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A Scisciano il II° Festival di Regia Teatrale (F.I.T.A. Campania)

Appuntamento il  19 maggio alle ore 17.30 al Teatro Comunale di Scisciano con il II° Festival Regia Teatrale a cura dell'Assessorato alla Cultura, la Federazione Italiana Teatro Amatori (F.I.T.A.) e l'Ente Teatro Autonomo di Scisciano, hanno ritenuto di rendere omaggio ad uno dei maggiori drammaturghi di tutti i tempi, poeta e scrittore siciliano Luigi Pirandello.
Fra le tante iniziative che rendono ricco il panorama degli spettacoli in Scisciano, il Festival di Regia Teatrale è uno dei più stimolanti è il trionfo della creatività. 
Infatti,  Compagnie da tutta la Campania si cimentano con un medesimo testo teatrale, in genere un classico, da rendere con la massima libertà in soli 18 minuti. Il premio in palio, non attrae certo né i grandi nomi né le grandi produzioni; ma, coniugato con la formula evidentemente felice e la fama che il Festival ha ormai raggiunto, è in grado di attrarre, come si è visto, molte compagnie, desiderose di cimentarsi in un non facile confronto. E negli anni scorsi le compagnie ammesse alla finale Sciscianese dopo una selezione così lunga e severa, avevano messo in scena delle produzioni di livello semplicemente entusiasmante.
Pregio e valore al Festival è dato anche dalla composizione della giuria che in questi due anni ha visto crescere la manifestazione.
L'evento - ha dichiarato l'Assessore alla Cultura Raffaele Ambrosino - il II° festival di regia si trasforma inoltre in un festival “professionalizzante”, ovvero in un circuito che vuole contribuire in primis a migliorare le opportunità di visibilità e di confronto fra chi ha intrapreso, indipendentemente dai risultati, il mestiere di regista.

Scisciano Teatro. "SIGNORI, BIGLIETTI", ed è subito standing ovation.

Avventure imbarazzanti, vicende paradossali, equivoci, imprevisti, ritmi vertiginosi. Sono gli ingredienti del vaudeville, genere di commedia riproposta dal Gruppo Teatro Giovane che si affermò in Francia alla fine dell’Ottocento.

Si è chiusa domenica sera 13 maggio la stagione teatrale 2011-2012 del Teatro Comunale di Scisciano, con la commedia in tre atti “SIGNORI BIGLIETTI” di G. Rescigno, questa godibilissima pièce in lingua napoletana è uno dei rari esempi di teatro partenopeo non disimpegnato, ma che al contrario affronta un tema controverso come gli equivoci e le sue percezioni in questi anni di rinnovata pruderie. Nella cultura partenopea, uno dei valori inderogabili è la virilità maschile…..Gli equivoci e le situazioni paradossali che si innescano e si snodano, oltre a generare comicità e divertimento, mettono in evidenza come, spesso, le persone possono vivere accanto per anni senza conoscersi realmente e come sentimenti e i rapporti di coppia costituiscono un “piacevole arcano mistero”.

Una miriade di equivoci e situazioni esilaranti attraverso un ritmo sempre più incalzante, il paradosso che si veste di momenti quasi imbarazzanti, una comicità naturale e avvolgente: tutto questo e altro ancora e` quello che ha portato in scena il Gruppo Teatro Giovane. Brigida La Montagna, come del resto tutta la compagnia, ha ben rispettato i canoni classici di un tipo di opera tutta da ridere e sorridere di fronte alle piu` svariate situazioni che si susseguono sul palco. E cosi` rivivono tutte le caratteristiche che Rescigno voleva dare a questo lavoro, attraverso i due sposini (Angela Terracciano e Pasquale Candice) che partono per il viaggio di nozze; un matrimonio non consumato a causa di un controllore troppo solerte, che al culmine della passione dei due sposini bussa chiedendo, appunto: "Signori, biglietti". Il risultato? Un blocco dello sposo, il quale deve vedersela con la terribile suocera (Brigida La Montagna); la donna, che in compagnia della cameriera Carolina (Annapaola Mascia) gia` sognava i nipotini, dà al genero tre giorni di tempo per dimostrare la propria virilità, pena l'annullamento del matrimonio e la consegna della figlia nelle braccia dell'ex spasimante Don Carlino (Luigi Mucerino). E` a questo punto che entra in gioco il consiglio del compare Saverio (Franco Iacobelli) di rivolgersi, per sbloccarsi, alle avvenenti arti di seduzione di una cocotte Zezè (Elvira Esposito), pittrice che con l'aiuto della sua assistente (Martina Napolitano) rifila ai suoi amanti quadri di scarso valore, facendoli passare per capolavori. Ma ben presto le cose cominciano ad ingarbugliarsi: tra i vari amanti c'è anche il padre della sposa Don Ignazio Provolone (Sebastiano Di Maio) e in un turbinio di fughe, nascondigli, equivoci e assurdi travestimenti, tutti i personaggi, tra cui lo stesso marito della pittrice (Giovanni Spiezia), si ritrovano nell'appartamento della cocotte, trasportando la commedia al culmine della comicità. Sebastiano Di Maio mantiene alte tutte le aspettative, creando il giusto ritmo attraverso battute rapide in cui trovano spazio solo le risate del pubblico; tutti i personaggi dominano la scena attraverso movimenti e caratterizzazioni ben congeniate da una regia che sa sfruttare ogni battuta e ogni personaggio per creare il giusto spirito di comicità. Come? Sebastiano Di Maio dà spazio al talento di tutti i suoi compagni di scena, con un'ottima spalla quale Brigida La Montagna, pronta a riempire la scena con grande personalità, e con la forte presenza scenica di tutta la compagnia che con grande talento regala al pubblico quello svago e quel divertimento che solo il buon teatro sa dare. 

Troppo spesso ci si lascia abbagliare dalle luci vuote di un cartellone ufficiale, e si tralascia la qualità delle produzioni minori, produzioni che spesso affrontano temi scomodi che inducono a riflessioni profonde e talvolta dolorose. E tuttavia, è proprio con riflessioni del genere che si può instaurare quel proficuo dialogo e quel senso critico capaci di risollevare gli individui dalla crisi sociale in cui sono caduti. 

Applausi per la commedia “Ch' pacienza ca ce vo”

Un pubblico caloroso e numeroso ha decretato, con vivi applausi e intense, spontanee risate, il successo della messa in scena della commedia, in vernacolo Sciscianese, “Ch' pacienza ca ce vo”, al teatro “Comunale” di Scisciano.

Assai convincenti i due attori nell’interpretazione di una coppia Pasquale e Vera . Merito della bravura dei protagonisti e di un testo pieno di ritmo e di brio. I dialoghi, sempre brillanti e colmi di battute ironiche, hanno strappato a piene mani applausi e allegre risate, senza riserve.
L’applauso spontaneo e non scaltramente chiamato è spesso il banco di prova che uno spettacolo arrivi davvero, con fulminante evidenza al cuore e alla mente della gente. E questo è esattamente ciò che è avvenuto nelle tre serate al teatro comunale di Scisciano.

“Ch' pacienza ca ce vo” commedia in due atti andata in scena nei giorni 20, 21 è 22 aprile al teatro comunale di Scisciano. Una commedia comica-brillante di  Domenico e Massimo Canzano ed è messo in scena dalla compagnia teatrale i Teatranti, con la regia dell’omonimo gruppo con note di regia Pietro Esposito.

Proprio l’attore Pietro Esposito, regista ed anchorman amatissimo dal pubblico, ha presentato, uno spettacolo divertente per la sua irriverente, ma sempre garbata, satira sulla rappresentazione di uno stato d’animo, di un modo di essere, appunto quella che definisce la pazienza differenziata. Brillante, spigliato, abile attore capace di intrattenere il pubblico senza far calare mai la tensione ritmica della sua comicità.

Siamo a Napoli, si racconta la vicenda ingarbugliata della famiglia Eccellente, Pasquale (Pietro Esposito) il capofamiglia dipendente di una ricevitoria del lotto , la moglie Vera (Annalisa De Caro – talento Italiano) che svolge l’attività di parrucchiera su chiamata, e grande appassionata di opera lirica, suo padre Cipriano (Carmine Napolitano) che vive in casa con loro, tirandosi indietro il braccio a mò di paralisi proprio perché riscuote una pensione di invalidità fasulla voluto dal genero Pasquale. Cipriano sottoposto a vista di revisione dalla Dottoressa Sanguinetti dell’ASL ( Rosa Maritato) la quale tra amori e sospetti si lascia coinvolgere nel dramma della famiglia Eccellente. La zingara ( Nunzia Franzese) che deve riscuotere dei soldi da Pasquale, non riuscendoci  infine si affida alla bontà del Cipriano proprio per racimolare soldi .

La scena è il salone living di un appartamento vecchio stile .

Nel salone c’è un po’ di disordine, ci sono scatoloni e scatole sparse dappertutto, alcune accumulate in un angolo, qualche sedia e alcuni mobiletti imballati, questo perché la famiglia Eccellente nella stessa giornata deve traslocare, grazie alla Ditta “Fi-Nocchio” titolare Filiberto Nocchio ( Massimo Sabatino) con gli operai Romeo e Benito rispettivamente interpretati con parsimonia e savoir –faire da Nello De Caro e Giuseppe Napolitano. In aggiunta un casco asciugacapelli e l’attrezzatura da parrucchiere, e uno stereo su un tavolinetto. nel frattempo quando si apre il sipario Vera è intenta a sistemare i capelli di una cliente la Signora Pollastrella interpretata da Marianna Coppola.

