardia è alto».
Una perplessità che si somma a un’altra incertezza, espressa durante l’ultima riunione di giovedì 12 al Tavolo dei Comuni dell’area nolana, circa la legittimità e la valenza giuridica dell’accordo di programma: il piano provinciale – come evidenziato anche dal sindaco di Tufino Carlo Ferone – potrebbe non avere più senso dopo l’approvazione di un Piano Regionale a cui tutte le province dovranno adeguarsi. “« Tutto quello che, ad oggi, ha costruito la Provincia – dichiara il vice sindaco – diventa nullo se va a cozzare con le direttive regionali, considerando che il nostro obiettivo comune è sempre stato quello di evitare l’apertura di discariche».
Si tratta di un dubbio, in realtà, già sollevato in precedenza dai non firmatari, decisi nel considerare l’accordo solo «un patto tra persone», e non un accordo impugnabile dal punto di vista giuridico, proprio perché non ratificato nei Consigli provinciali e regionali. «Il Presidente Manzi è convinto della validità giuridica del documento – continua Raimo Gli avvocati amministrativi a cui mi sono rivolto hanno invece confermato i miei dubbi».
Una riunione, quella di giovedì 12, movimentata e convocata d’urgenza. Motivi di discussione, i fondi stanziati per l’impiantistica e le bonifiche, che non prevedono il recupero del sito Agrimonda – un particolare che ha indotto il sindaco di Mariglianella a minacciare di non firmare il documeno – e la notizia di una possibile apertura di discariche che «riguardassero anche il Nolano»: un timore comune che ha spinto i primi cittadini a inviare una lettera di protesta alla Regione e alla Provincia per chiedere di rispettare gli accordi già stipulati. «La lettera non ha avuto risposta, almeno non scritta – spiega il vicesindaco - una risposta nei fatti, considerando che la Regione ha approvato il Piano Rifiuti. L’autorità superiore ci chiede discariche e inceneritori, un’idea in contrasto con le nostre richieste», che riguardano l’aumento di raccolta differenziata.
Un punto che trova concordi tutti i sindaci dell’area nolana: «All’unanimità il tavolo dei Comuni ha espresso dissenso circa l’idea degli inceneritori. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di evitare che si aprissero discariche. Se lo scopo ultimo è l’aumento di raccolta differenziata – conclude – non capisco l’utilità di questi inceneritori, e inoltre non è previsto alcun impianto di compostaggio».
Un’idea condivisa da politici e ambientalisti, ormai sul piede di guerra. Un piano, per il delegato di AssoCampaniaFelix Gennaro Esposito, finalizzato solo a difendere gli interessi politico-affaristici dei dirigenti campani.
Un connubio affaristico che si lega alla vergognosa questione dello smaltimento dei rifiuti industriali ( petrolio, altoforni, lamiere di auto, ecc) non a carico dello Stato, ma dei privati: « Lo smaltimento legale costa, per questo si è deciso di adottare metodi obsoleti. È la collaborazione dei privati a favorire lo smaltimento illegale: tutto ciò non fa altro che facilitare la soluzione degli inceneritori per uno smaltimento più economico». Ancor più indicative per il delegato Esposito sono «le regole autonome della Campania»: «Per l’anno 2012 in tutte le regioni d’Italia si punterà al raggiungimento del 75% di raccolta differenziata, solo in Campania si punterà al 50%». Significa che il restante 50% verrà smaltito nelle discariche.«Un’operazione che frutterà soldi per politici e camorristi, e a dimostrarlo sono le tante inchieste insabbiate».
Ma l’esponente di AssoCampaniaFelix si concentra in particolare sugli effetti che queste scelte sbagliate avranno sulla salute dei cittadini campani. « Bisogna fermarsi finché si è in tempo – spiega - . Anche le analisi del Governo confermano che mangiamo prodotti agricoli contaminati. Come medico posso affermare che l’incidenza di leucemie è altissima, così come l’aumento di tumori al polmone e tumori al fegato non collegati all’epatite C».
Forte anche la critica all’accordo sindaci nolani, definita «una vera truffa». I dubbi riguardano la possibilità che il Piano Regionale recepisca le linee guida del programma, proprio come espresso dal vice Sindaco Raimo. « Ci chiediamo se la discarica di Paenzano sarà effettivamente riaperta – conclude il delegato Gennaro Esposito – e se il piano regionale prevederà lo smaltimento del biostabilizzato da mettere nelle cave, in quel caso siamo ovviamente contrari».





