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Gestione rifiuti area nolana, il vice Sindaco di San Vitaliano chiarisce i motivi del dissenso.

Ancora non c’è accordo tra i sindaci del nolano sulla questione gestione rifiuti. Il vice Sindaco Raimo chiarisce la posizione dell’amministrazione Falcone.

A distanza di molti mesi l’Accordo di Programma tra i Sindaci dell’Area Nolana, finalizzato alla gestione e al ciclo integrato dei rifiuti, produce ancora non pochi dubbi tra i Comuni firmatari e non. Alla base del confronto e , spesso, anche dello scontro, gli obiettivi specifici dell’Accordo: trattamento e recupero di materiali ed energia nel territorio dell’Area Nolana e dotazione di impianti e opere di compensazione. Obiettivi contestati , però, con la sottoscrizione di un documento redatto e firmato dai Sindaci dissenzienti l’11 Ottobre scorso e proposto al Consiglio Consultivo di San Vitaliano il 28 Ottobre alla presenza dei Sindaci firmatari dell’accordo. Una polemica, basata essenzialmente su presupposti tecnici e ideologici, che ha investito il fronte del si con l’abbandono da parte del Sindaco di Tufino Carlo Ferone, del Tavolo dei Comuni dell’Area Nolana. Il vice Sindaco Pasquale Raimo, Assessore all’Ecologia del comune di San Vitaliano, espone i motivi della non approvazione unanime dell’Accordo da parte dell’Amministrazione Falcone.

Ribadiamo le ragioni del no: il Consiglio Comunale ha bocciato unanimemente l’Accordo di Programma, sostenendo le stesse linee di principio dei Sindaci di Visciano e Roccarainola.
“ Le ragioni del no sono di merito e di metodo. Dopo un anno d’incontri presso l’Agenzia Area Nolana, diretta dal Sindaco Manzi, fu prodotto un documento di massima il 20 Luglio. Nel corso della riunione si stabilì che questo documento avrebbe dovuto essere approvato da tutti i singoli Consigli Comunali prima di essere portato in Provincia. Lo scopo era anche quello di sottoporlo all’analisi dei partiti e delle associazioni ambientaliste della zona, per coinvolgere tutti in una decisione così importante e perché ne potevano nascere delle proposte migliorative. Pochi giorni dopo, intorno al 27 Luglio, abbiamo letto sui giornali che l’Accordo era stato firmato dal Sindaco Manzi anche a nome di tutti i Sindaci che non ne erano a conoscenza”.

Le ragioni di “metodo” sono invece state raccolte in un documento, redatto e firmato dai Sindaci Antonio Falcone, Domenico Montanaro e Raffaele De Simone. Quali sono i punti maggiormente contestati nel testo dell’Accordo?
“ In primis non c’è un Piano Provinciale che divide i Comuni per area, ogni area è autoinventata. Nella cosiddetta Area Nolana, ad esempio, sono compresi i Comuni di Poggiomarino e Castel Cisterna. Inoltre, la parte dei controlli e del monitoraggio è deficitaria: siamo preoccupati perché in base al principio di sussidiarietà, previsto dall’Accordo, c’è il pericolo che altre aree portino i rifiuti nella nostra. Inoltre, Paenzano I e II non possono essere riutilizzate, ma devono essere bonificate. Sono contemplate una serie di promesse sulla ricomposizione ambientale e sulle opere di compensazione (che secondo l’Accordo saranno realizzate dalla Provincia), ma in realtà nulla di tutto questo è definito”.

Secondo le ultime notizie, pare che il fronte del ‘si’ cominci a sgretolarsi: a tentennare è soprattutto il Sindaco di Tufino, Carlo Ferone. Quali sono le ragioni?
“ I Sindaci di Tufino e Comiziano stanno rivalutando le loro posizioni per una ragione in particolare. Il Commissario alle Discariche, Annunziato Vardè, non ha smentito la notizia che l’Area Nolana dovrà ospitare una discarica ( che secondo le fonti dovrebbe sorgere a Comiziano): il Sindaco Ferone, sul piede di guerra, ha deciso che non parteciperà più al Tavolo fino a quando il Commissario Vardè non dichiarerà che l’Area Nolana non ospiterà discariche”.

I Comuni dissenzienti hanno intenzione di avanzare proposte di modifica o di miglioramento di alcuni articoli del testo. Eppure non avete diritto di voto nei processi decisionali.
“ Per noi è soltanto la prova dell’antidemocraticità e della presunzione dell’ex Sindaco Manzi. Il problema è che spesso al Tavolo s’intrecciano questioni politiche e personali e le parole pronunciate vengono pesate in base a chi le dice. Abbiamo pronte le proposte di modifica ma alla luce delle nuove posizioni assunte dai Sindaci di Tufino e Comiziano abbiamo deciso di attendere. Il Consiglio Consultivo del 28 Ottobre aveva proprio lo scopo di un contrattacco, ma poiché il fronte del si sta sgretolandosi, aspetteremo l’evolversi degli eventi. Si capisce, quindi, che molto probabilmente non saremo solo noi ad avanzare proposte di miglioramento. La scadenza è per l’inizio del nuovo anno. Ci hanno dato un paio di mesi considerando che la sanzione della Commissione Europea sulla Provincia di Napoli è stata prorogata di due mesi, altrimenti le scelte del Commissario Vardè sarebbero state sicuramente diverse”.

Nel corso dell’ultima riunione dei Sindaci dell’Area Nolana si è anche discusso intorno alla questione dell’impiantistica. Si è fatto un’idea sulla questione dell’impianto di compostaggio voluto dal Comune di Marigliano?
“ Stanziare un impianto di compostaggio in qualsiasi area significa studiare il territorio e analizzarlo sulla base dei rifiuti prodotti. Nel 2000, durante la prima emergenza rifiuti, l’allora Sindaco Raimo di San Vitaliano avviò le procedure per collocare un impianto di compostaggio, ma l’Amministrazione decise poi di non procedere per una sommossa dei cittadini Mariglianesi, che non gradivano l’impianto nelle loro zone. Oggi, per loro come per noi, è un impianto importante. La definizione del posto nasce sempre da uno studio attento del territorio, e collocarlo lì dove è stato previsto vuol dire anche ingolfare il nostro territorio con traffico e inquinamento urbano, considerando che, così come affermato dall’Assessore Malesci, i camion congestionerebbero il traffico soprattutto in via Nazionale delle Puglie. Bisogna collocarlo in un posto accessibile a tutti. Per noi è importante dal punto di vista ambientale, altri invece fanno a gara per averlo perché significa soldi e posti di lavoro”.

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