Il secondo atto si svolge in un’ambientazione diversa ma molto simile al primo atto, vale a dire nella nuova casa dove ha traslocato la famiglia Eccellente. E’ proprio su questa scena i nuovi inquilini ( personaggi) del palazzo che si presentano. Si presenta ai nuovi arrivati l’inquilina signora Piccone (Carmen Serpico) colei che conosce le faccende degli altri inquilini,  entra in scena l’eccellentissimo Bartolomeo custode del Palazzo ( Vincenzo Sabatino) ed il pazzoide Luigi Passera (Mario Mascia) con la moglie Frida Passera (Rosa Napolitano) .  E che pièce!  La Passera  è bella,  sensuale e ironica.

Una commedia dove gli spunti e gli interrogativi per stimolare riflessioni fanno da passepartout a una delle virtù più evidenti nell'essere napoletani: la pazienza. Pazienza che è parente stretta del perdono, e che nel caso di Napoli non può che essere differenziata. Una pazienza senza misura, ostinata, palese, che forse diventa il segreto di un matrimonio felice: il motivo per cui tra Napoli e i napoletani non si arriverà mai al “divorzio“. La pazienza differenziata appartiene a tutte quelle persone che hanno la forza di aspettare  di sbollire certi sentimenti, deve sempre governarci a qualsiasi latitudine, senza mai annacquare l’amore per la propria terra, l’amore per il lavoro, l’amore per i figli, l’amore per il prossimo, perché gli amori sono come le malattie: ti ricordi solo la più importante!

Ma questo è teatro: dialogo tra chi guarda e chi recita, a cui si somma la capacità dell’attore di far sentire lo spettatore protagonista.

Se invece è capace di rappresentare i tesori più autentici che ogni  persona porta con sé, se riesce a far esprimere in scena quella magia unica e individuale che non si può spiegare, allora il teatro può avere un significato, può diventare un luogo importante di confronto e crescita personale sia per coloro che sono sul palcoscenico sia per quelli che guardano seduti in platea.

In un altro senso - afferma Pietro Esposito -  il teatro è soprattutto un gioco e non dovrebbe essere preso troppo sul serio.

Detto questo, si devono fare i complimenti agli attori, tutti pienamente inseriti nei loro ruoli, rodati e sicuri come professionisti.

Note di  regia Pietro Esposito 

Suggeritrice Ivana Di Costanzo

Scene audio e luci Antonio Palma

Scenografie Ernesto Serpico

"La Cassaforte" del Gruppo Amici Teatro con complesse scenografie in movimento.

Quattro giorni di teatro a Scisciano, la Compagnia Gruppo Amici Teatro con la commedia “La Cassaforte” in scena il 29- 30 -31 Marzo e 1 Aprile.
 
La commedia di quest’anno che ha scelto la Compagnia Gruppo Amici Teatro è “La Cassaforte”, una libera riduzione della commedia “ A cullana d’ à marchesa” di Silvio Calandrelli, in cui il protagonista Gennaro Scognamiglio interpretato da “Massimo Napolitano”, esageratamente superstizioso, scarica la colpa della sua sfortuna al portiere del palazzo, don Nicola interpretato da” Vincenzo Caliendo” ritenuto iettatore.
Questi suoi pregiudizi lo portano, per far fronte ai suoi debiti di gioco, ad impegnare una collana di zaffiri di sua madre e a far degenerare i rapporti familiari con sua moglie Maria “Crisitina Mucerino”  e la figlia “Brigida La Montagna”.
A colorare la commedia non sono mancati altri squisiti attori come “Iolanda la cameriera super rapida” interpretata da Raffaella America, “Titina , sorella di Maria” interpretata da Giovanna Febbraro, “Alfredo suo marito” interpretato da Nunzio di Lorenzo, “Filomena loro figlia” interpretata da Rossana Arianna, Rosa vicina di casa, interpretata da Diamante Montagna, “il Diavolo, il male dei problemi di Gennaro Scognamiglio” interpretato da Francesco La Rezza, “Giovanni figlio del portiere iettatore” interpretato da Luigi Santarpia che alla fine dopo i tremila no del futuro suocero “Gennaro”riesce a fidanzarsi con la figlia interpretata da Brigida La Montagna,  il simpaticissimo terremoto della scena ”Ciccillo fratello di Gennaro” interpretato da Federico La Montagna, “i sempre accesi Nunziello e Gerardo” interpretati da Antonio Mucerino e a Antonio Esposito, il dottore Eduardo Sandomenico e infine la Madre di Gennaro Carmen de Ponte.
A conclusione come ci suggerisce il regista Giuseppe La Rezza il male interpretato dall’attore Francesco La Rezza “nella veste del diavolo”,e il bene degli altri attori che fanno da cornice sulla scena, regna in ognuno di noi, nella nostra testa, nel nostro corpo, chiusi come in una cassaforte e solo noi conosciamo la combinazione. Spesso la apriamo e prendiamo il male che ci spinge a scelte sbagliate che rovinano la nostra vita , però fortunatamente il bene è nascosto, senza accorgercene , riesce a farci riprendere.
Per la riuscita della commedia non possiamo non citare le bellissime scene audio e luci curate da Ernesto Serpico, i suggeritori Carlo Porciello e Giusy La Rezza, trucco Brigida La Montagna, acconciature Silvana Somma, costumi Maria Pennacchio, assistenti di scena Giuseppina di Gennaro, fotografo di scena Felice La Montagna, coreografie le ballerine Raffaella America e Alessia tramontano , scelta e adattamento musicale sempre Federico La Montagna. 

Scisciano Teatro. Tra moglie e marito non mettere... "o scarfalietto"

Tre giorni a teatro per beneficenza: sul palco del Teatro Comunale di Scisciano la Compagnia "Circolo Polivalente San Martino" debutto con "O Scarfalietto" commedia degli equivoci e del buon cuore. 
 
E' andata in scena, nei giorni 16, 17 e 18 marzo, la commedia a scopo benefico del Circolo Polivalente di San Martino, un gruppo di appassionati che ormai da piu' tre anni, regala alla collettività una rappresentazione teatrale per donare un momento di svago senza pretese alle famiglie Sciscianesi e non solo e, al contempo, raccogliere fondi da destinare a opere di utilità sociale. 
Proprio con questa rappresentazione teatrale le offerte degli spettatori, sono state destinate all'Associazione Italiana contro le Leucemie - Linfomi e Mielomi -Ail.
La commedia di quest'anno che il Circolo Polivalente ha scelto per il suo debutto in Teatro  è "O Scarfalietto" di Eduardo Scarpetta, spettacolo fra i più famosi e i più divertenti dell'autore napoletano (padre naturale di Eduardo De Filippo) e per questo fra i più riproposti di anno in anno dalle compagnie di amatori. Nei ruoli principali si sono calati attori giovanissimi: Michele Iovane De Falco e Giuseppe Napolitano in scena nella parte del leone, impersonando rispettivamente Felice Sciosciammocca e Gaetano Papocchia, le maschere divertenti e disincantate, tipiche della commedia dell'arte; il primo alle prese con una moglie insopportabile che chiede la separazione (Amalia, interpretata da Rosanna Nava), il secondo che invece scappa dalla moglie (Dorotea, al secolo Veronica Buonincontri) per inseguire le grazie di una ballerina, Emma Carcioff (Ye Sam Rossi). Gli equivoci sono messi in moto da un servitore geloso (Lucio Esposito), spalleggiato dalla cameriera Rossella (Martina Napolitano). Si finirà in tribunale, con tanto di avvocati: Antonio (Agostino Gigi Rossi), che pure fa il provolone con la ballerina, e Anselmo (Sergio Cassese) balbuziente e pieno di tic, la cui arringa, nel terzo atto, è stato uno spasso per imputati, testimoni e... spettatori. Completano il cast  l'irreprensibile presidente del tribunale Raffaele (Luigi Beneduce), preso più dai suoi guai che da quelli delle persone che sono in aula (come dargli torto: è padre di 4 femmine!), l'allampanato custode e usciere del tribunale di uno scalcagnato teatro (Cristiano Rossi), il cancelliere (Enzo Nava) e, infine, Gennarino (il giovanissimo e bravissimo Gabriele Napolitano), garzone di Bar, testimone di un feroce litigio fra Felice e Amalia, per questo chiamato in tribunale, dove però si presenterà dopo aver fatto colazione a base di... cipolla. 
In palcoscenico come scenografia un grande libro antico e polveroso, di quelli di una volta che si chiudono con un laccio. E’uno di quei volumi antichi in cui le pagine si aprono a loro volta. Così il libro diventa la scena dell’azione che, all’inizio, avviene all’interno di una sala da pranzo. Più avanti si girano le pagine del volume e la scena muta, sara quella di un teatro dove troviamo la Direttrice Loredana Buonincontri e poi di un aula di tribunale.
 
Merita una sottolineatura l’originale e particolare l’allestimento scenico per riproporre questo classico del teatro umoristico napoletano. A ricordare le sue origini, il suo essere riposto negli scaffali della memoria, rispolverato per una serie di rappresentazioni, a ricordare il teatro com’era una volta.
Completano il cast : Suggeritrice - Marica Balestra, Trucco - Gina Meo, Luci e Audio - Antonio Palma -  Regia di Enzo Nava
Il ricavato della serata devoluto a sostenere le attività di “Casa Ail”.

Scisciano. "Almeno ...la speranza" un successo de La Tela fuori e dentro lo spazio teatrale.

Notevole il successo di pubblico e consenso della critica in teatro con “Almeno...la speranza" della Compagnia Teatrale "La Tela" regia e adattamento di Giuseppe La Rezza.

Scisciano. Applausi, divertimento e grande successo di pubblico: questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la rielaborazione "Nu miezo sinneco e nu quase cunsigliere" in “Almeno…la speranza” al Teatro Comunale di Scisciano dalla compagnia teatrale sciscianese "La Tela",  grazie alla presenza di collaudati attori. L’organizzazione e la guida del gruppo sono nelle mani del direttore artistico e regista Giuseppe La Rezza.
Bilancio più che ottimo. E’ questo un testo che genera ilarità. Generata da una comicità ritmica del testo stesso, ma in questo preciso momento storico, sembra metaforizzare nel pubblico il momento dell’Italia. Ritratto di una metafora dell’attuale!
Il regista ha saputo coinvolgere tutti i spettatori e non solo,  suscitando curiosità ed equivoci  già nelle locandine apparse sul territorio giorni prima del debutto della commedia, in particolare ha avuto la straordinaria idea di far discutere della rappresentazione dietro le quinte, quasi a scenografia invertita, infatti si è discusso molto dei due personaggi candidati alle amministrative  apparsi nei manifesti rappresentativi della commedia. 
"Almeno.. la speranza" tratto dalla commedia  "Nu’ miezo sinneco e nu’ quase cusigliere" ed è stata rappresentata nelle quattro serate a partine dal 1 marzo. La comicissima commedia in due atti è stata scritta nel 1999 a ridosso del fenomeno "Tangentopoli" dall’insegnante di tecnologia, ora in pensione, Silvio Calandrelli. Quest’opera teatrale offre uno spaccato della situazione politica dell’epoca e, in chiave comica, stigmatizza le connivenze tra malavita organizzata e pubblica amministrazione. Il protagonista Ferdinando e suo cognato Gennaro, che vivono nella stessa casa, subito dopo il suddetto fenomeno si candidano alle elezioni amministrative in liste diverse, il primo a sindaco ed il secondo a consigliere. Questi, sono due "puri" che si illudono di cambiare il mondo ma, purtroppo, si devono scontrare con la dura realtà della politica che è riluttante a cambiare il metodo di approccio con il territorio, dove la camorra, con il suo sottobosco, è sempre in agguato, pronta ad insidiare e corrompere.
Gli attori hanno interpretato in modo brillante la commedia, una trama coinvolgente, narrata in un ambiente modesto e popolano che rispecchia la condizione sociale dei protagonisti, dove anche la scenografia s’intona con le battute esilaranti e le gag proposte dagli attori. 
Con questo lavoro di Silvio Calandrelli il regista Giuseppe La Rezza continua con la sua linea di ricerca ed elaborazione di testi poco conosciuti dal grande pubblico, conoscendo bene gli attori per poi "cucirgli" addosso la parte senza imitare nessuno. La caratteristica base della rielaborazione è di essere un lavoro d’equipe: senso del tempo e grande affiatamento fra gli interpreti sono qualità indispensabili per la buona riuscita di questa pièce:  in questa messinscena calcata su ritmi molto serrati in cui gli esilaranti inciampi spicchino ancora di più come note di gusto, recitato in mimiche frenetiche. E’ un franare senza tregua, inesorabile, di fraintendimenti, equivoci, sgarbi, vizi, gelosie in cui lo spettacolo “davanti” è mantenuto in piedi in modo bizzarro e  da attori fondamentalmente impegnati ad occuparsi dei fatti loro... 
Una commedia che è frutto di un laboratorio teatrale che ha coinvolto tantissimi giovani di Scisciano, hanno entusiasmato il pubblico per le capacità artistiche dimostrate nel presentare temi di attualità con grande semplicità suscitando nel pubblico momenti di profonda riflessione, ma anche di grande ilarità e le arguzie sulle esasperazioni della società odierna, elargite con puntuale bravura dalla rinnovata vena satirica degli attori.
A conclusione dello spettacolo, che anche in questo terzo appuntamento ha registrato il tutto esaurito a teatro, soprattutto per l’ottima performance degli attori: Ferdinando (Raffaele Ariola), Nannina sua moglie (Imma Albarano), Gennaro (Gennaro Rossi), Margherita (Antonietta Falco), Gaetano (Falco Aniello) Genoveffa ( Angela Terracciano), Vincenzo (Paolo Candela), Pascalino (Luigi Polise), Beppe (Nunzio Di Lorenzo), Teresa (Pina Arianna), Amalia (Rosa Franzese), Saverio (Luigi Ambrosino) – Assistente alla regia Santina Romano, Assistente di scena Anita e Rossella Romano, Trucco Pina Arianna e Santina Romano, Costumi di Self 2000, Lighting designer Ernesto Serpico, Direzione tecnica ed organizzazione scenica Sabato Romano.
Scisciano e gli spettatori entusiasti della qualità dello spettacolo, sia per quanto riguarda la recitazione sia per la messa in scena: attori, scenografie, luci, costumi e musiche. E come me l’hanno pensata tutti i presenti che alla fine hanno accomunato tutti i protagonisti in un unico, interminabile applauso.

Scisciano Teatro. "Almeno... la speranza" del Gruppo La Tela

Quattro serate al teatro comunale di Scisciano a partire dal 1 marzo, in scena "Almeno..la speranza" di Silvio Calandrelli, rielaborazione e regia di Giuseppe La Rezza per il gruppo teatrale "La Tela".
Silvio Calandrelli, nato a Benevento il 24/05/1941. Insegnante di tecnologia (in pensione dal 1 settembre 2010).
Iscritto alla SIAE in qualità di autore nella sezione teatro con i seguenti lavori : “Spaccato Napoletano”, “ ‘A Cullana D’’A Marchesa ” e “ Nu miezo Sinneco e Nu quase Consigliere ”, rappresentati, con successo di pubblico e di critica al teatro Massimo e al Teatro Comunale di Benevento, per beneficenza a favore della Croce Rossa Italiana, dalla compagnia teatrale “ I Guitti “ di Benevento.
La commedia, scritta nel 1999 a ridosso del fenomeno TANGENTOPOLI, dà uno spaccato della situazione politica dell’epoca e, in chiave comica, stigmatizza le connivenze tra malavita organizzata e Pubblica Amministrazione. Il protagonista Ferdinando Quagliolo e suo cognato Gennaro, che vivono nella stessa casa, subito dopo il suddetto fenomeno si candidano alle Elezioni Amministrative in liste diverse, il primo a sindaco e il secondo a consigliere. Questi, sono due “puri” che si illudono di cambiare il mondo ma, purtroppo, si devono scontrare con la dura realtà della politica che è riluttante a cambiare il metodo di approccio con il territorio, dove la camorra, con il suo sottobosco, è sempre in agguato, pronta a insidiare, a corrompere , a subornare. 

La Commedia in tre atti "Signori Biglietti" rinviata a Venerdi 11 maggio 2012

Commedia in tre atti di Giovanni Rescigno "Signori Biglietti" del Gruppo Teatro Giovane è stata rinviata a Venerdi 11 maggio 2012. 
Teatro Comunale di Scisciano
11-12-13 maggio 2012 ore 20:30      (11 maggio per gli abbonati)
 
Nella cultura partenopea, uno dei valori inderogabili è la virilità maschile. È proprio a questo valore che Giovanni Rescigno si è ispirato nello scrivere ''Signori, biglietti!''. L'opera, risalente presumibilmente agli anni 30 del secolo scorso, narra con particolare ironia il dramma in cui piomba la famiglia Provolone al rientro della figlia e del genero dal viaggio di nozze. Il tentativo maldestro di porre rimedio all'inaccettabile situazione genera una sequenza di equivoci a catena... come finirà?

Gruppo 70, lodevole rielaborazione della commedia: “Peppino Girella” e gli strani incroci “E’ cos e nient”.

Mai una similitudine teatrale è stata più attuale ed in linea con i tempi che stiamo vivendo.
 
Scisciano. Quali saranno gli strani incroci del destino che ti portano a sfogliare una vecchia rivista del 1962 scoprendo che in prima serata sul secondo canale trasmettevano Peppino Girella di Eduardo De Filippo e sapere che per quattro serate 26-27-28-29 gennaio 2012, il  "Gruppo 70" al teatro comunale di Scisciano, ha organizzato  la stessa visione a cinquant’anni di distanza? Fili del tempo che si intrecciano in un misterioso rincorrersi e ritrovarsi. E chissà se le emozioni e le risate che durante la visione di questo capolavoro si alternavano sui nostri volti erano uguali a quelli che si trovavano sui visi dei nostri genitori… Credo di sì perché sono sempre più convinto che Eduardo è uno dei pochi artisti che attraversa generazioni e vite diverse, continuando a regalarci un’umanità rara e preziosa.
Le espressioni dei volti, i movimenti dei corpi, la magnificenza di costumi, sono stati  il cuore di un contenuto artistico eccezionale, facilitati anche da una scenografia curata da Ernesto Serpico, mentre alle luci Antonio Palma attivandosi con apparati tecnologici e illuminotecnici teatrali per il conseguimento di fini più squisitamente artistici e di stimolare la curiosità  sulla luce e colore che nella rappresentazione sono stati  i fondamenti della visione estetica/emozionale di cui il pubblico presente ha gradito molto.
Un capolavoro, in termini di rielaborazione e rappresentazione scenografica della commedia “Peppino Girella” 
Andrea Girella interpretato da un esperto teatrante come Pietro Esposito, è disoccupato e insieme ai due amici Rafele Capece  e Matteo Milordo interpretati rispettivamente dagli applauditissimi  Carmine Napolitano e Franco Strocchia,  inventa imprese sconclusionate come l’invenzione di una pomata contro le ustioni da bomba atomica, che cerca di farsi finanziare dall’avarissimo marito di sua sorella, Carmelo Dabbene figura imponente rappresentata da Domenico Mucerino. La moglie Jolanda di Gianna Fusco, fa la camiciaia. Per aiutare i genitori, il loro figlio Peppino interpretato dal giovane Giovanni Di Palma, nonostante sia in età scolare, si offre come garzone presso il bar Stella. A presentarlo alla bella donna Clotilde prosperosa proprietaria interpretata da Elvira Esposito è stato Amerigo di Karol Mucerino, un dongiovanni impenitente fidanzato con Angela Ceccarelli di Marianna Coppola , una lavorante nella camiceria che impiega anche Jolanda. Madre e zii – i genitori di Amerigo – colmano di attenzioni il piccolo lavoratore e Andrea, reduce dal fallimento della sua ultima impresa, se ne sta in disparte, avvilito nella propria dignità di capofamiglia. 
Rifugiatosi in casa della sorella e sfruttato indegnamente da Carmelo, Andrea viene convinto dal cognato maresciallo Luigi Paternò interpretato da Stefano Addeo,  a tornare a casa, anche se avverte che il capofamiglia è ormai Peppino. Il figlio intanto gli ha procurato un lavoro grazie al direttore di Banca  D’Andrea e al Bancario Frungillo, comicamente interpretati da Mario Mascia e Vincenzo Sabatino, a cui serve le consumazioni. Nel frattempo la disperazione di Andrea si riversa nei confronti del suo miglior amico Matteo che approfittando dello stato di ubriachezza dello stesso, gli sottrae la lettera di raccomandazione per un lavoro. L’amicizia fra i due si incrina, Andrea disperato davanti alla moglie Jolanda denuncia: è cos e nient. Nel frattempo Andrea  riceve una denuncia da parte di Carmelo, che accusa lui e i suoi amici di furto. In questura  davanti al Commissario Pagliuca nelle vesti dell’imponente Giuseppe Napolitano e Gabriele Napolitano agente di pubblica sicurezza, Andrea ritrova la solidarietà degli antichi “soci” e schiaffeggia il cognato in nome della dignità di tutti gli umili, mentre la piccola comunità di amici si stringe intorno agli accusati.
Nella commedia Pietro Esposito ripete più volte: “…cosa ‘e niente”, e fa un lungo elenco di tante realtà che hanno contribuito a sconfiggere Napoli, i napoletani, i campani e, al di là della geografia e del linguaggio, anche gran parte, forse tutti gli italiani, prima durante e dopo la Unità d’Italia, giunta a 150 anni. “E’ cosa ‘e niente” è quanto di più attuale si possa raccontare oggi.
L'obbiettivo è centrato, allora, come si smette di essere cose di niente? Cominciando ad informarsi, a conoscere i propri diritti e a pretenderli. Ma questo significa anche rispettare i propri doveri. Smettiamola di essere cose di niente e ricominciamo a darci un valore a rispettare noi, la nostra terra e la nostra storia.

Scisciano. Tinte amarcord al teatro, successo per "La Paglia di Firenze"

"...Che succede se una donzella parigina della buona borghesia, appartata in un bosco con l'amante militare, si fa mangiare da un cavallo il prezioso cappello di paglia (Leghorn) arrivato da Firenze? Ci sarà da ridere, se a casa c'è un marito tanto geloso quanto vendicativo che l'aspetta..." e l'ambito copricapo diventa il detonatore di un'esilarante commedia fatta di porte che si aprono e si chiudono, uno sposalizio che rischia continuamente di andare in fumo e immersioni in quadri stilizzati e caricaturali della belle époque. 
E' proprio lo spirito di un elegante varietà  il tratto distintivo della regia messa a punto da Giuseppe La Rezza per la "Paglia di Firenze" in scena al Teatro Comunale di Scisciano Sabato 14 e Domenica 15 Gennaio 2012.
Se l'obiettivo dello spettacolo è divertire, il risultato è ben raggiunto, grazie alla strepitosa recitazione di giovani ragazzi esibitisi con intraprendenza e tanto stile .
Ad aprire lo spettacolo e la pittorica scena vi è il padrone di casa Michele (Pio Mauro) indaffarato nei preparativi della casa che di li a poco avrebbe accolto una giovane sposa e non solo........, aiutato dalla moglie Bettina (Francesca Mucerino), dal giovane tappezziere (Giovanni Napolitano) e dall'apprendista sarta Rosina (Chiara Caliendo)
A sposarsi sarà il maldestro e furbetto Signor Carlino Pisello (Gennaro Mucerino) autore di una farsa di ricchezza e agiatezza.
La promessa sposa è la piccola Rita (Annalisa Felicella), figlia del benestante commerciante d'Aversa Don Alonzo Provolone (Sergio Cassese) e sorella del giovane rampollo Papele (Giuseppe Napolitano).
Ma Carlino mentre passeggia con il suo cavallo proprio nel giorno delle sue nozze, questo mangia il cappello di paglia di Firenze della nobildonna Elena (Cecilia Caliendo), in dolce conversazione con l'amante Cesare (Paolo Ganzerli)
Purtroppo i due fuggenti amanti non potendo assolutamente far ingelosire il gelosissimo marito di lei Don Procopio Pagnotta (Cristiano Rossi), muovono pesanti minacce a Carlino che, spaventato e timoroso, si lancia in una ricerca sfrenata di un cappello identico. Allora Carlino  si recherà prima dall'audace modista Elvira (Annapaola Mascia), di lui innamorata, poi dalla baronessa Angelica (Carmen Manzone) che ne dovrebbe avere uno uguale. Da lì inizieranno le varie peripezie che vedranno calcare la scena a giovani e promettenti comici come il Compare (Michele De Falco Iovane), il timido e buffo Cavalier Fruvoli (Felice Sandomenico), un servitore scansafatiche Ignazio (Giovanni Di Palma) e un anziano collaboratore Don Peppe (Sebastiano Perna).
La commedia si conclude in un azzuffo collettivo di personaggi che chiudono la scena con tanta comicità, simpatia e tanta tanta professionalità
E non solo...... il tutto realizzabile grazie agli adattamenti e alla regia di Giuseppe La Rezza , alla suggeritrice Giusy La Rezza, all' assistente di scena Giuseppina Di Gennaro, con la cura delle scene audio e luci di Ernesto Serpico e per le scenografie compiuterizzate e le musiche Federico La Montagna.
Luminosi i costumi di scena, e le scenografie d'allestimento stilizzate e funzionali ai rapidi rivolgimenti della trama, che richiamo il liberty senza scadere nella filologia. La stessa scena è inscritta in una cornice di pittorici arredi che sottolineano alcuni passaggi drammaturgici, come i lampi che commentano le improvvise svolte della trama. 
Sulla scena, con successo ancora una volta il Dottor Giuseppe La Rezza, regista e direttore artistico dello spettacolo inscenato dall'associazione di promozione sociale e culturale l'AltraAccademia, che ha dato una lettura godibile della partitura, in grande sintonia con i giovani attori che gremivano il palcoscenico.
 
Adattamenti e regia Giuseppe La Rezza 
Suggeritrice Giusy La Rezza
Assistenti di scena Giuseppina Di Gennaro
Scene audio e luci Ernesto Serpico
Scenografie compiuterizzate e musiche Federico La Montagna

Scisciano, presentata la stagione teatrale

Grandi interpreti, comici e commedie per dieci appuntamenti imperdibili.

SCISCIANO. La stagione teatrale realizzata da Comune di Scisciano – Assessorato alla Cultura  e dall’Ente Teatro presieduto da Cristina Mucerino, è prossima al debutto. Grandi interpreti, comici e commedie: dieci appuntamenti di cui sette in abbonamento che, a partire da sabato 10 dicembre,  al 27 aprile  si alterneranno sul palcoscenico del Teatro Comunale.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’Assessore alla Cultura Raffaele Ambrosino che anche quest’anno, nonostante la difficile situazione economica, si sono adoperati al massimo, assieme all’Ente Teatro, per poter offrire una stagione di grande qualità. “Il motivo principale – ha detto l’Assessore Ambrosino – che ha spinto a proseguire in questa direzione è stata la risposta che abbiamo avuto dalle persone in questi anni e il fatto che in un mondo virtuale come quello di oggi il contatto con il teatro ci fa riprendere il contatto con la realtà.

Il Sindaco Patrizio Napolitano evidenziato il buon successo raggiunto nell’offrire alla cittadinanza un ottimo e variegato cartellone nonostante le “ristrettezze di cassa”. I nostri sforzi – ha affermato il primo cittadino –sono finalizzati alla crescita culturale e sociale dei giovani. 

Informazioni  e biglietti Sig. Pasquale cell. 333 7230485. In vendita dal 1 dicembre. Sette spettacoli sono offerti in abbonamento per un costo di soli 55,00 €

La sera di rappresentazione sarà possibile acquistare i biglietti anche direttamente al teatro comunale di Scisciano.

 

Apre il cartellone,  "Sogno di una notte di mezza estate", sabato e domenica rispettivamente 10 - 11 dicembre al Teatro Comunale di Scisciano.

 

ARCIFELIX

10 – 11 DICEMBRE 2011

Sogno di una notte di mezza estate

Di William Shakespeare

Regia di Pasquale Napolitano e Luana Martucci

I vagabondaggi di due coppie d'innamorati e poi d'una compagnia di istrioni incompetenti, dispersi in un bosco incantato nei pressi di Atene. Irritati per questa intrusione, gli spiriti della foresta creano continue difficoltà fino a che, dopo una generale riconciliazione, fanno tutti ritorno ad Atene per festeggiare le nozze di Teseo con Ippolita e per applaudire la tragicomica recita dei buffi dilettanti.

06 GENNAIO 2012

Felici in circostanze misteriose (abbonamento)

Con Gianfranco e Massimiliano Gallo, Patrizio Rispo

 “Felici in circostanze misteriose” tratta il tema del rifiuto radicato in ognuno di noi verso tutto ciò che è diverso , ma quel che la rende particolare, a mio avviso, è che usa i mezzi di un universo minimalista riconoscibili nell’apparente ordinarietà dei personaggi e nella peculiarità del testo che lascia spazio allo spettatore, lo lascia “interpretare le interpretazioni”, lo rende libero di dare la sua versione e lo sorprende abbattendogliela ogni volta come un castello di carte da gioco. La commedia è una sorpresa continua, fino alla fine non si comprenderà il suo risvolto e potrà sembrare tutto e il contrario di tutto, i momenti comici che pervadono il testo ce li si può giocare in mille modi e ogni volta poi cambiare stile perché lo svolgimento della trama lo rende possibile. Siamo a Milano, è il compleanno di Francesco. Maria , la sua fidanzata , insieme ad altri amici, decide di salire su per fargli una Festa a Sorpresa. Sono riusciti ad entrare nell’appartamento di lui a sua insaputa, spengono la luce, nelle loro intenzioni vogliono fargli una “Festa a Sorpresa”, la chiave gira nella toppa, la luce si accende e … in realtà la sorpresa l’avranno loro. O forse no.

ALTRACCADEMIA

14 – 15 GENNAIO 2012

La paglia di Firenze

Di Eduardo Scarpetta

Regia  Giuseppe La Rezza

Na paglia ’e Firenze(1883) da “ Le Chapeau de paille d’ Italie”

Questo qua è lo regalo che faccio io alla sposa, è na paglia di Firenze, ma scicca assaje! Quanno io venette a Napule lo mese passato, cammenanno pe la Strada de Chiaia la vedette ncapo a na signora dinto a na carrozzella, me piacette tanto che nun putite credere, trasette dinto a na modista, chiammaje lo princepale e le dicette: Neh! scusate, comme avarria fa pe avè na paglia tale e quale comme la tene chella signora. Eh! Me rispunnette essa, a Napule è difficile trovarla, chella signora me, chiste so’ li denare. Va buono, jatevenne, turnate a n’ati 4 o 9 juorne ve faccio truvà la paglia. Stammattina sogghiutoe puntualmente me l’ha fatta truvà.

GRUPPO 70

27 GENNAIO 2012

Peppino Girella (abbonamento)

Di E. De Filippo – riproduzione teatrale a cura di Franco Strocchia

Regia  Gruppo 70

Peppino Girella è uno scugnizzo napoletano, fa mille lavori, e tutti volentieri, così riesce a mantenere tutta la famiglia.
Il padre, Andrea Girella, disoccupato da sempre, è frustrato dal fatto di dover dipendere dal suo ragazzo, ma Peppino riuscirà a risolvere anche questa situazione, procurandogli un ottimo lavoro

Andrea Girella (Eduardo) è disoccupato e insieme ai due amici Rafele e Matteo inventa imprese sconclusionate come l’invenzione di una pomata contro le ustioni da bomba atomica, che cerca di farsi finanziare dall’avarissimo marito di sua sorella, Carmelo. La moglie Jolanda fa la camiciaia. Per aiutare i genitori, il loro figlio Peppino, nonostante sia in età scolare, si offre come garzone presso il bar Stella. A presentarlo alla bella proprietaria è stato il cugino Amerigo, un dongiovanni impenitente fidanzato con Angela, una lavorante nella camiceria che impiega anche Jolanda. Madre e zii – i genitori di Amerigo – colmano di attenzioni il piccolo lavoratore e Andrea, reduce dal fallimento della sua ultima impresa, se ne sta in disparte, avvilito nella propria dignità di capofamiglia. 

GRUPPO TEATRO GIOVANE

10 FEBBRAIO 2012

Signori Biglietti (abbonamento)

Di G. Rescigno

Regia Gruppo Teatro Giovane

“Signori Biglietti” è una Commedia comico-brillante la cui trama prende avvio dallo shock subito da Filippo durante il viaggio di nozze, che metterà in crisi apparente tranquillità coniugale di Rosa e Vincenzo.
Gli equivoci e le situazioni paradossali che si innescano e si snodano, oltre a generare comicità e divertimento, mettono in evidenza come, spesso, le persone possono vivere accanto per anni senza conoscersi realmente e come sentimenti e i rapporti di coppia costituiscono un “piacevole arcano mistero”.

LA TELA

02 MARZO 2012

Almeno.. la speranza (abbonamento)

Di Silvio Calandrelli

Regia di Giuseppe La Rezza

Silvio Calandrelli, nato a Benevento il 24/05/1941. Insegnante di tecnologia (in pensione dal 1 settembre 2010).

Iscritto alla SIAE in qualità di autore nella sezione teatro con i seguenti lavori : “Spaccato Napoletano”, “ ‘A Cullana D’’A Marchesa ” e “ Nu miezo Sinneco e Nu quase Consigliere ”, rappresentati, con successo di pubblico e di critica al teatro Massimo e al Teatro Comunale di Benevento, per beneficenza a favore della Croce Rossa Italiana, dalla compagnia teatrale “ I Guitti “ di Benevento.
Nu miezo sinneco e nu quase cusigliere
La commedia, scritta nel 1999 a ridosso del fenomeno TANGENTOPOLI, dà uno spaccato della situazione politica dell’epoca e, in chiave comica, stigmatizza le connivenze tra malavita organizzata e Pubblica Amministrazione. Il protagonista Ferdinando Quagliolo e suo cognato Gennaro, che vivono nella stessa casa, subito dopo il suddetto fenomeno si candidano alle Elezioni Amministrative in liste diverse, il primo a sindaco e il secondo a consigliere. Questi, sono due “puri” che si illudono di cambiare il mondo ma, purtroppo, si devono scontrare con la dura realtà della politica che è riluttante a cambiare il metodo di approccio con il territorio, dove la camorra, con il suo sottobosco, è sempre in agguato, pronta a insidiare, a corrompere , a subornare.
 

I GIOVANI DEL CIRCOLO POLIVALENTE

16 -17 – 18 MARZO 2012

‘O scarfalietto (Il Circolo Polivalente darà in omaggio agli abbonati la serata del 16 marzo 2012)

Di Eduardo Scarpetta

Regia di Enzo Nava

‘O scarfalietto è una delle commedie più belle di Eduardo Scarpetta, scritta nel 1881 è ispirata all’opera francese “La Boulé” di Meilhac e Halévy. Il personaggio centrale, don Felice Sciosciammocca, maschera tra le maschere che risponde al disegno dell’autore di avvalorare le esigenze della sua variopinta fantasia con il controllo del quotidiano, esprime in sé i caratteri fondamentali della commedia napoletana, i quali ricorrono senza alcun dubbio nell’arte di Eduardo De Filippo. 

GRUPPO AMICI TEATRO

30 MARZO 2012

La cassaforte (abbonamento)

Rielaborazione di Meilhac e Halèvy

Regia di Giuseppe La Rezza

Fidanzamento a repentaglio pur senza finire a schiaffoni ma solo a qualche buffetto e ad una (provvisoria?) restituzione di anelli riponendo nel contempo in cassaforte le due vere nuziali. 

I TEATRANTI

20 APRILE 2012

Che pacienza che cè vo’ (abbonamento)

Di Canzano

Regia I Teatranti

Siamo a Napoli, corre l’anno 2006, si racconta la vicenda ingarbugliata della famiglia eccellente, pasquale il capofamiglia dipendente di una ricevitoria del lotto, la moglie Vera che svolge l’attività di parrucchiera su chiamata, e grande appassionata di opera lirica, suo padre Cipriano che vive in casa con loro, e tanti altri variegati personaggi, che via via arricchiranno la storia.

La scena è il salone living di un appartamento vecchio stile,  quando si apre il sipario Vera è intenta a sistemare i capelli di una cliente. 

E. Tartaglia e Veronica Mazza

27 APRILE 2012

Questo bimbo a chi lo dò(abbonamento)

Scritto e diretto da E. Tartaglia

Tommaso e Margherita le hanno provate tutte: ma il figlio, dopo otto anni di matrimonio (e di tentativi…), non è arrivato.

Tra mille e più polemiche, di ordine etico, religioso, antropologico, culturale, soluzioni un tempo inimmaginabili (e per molti versi inquietanti), appaiono ormai all’ordine del giorno. Dal primo risalente esperimento di “figlio in provetta”, ai più recenti casi di cosiddetto “utero in affitto”, tutta una serie di tappe di sperimentazioni della “procreazione assistita” hanno scandito negli anni un percorso in cui, inevitabilmente, ad ogni conquista tecnico scientifica ha fatto da puntuale contro canto il sorgere di riflessioni ed interrogativi.

Aspettano finalmente un bambino! Anche se, piccolo particolare, il nascituro sta crescendo nel grembo di una fanciulla anonima (e che tale deve restare!). Al termine della gestazione, appena vedrà la luce, il bimbo sarà immediatamente “consegnato” ai suoi “co-genitori”, senza conoscere mai la donna che ha soltanto acconsentito a far crescere dentro di sé il figlio della coppia.

Sono solo alcuni degli accadimenti incredibili e irresistibili del ginepraio di equivoci e malintesi in cui i protagonisti della vicenda si troveranno a dimenarsi: denunciando, come sempre accade nei racconti comici, tutta la loro inadeguatezza a fronteggiare una difficoltà più grandi di loro. 

Scisciano: "E’ asciut pazzo 'o parrucchiano". Teatro all'aperto, due serate di successo incredibile

LE APPARENZE, I RITI, LE FALSITA’ DI UNA BORGHESIA DI FACCIATA, SOTTO LA QUALE SI NASCONDONO PASSIONI E PECCATI ORDINARI.

SCISCIANO 9 e 10 luglio 2011. Esilarante, incredibile, buffa, spassosa, divertentissima, allegra, bizzarra, vivace, gustosa. Siamo ricorsi al dizionario per un elenco di aggettivi che si avvicinasse alle sensazioni che hanno vissuto gli spettatori nel seguire le vicende di don Sandro, Modestino, donna Rosa, Celeste, Donna Bianca, Renato - Elvira, Angelina e il sindaco Vittorio Scardacchione, nella riproposizione della commedia in due atti di Gaetano di Maio “ E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano”

Sulla scena gli abiti talari degli attori, del parroco di un paesino di montagna, Pietrascura, del vescovo della zona, con una perpetua che non perdeva occasione per dire la sua e un sacrestano che pensava solo a riempire la pancia. 

Per la regia brillante e incalzante di Enzo Nava la commedia si è snodata tra battute, incomprensioni, gag comiche, fraintesi, colpi di scena che hanno scatenato l’ilarità degli spettatori.

Sergio Cassese nella parte di Modestino, ha caratterizzato il personaggio grazie ad una balbuzie particolarmente pronunciata e ad una serie di equivoci sapientemente studiati. Modestino è il sacrestano di don Sandro, ma pensa solo a mangiare, ruba il latte del bebè e fa a gara con i monelli, in strada, per accaparrarsi i confetti lanciati con fiori durante la processione della Madonna. S’illude di piacere alla maestrina e crede di cogliere oscure passioni tra don Sandro e alcuni suoi parrocchiani.

Il pubblico ha tifato per Michele De Falco Iovane, nelle vesti di don Sandro, parroco di Pietrascura, che ha saputo manipolare la credulità della gente semplice di un paese immaginario, per donare a tutti un po’ di felicità e rafforzare una fede che troppo spesso cade nel folclore più caustico, oscillando paurosamente tra sacro e profano. Il giovanissimo Michele è riuscito a cogliere l’umanità di don Sandro, calandosi nell’abito talare con una adesione piena e pregnante.

Indimenticabile la baronessa Bianca, passionale e provocante, impersonata da Ye-Sam Rossi, che..”nu simm cane e razza” quasi che sotto il cappellino e la veletta d’altri tempi dovesse dimostrare, a piè sospinto, il rango d’appartenenza, animata da quella borghesia vuota e decadente di certi momenti storici del Paese.

Con lei la figlia Angelina, interpretata da Valeria Esposito, che ha perso la voce in seguito ad un investimento. Il miracolo avviene, per lei quando, finita sotto un’altra auto, quella di Modestino, riacquista la favella e, succube della mamma, finalmente riesce a dire la sua nella vicenda della maestrina sedotta dal nipote. Quando è apparsa sul palco dopo l’investimento, barcollante, con gli occhi stralunati, il pubblico ha riso a più non posso.

Candida e innocente, la figura della maestrina impersonata Maria Antignani è proprio la più dolce ed eterea della storia, additata per il frutto di un amore clandestino, da una umanità che nasconde bene le proprie colpe.

Solenne e carismatico, Enzo Nava ha saputo egregiamente interpretare il ruolo del vescovo che, al soldo della cugina baronessa, svende lo spirito per le ben più terrene incombenze. Non un’emozione tradisce il religioso dal tono formale, la voce vibrante da cantante lirico . Nel suo intervento tra sorriso e autorevolezza insinua con chiaro riferimento alla realta ed allo stato di abbandono di cui versa il disastro delle gomme bruciate in località San Martino, rivolgendosi al Sindaco Scardacchione.

Unica e insuperabile come sempre, Rosanna Nava, nelle vesti della perpetua, donna Rosa, ha dato una interpretazione personalissima al personaggio, riuscendo a calamitare la simpatia della gente. Donna Rosa ha una lingua tagliente e non risparmia strali alla volta della baronessa, così che, quando don Sandro le chiede di recitare una preghiera in favore della nobildonna, intona tra l’ilarità generale: “L’eterno riposo dona a lei Signore”; così come tagliente è la lingua di Celeste, superbamente impersonata dalla giovane Marica Balestri, fidanzata ufficiale di Andrea, che si fa venire le crisi isteriche quando il suo passato, non proprio candido, viene scoperto miseramente.

Sapientemente dosato anche il personaggio dell’avvocato Roberto, impersonato da Agostino Gigi Rossi, impeccabile nel suo ruolo di rappresentante della legge, eppure così vicino ai piaceri della carne.

Su Luigi Beneduce la parte di Sindaco sembrava calzare a pennello, nella consapevolezza della istituzionalità di facciata, comune a tanti politici di ieri e di oggi. Il Sindaco Scardacchione non perde occasione di lanciarsi nei suoi amati discorsi, farciti di retorica vuota e di frasi di circostanza, per lasciarsi sfuggire qualche marachella ai danni dei suoi concittadini.

Simpaticissima la coppia Renato (Assessore di Pietrascura) ed Elvira impersonati, rispettivamente, da Antonio Esposito e Teresa Caliendo. Le corna sono l’espressione ricorrente di quest’uomo che ai tradimenti della moglie ha chiuso, non uno, ma entrambi gli occhi, richiamato sulla scena ogni qual volta si pronunciava la parola riferita all’ornamento posto sul capo di cervi e tori.

Vuole mostrarsi “grande” il figlio della baronessa, Andrea, interpretato da Giuseppe Napolitano, succube della pressante presenza della madre, alla continua rincorsa del prestigio e del potere per salvare la facciata di nobiltà della famiglia.

E simpatico è stato anche Lucio Esposito, nei panni di Menico, un popolano ignorante che beve e malmena la moglie Mariagrazia interpretata da Veronica Buonincontri.

Completano la scena i contadini, Domenico Serpico, Francesco Iavazzo, Patrizia Bini e Pasquale Piemonte mascotta del gruppo in quanto il piu’ piccolo d’età.

I contadini interpretato bene la credulità popolare credendo ai “miracoli” di don Sandro.

Una commedia che meriti questo nome è fatta di tante altre figure, forse meno visibili, ma tutte importanti, senza le quali gli attori non potrebbero essere in scena.

Aiuto regista: Elvira Esposito - Maria Esposito

Costumista/truccatrice: Gina Napolitano - Ginetta Liccardo 

Suggeritrice: Marilia Spiezia

Scenografi:  Luigi e Nicola Buonaiuto, Martino Serpico, Spiezia Carmine e Martino Iovane.

Assistente: Martina Spiezia

Dimenticavamo forse il dato più importante. La Commedia è stata presentata dal Circolo Polivalente di San Martino.

Si era appena chiuso il sipario, infatti, quando una voce si è levata nell’aria, ringrazziava il pubblico accorso numeroso e tutti i giovanissimi della neonata compagnia teatrale all’interno del Circolo, giunta oramai alla seconda rappresentazione, era la voce di Enzo Nava. E’ stato acclamato Enzo Nava, persona dal sorriso buono che ha conquistato l’affetto e la fiducia dei San Martinesi e non solo.

<<“Da anni – ha cominciato Enzo Nava Presidente del Circolo Polivalente – il nostro circolo presenta mediamente 5 manifestazioni annue. In piena autonomia realizza con la collaborazione di tanti giovani, eventi che suscitano interesse collettivo. Le nostre attività di socializzazione sfornano opere egregie come quella di stasera. Quella di stasera è stata un opera sofferta, slittata piu’ volte, non inserita nella programmazione teatrale del Comune di Scisciano, non fatta in teatro, per lo più, con il ricavato oltre a fare beneficenza, proponiamo e  ci adoperiamo per la realizzazione di cose concrete, infatti, con la precedente opera tenutasi nel 2010 abbiamo acquistato due giostre da inserire nel parco giochi di Piazza Santa Maria della Cuna – il Presidente Nava conclude è si emoziona attraverso il pensiero, frase corrente della Madre, scomparsa pochi mesi fa – mia madre mi diceva sempre “Nostro Signore ti aiuti a realizzare quello che il tuo cuore desidera” . Ebbene io senza lasciarmi poi mai e poi mai, avvolgere dallo sconforto, ho proseguito  caparbiamente al raggiungimento dell’obbiettivo attraverso i giovani e con i giovani. Ringrazio a nome del circolo il Sindaco di Scisciano Patrizio Napolitano>>.  

Complimenti a tutti Voi, complimenti alla neonata compagnia teatrale fatta da giovani per la maggiore minorenni, pertanto, si auspica che si spalanchino le porte del teatro comunale a questi giovanissimi,  perché hanno cognizione di mettersi in discussione e perché realizzano quello stare insieme, in pace e in condivisione, che è lo spirito del Cristianesimo, poi l’importanza del teatro in una comunità, come formazione dei giovani e motivo di coesione sociale, nonché di propulsione culturale.

Il Circolo Polivalente San Martino www.circolosanmartino.it raggiunge a pieno gli obbiettivi statutari, autofinanziandosi pensa  ed opera, nell’interesse esclusivo della comunità – interessi generali di bene comune. 

Scisciano: L'open class del corso di educazione teatrale

LA COMPAGNIA LA CARROZZA D'ORO
presenta
L'OPEN CLASS DEL CORSO DI EDUCAZIONE TEATRALE
Studio su LA LEZIONE di Eugene Ionesco
a cura di Luana Martucci e Pasquale Napolitano.

Lunedì 20 giugno al Teatro Comunale di Scisciano ore 20.00

Troppo spesso, quando si parla di teatro, si parla di progetti.
Ma il termine "progetto", al di là del suo significato etimologico, rimanda nell'immaginario collettivo ai freddi criteri di produzione aziendale.
Per questo noi preferiamo parlare di Atto Sociale, come attività di educazione al teatro verso il territorio in cui viviamo.
Il Corso di Educazione Teatrale, che quest'anno porta a termine il primo anno di corso, è nato tre anni fa con l'intento di avvicinare all'arte teatrale tutti gli interessati, cercando di vincere i luoghi comuni e i pregiudizi di un'arte che viene spesso tacciata di "spontaneismo".
Un'arte, di qualunque genere, non è spontanea: è un artificio. E ogni artificio ha una tecnica.


In questo primo anno di corso gli allievi hanno lavorato principalmente sulle tecniche di movimento, di improvvisazione e di gioco: cominciando a scoprire i principi di geometria e di caos che regolano la scena; imparando che la preparazione di una messinscena è un processo complesso che si basa su un linguaggio comune. 
Lo Studio che si presenta è il frutto di questo percorso.
Il testo preso in esame è un classico del teatro contemporaneo: La Lezione di Eugene Ionesco, debitamente riadattata alle esigenze di studio degli allievi.
Il teatro di Ionesco si ascrive a quel genere sviluppatosi tra gli anni '40 e i '60 del 900 col nome di Teatro dell'Assurdo, ovvero una forma di rappresentazione dove viene a mettersi in discussione il concetto di normalità attraverso le storie, le situazioni e il linguaggio stesso.
Lo studio che si presenta può essere considerata una satira del potere o, meglio ancora, della cosiddetta cultura e della formazione.
Attraverso il rapporto tra un professore tuttologo, la sua governante e le due allieve, si vanno ad indagare i rapporti tra la presunta cultura e la presunta ignoranza. Nello stile dell'autore le situazioni,come il linguaggio, sono portate al limite del reale, ovvero verso l'Assurdo.
Come stile di rappresentazione si è scelto di lavorare sulla povertà degli elementi scenici e sulla ricchezza delle capacità espressive degli allievi. E' naturalmente una messinscena fortemente stilizzata, in cui la regia ha dettato delle partiture ben precise, rispettando il racconto teatrale dell'autore e apportando i suggerimenti emersi dal background culturale degli allievi.
Con Chiara Borrelli, Leonardo Mazza, Daniela Rossetti, Vivien Valli.
Regia di Pasquale Napolitano e Luana Martucci.
 

Scisciano:“Ma come si fa con Wallie?”,

SCISCIANO - Prima teatrale al comunale di Scisciano. Alle ore 20.30 del 29 maggio 2011, sarà portata in scena la commedia, inedita, “Ma come si fa con Wallie?”, scritta e diretta da Valerio Monda, che con ironia e umorismo focalizzerà l‘attenzione su alcuni aspetti della società. Per l’occasione saranno in palcoscenico gli attori della Compagnia “J’Anime”. Si esibiranno, giovani artisti, provenienti dal Cut (Centro Universitario di Teatro) dell’Università di Fisciano, che hanno avuto come maestro Renato Carpentieri (l’Amato Lamberti di “Fortapasc” di Marco Risi, il boss Giuseppe Migliore del “Giudice Ragazzino” di Alessandro Di Robilant, il questore Valerio Cafasso della nota fiction Rai “La squadra”) e che si sono confronti con i testi di Brecht, Pinter, Cecov, Bechet e Strehler. Emanuela Tondini ha avuto modo di lavorare con Vincenzo Salemme, mentre Valerio Monda e Marco De Gregorio hanno partecipato alla “Turadot” diretta da Carpentieri e al “Nabucco” diretto da Gigi Proietti. Monda e Di Gregorio - con Simona Forte ed altri - hanno dato vita alla “Rebirthfilm“, che ha già prodotto qualche cortometraggio tra cui “Desiderio”, con il quale i “J’anime” hanno partecipato ad alcuni concorsi. Valerio Monda ha seguito due corsi con la PGrecoM (uno da attore, l’altro da autore) con gli sceneggiatori di note fiction tra cui “Distretto di Polizia“. Vanta, inoltre, una comparsata nel film “Profumo di Gerani” di Pasquale Falcone, con Biagio Izzo, Maurizio Casagrande, Michele Placido, Pino Quartullo e altri. Valerio Monda propone, ora, un inedito, dopo averne già portato in scena un altro, con una compagnia amatoriale, alcuni anni fa.

I Teatranti: “E che colore tiene ‘o core?!?”

SCISCIANO. Domenica 17 aprile ha debuttato al Teatro comunale di Scisciano la commedia “E che culore tiene ‘o core?!?” uno dei testi piu’ attesi dagli appassionati dell’arte teatrale ma anche da tutti coloro che ricordano l’indimenticabile film che premiò Spencer Tracy e Katharine Hepburn. In un italia multietnica tesa a riempire i vuoti di comprensione tra le differenti culture oramai a stretto confronto. Una commedia in due atti di Coppola Pietro e Lo Sapio Carmela rappresentata dal Gruppo “I Teatranti” che si presentano al pubblico con una frase di M. Luther King “Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed una stupidità coscenzosa…il mio sogno è che i miei quattro bambini potranno vivere un giorno in una nazione dove non saranno giudicati dal colore della loro pelle ma dal contenuto del loro carattere…”

Rosaria Romano (Carmela) e Pietro Esposito (Salvatore), portano in scena la commedia che per eccellenza sviscera e analizza le problematiche di un fidanzamento misto, seppur tra inaspettate gag e inevitabili discussioni ed equivoci.

Una commedia definita brillante divertente, fiore all’occhiello della bravissima coppia Carmela (Rosaria Romano) – Salvatore (Pietro Esposito) il cui dichiarato progressivo viene messo a dura prova dall’annuncio del fidanzamento della loro figlia con il militare di colore della Nato Clark interpretato da Massimo Sabatino: mentre il padre si oppone decisamente al fidanzamento e la madre si sforza di accettare la situazione aiutata dall’invadente cameriera Maria (Giovanna Napolitano). Per volere della ragazza si ritroveranno tutti riuniti in un incontro che inizia sotto i migliori auspici. Tra battute brillanti e qualche contrasto, vi saranno lacerazioni e scontri prima dell’inevitabile consenso al fidanzamento.

Pietro Esposito e Rosaria Romano hanno affrontato la commedia col peso ed al contempo con la leggerezza che il testo impone, mostrandosi una coppia perfetta per giocare coi sentimenti e le ironie nella piu’ riuscita “commedia” sul tema del razzismo. Al loro fianco Enzo Sabatino (John) e Nunzia Franzese (Lizze) interpretano la coppia di futuri consuoceri.

Splendida commedia che si è figlia dei tempi ma che tratta un argomento – l’integrazione razziale – che sarà (per) sempre attuale. Svolgimento ineccepibile, con prove d’attore perfette, dialoghi scintillanti, ed una regia ottima e funzionale. Il buonismo retorico è (forse) a volte troppo accentuato, ma esso viene seppellito dall’eleganza e dalla freschezza che questa commedia rileva in ogni scena. Ottimo Guarino (Claudio Esposito), molto carina la Rita (Rosa Napolitano), magnifico Alessandro (Nello De Caro),  monumentale l’Avv. Santella (Carmine Napolitano), graziosa Teresa (Annalisa De Caro),  elegante Pinuccia (Carmen Serpico), esuberante Luisina (Daniela Romano), parsimonioso Carluccio (Giuseppe Napolitano), con classe si presenta la Cliente (Rosa Maritato) simpatica la cinesina Manlì Chò (Annapaola Mascia) ma soprattutto il Dott. Di Cosimo (Mario Mascia) dimostra qui, una volta per tutte, cosa significhi vera classe.

Un classico della commedia. Diverte e fa riflettere, mette in campo problemi molto seri. Cioè la portata del razzismo. Che non è solo quello di “sporco negro” ma quello dell’approccio non consapevolmente tale, per cui i luoghi comuni vengono come introiettati, e diventano scenario passivo del nostro agire, anche benintenzionato.

Buon ritmo, bella regia, e, soprattutto, gran cast che permette di portare in scena una commedia intensa che sa toccare le corde dell’anima. Davvero uno degli spettacoli più belli della stagione teatrale in corso su un tema che troppo spesso è trattato con seriosità.

La commedia visionata in un quadro particolare, potremmo chiamarla Accademica, per i contenuti compatibili con l’analisi del carattere in riferimento a modelli comportamentali tipizzati in molti personaggi. Il tema fondamentale è squisito e naturalmente apprezzabile, senza riserve di alcun genere. Moderato nella forma, ma va dritto al cuore.

 

Scisciano, teatro. “La Tela” festeggia il diciottesimo lavoro in pubblico con “Caviale e lenticchie”.

SCISCIANO. Chi sostiene che il teatro amatoriale è uno strumento che tutti possono utilizzare potrebbe restare molto sorpreso dalle performances di alcune compagnie che, composte da “attori per amore”, si distinguono dalle altre e rendono bene l’idea della squadra compatta dimostrando di aver assorbito con maestria la caratteristica dei personaggi. E’ il caso de “La Tela”, un gruppo nato nel 1991 in seguito al distaccamento da altre compagnie di Raffaele Ariola, Sabato Romano, Gennaro Rossi e Imma Albarano.

 

 

 

Un percorso che unisce da vent’anni partecipanti di ruolo e include nuovi volti se le esigenze lo richiedono, come per “Caviale e lenticchie”, la commedia in tre tempi di Scarnicci e Tarabusi riproposta al Teatro Comunale di Scisciano in seconda replica la scorsa domenica. La prima delle tre serate, infatti, rientra nel programma della rassegna che parte a settembre e termina a maggio; le successive due hanno convalidato il consenso per “La Tela”, seguita con grande partecipazione dal pubblico non solo locale, registrando il “tutto esaurito”. Un traguardo accolto con entusiasmo dalla compagnia, soprattutto in occasione della diciottesima recita con un lavoro d’impatto, che ha saputo coinvolgere da subito la platea.

“Salvatore Lamanna vive nell’indigenza. Forte della sua fantasia riesce a sopravvivere con la sua professione di finto invitato”, scrive nella lettera di accompagnamento alla commedia Giuseppe La Rezza, assessore alle Politiche sociali del Comune di Scisciano in veste di coordinatore della regia di “Caviale e lenticchie”.

E’ Salvatore (Raffaele Ariola) a decidere il destino delle donne in casa: la rigorosa moglie Valeria (Imma Albarano), l’energica sorella Matilde (Rosa Franzese) e la sognatrice figlia Fiorella (Angela Terracciano).

La miseria e il desiderio di riscatto sociale spingono gli attori a cambiare identità, mentre Salvatore e l’imposto finto marito di Valeria, Antonio (Carlo Ambrosino), fittano per una notte il cadavere di Alessio (che si rivela ancora vivo); Raimondo (Paolo Candela) si occupa di gestire al meglio per sé gli affari della ricca Ilona (Antonietta Falco) e del barone (Gennaro Rossi); il vecchio e pluriafflitto bersagliere, nonno Simeone, canta “Faccetta nera”, e la storia d’amore tra Fiorella e il giovanotto aristocratico Roberto (Livio Catanese) fa da cornice alla commedia degli inganni e della finzione.

La gestualità è vigorosa, le voci arrivano piene di volontà di cambiamento rispetto alla condizione sociale di partenza, e le musiche sono adattate al movimento accelerato dei personaggi sul palco. Un ritmo che si risolve alla fine del terzo atto con la “verità” che Salvatore ha compreso, con l’agnitio che vede ogni pedina tornare al proprio posto. Tutto viene spiegato, come nella vita di ogni giorno.

E’ evidente, Scisciano possiede intrinseca l’arte della rappresentazione teatrale tanto da avvertire la necessità di fondare ben cinque gruppi amatoriali, un totale di cento persone impegnate, e l’iscrizione all’E.A.T. (Ente Autonomo del Teatro).

L’assessorato alla Cultura con l’amministratore Raffaele Ambrosino sono fieri di diffondere uno strumento di veicolazione dei principi e valori italiani a due passi dalla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità. Così si supporta quella tela che nel periodo buio, di assenza del teatro a Scisciano, voleva rappresentare una nuova luce e che ha promosso anche i dogmi sinceri della famiglia.

 

Successo a Scisciano per la commedia "Mettimmece d'accordo e cce vattimme"

Scisciano 17.01.11. La rappresentazione è stato davvero un successo, i ragazzi del Gruppo Teatro Giovane di Scisciano hanno dimostrato di avere ben appreso le tecniche teatrali ed hanno messo in scena un lavoro davvero divertente ma nel contempo ricco di significati a proposito di tradizione, ambiguità e tradimenti, casi di corna trasformati in commedia, inscenati con un linguaggio del tutto napoletano da osteria. Forse proprio per questo, a Scisciano al Teatro Comunale di via S. Giovanni dei Cavoli, ha avuto successo ed ha fatto sbellicare dalle risa tutta la platea. Stiamo parlando della commedia teatrale “ Mettimmece d’accordo e cce vattimme” che si autodefinisce brillante e sbellicante. Tre serate con il tutto esaurito al teatro comunale di Scisciano. 

Del resto Gaetano Di Maio, autore di diverse commedie in vernacolo di grande successo, non tralascia mai nei suoi lavori un filone educativo che ha lo scopo di trasmettere soprattutto nei giovani l'importanza di non perdere mai di vista le nostre tradizioni, la nostra cultura, i valori veri che fanno del nostro popolo campano una peculiarità assolutamente importante. “Mettimmece d’accordo e cce vattimme” ricca di intrecci, di equivoci, ironia, sensi di colpa da esorcizzare, follie, commedia dei tradimenti e delle miserie umane: il pubblico partecipa attivamente a questo spettacolo di teatro nel teatro, pièce di gestualità ritmata, alternata a silenzi e pause, anche queste comici, capaci di emozionare con quella intensità comunicativa della quale i partenopei sono maestri. Nel continuo stupore di situazioni paradossali, di gag e di imbarazzi, gli attori rappresentano sulla scena l'autentica umanità, quella che gioca tra meschinità e virtù, senza lasciarsi scappare l'occasione di divertire. La commedia portata sulle scene dagli attori protagonisti : Sebastiano Di Maio (Geppino) in coppia con Brigida La Montagna (Margherita), centrando la propria pièce sulla figura di una strana coppia di borgata. La bella Elvira Esposito (Cristina) nel ruolo di "cameriera zitella".

Persichetti - Pasquale Candice
Alfonso - Luigi Mucerino
Marisa - Angela Terracciano
Stenda - Franco Iacobelli 
Sarappa - Saverio Catanese
Donna Grazia - Grazia Marchisiano
Don Lucio - Alfonso Coppola 
Memet - Sebastiano Sena
Osvaldo - Spiezia Giovanni
Concettina - Giovanna De Falco
Nannina - Marla Pesce

Suggeritrice: Lucia Terracciano.

 

Teatro di Scisciano: Presentata la stagione teatrale 2010/2011

L’Ente Teatro Autonomo in sinergia con l’Assessorato alla Cultura  del Comune di Scisciano presenta il nuovo cartellone della stagione teatrale 2010/2011, da gennaio ad aprile, sull’onda dell’entusiasmo dei grandi numeri della passata stagione. Un palcoscenico con delle caratteristiche proprie che trasmettono il senso di una forte personalità, come nella connotazione delle proposte: in primo luogo, il Teatro Comunale di Scisciano è ormai sempre più il teatro di riferimento per tutti gli amanti della commedia . La prossima stagione ne sarà l’ulteriore conferma, con compagnie di straordinario livello. 

“La stagione 2010-2011 del Teatro Comunale di Scisciano è semplicemente irresistibile”, dice Raffaele Ambrosino, Assessore alla Cultura del Comune di Scisciano: “Il calendario è all’insegna di una ricchezza ed una varietà che affermeranno ancora di più il ruolo centrale che il nostro Teatro riveste nel “sistema culturale” di Scisciano”.

Il sipario del Teatro Comunale di Scisciano si alzerà:

·          il 14 gennaio 2011 con “Mettimmece d’accordo e cce vattimme” del gruppo Teatro Giovane.

·          il 28 gennaio 2011 con “Una sera che non ti aspetti” regia di Mario Brancacci.

·          il 04 febbario 2011 con “Il Sindaco del rione Sanità” del gruppo 70’.

·          il 18 febbraio 2011 con “Caviale e Lenticchie” del Gruppo La Tela regia di Giuseppe La Rezza.

·          il 25 febbraio 2011 con “Santos” da un racconto di Roberto Saviano regia Mario Gelardi.

·          il 05 marzo 2011 con “Anche l’occhio vuole la sua parte” di M. Caputo regia di Maurizio Casagrande.

·          il 19 marzo 2011 con “Lui chi è?” con Fabio Brescia regia di Guglielmo Marconi.

·          il 26 marzo 2011 con “L’era digitale” con I Ditelo Voi regia di Gianluca Ansanelli.

·          il 01 aprile 2011 con “ ‘O voto”  del Gruppo Amici Teatro regia di Giuseppe La Rezza.

·          il 15 aprile 2011 con “ E che culore tiene ‘o core?!” del Gruppo I Teatranti regia di Rosaria Romano.

Dieci spettacoli in abbonamento al costo di euro 100,00 posto unico.

Inizio spettacolo ore 20.30

Per info: cell. 333.72.30.485

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