Cultura

In viaggio con Adelina: visitando la casa di SANTINA CAMPANA

Alfedena, 30 Agosto – Ad Alfedena, piccolo borgo di circa 850 anime, alle porte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, al civico 50, in via Giuseppe De Amicis, c’è la casa di Santina Campana.
Nata il 2 febbraio 1929, giovane suora, morì di tisi a 21 anni, sopportando la croce della sua malattia con il sorriso e la forza della preghiera, per il bene comune di tutti.

Entrò in convento poco più che adolescente per sostenere la sua vocazione e farsi suora.
Santina visse la sua breve vita nella modesta abitazione della famiglia Campana, prima di entrare in convento Era settima di nove figli tra cui sei, tra fratelli e sorelle che sopravvissero, ebbero la “chiamata” dal Signore placando la vocazione alla vita consacrata.
Attualmente la sua casa viene visitata da fedeli, villeggianti e passeggeri, provenienti da tutto il mondo. I pellegrini arrivano in gruppi con pullman o individualmente.

Ed è un meravigliarsi, in quella casa, di fronte alla testimonianza di foto, lettere e doni sacri lasciati per i miracoli ricevuti attraverso la sua intercessione, con innumerevoli preghiere.
Il suo odore di santità si è sparso oltre oceano e all’Associazione “Santina Campana” non lucrativa di utilità sociale, giungono testimonianze di nuova fede, il miracolo che cambia la vita e che conferma che se credi e credi con il cuore tutto è possibile.
Tante sono le ragioni per le quali ci si sente grati a Santina, per aver ascoltato ed esaudito i desideri grandi o piccoli che siano. E’ ciò che traspare dalle innumerevoli lettere a vista in quella casa e che danno profonda commozione. E lasciano spazio a riflessioni sulla vita frenetica che viviamo, perdendo di vista i veri valori della vita. Le abitudini più semplici, come la pazienza, l’aiuto verso il prossimo in difficoltà, l’amore di un semplice gesto di donare a chi ne ha bisogno.
E’ in atto, dal 2 marzo 1968, la causa di beatificazione che è in avanzata fase, destinata presto a concludersi.
Al suo domicilio Santina imparò a pregare fin da piccola e ne fece un luogo di preghiera con i bambini del posto: l’oratorio di angeli, lo chiamava la gente del paese.

Le lettere indirizzate alle sue sorelle suore, ai fratelli frati e ai genitori sono racchiuse in un Diario: attestano la profonda spiritualità e l’accettazione della volontà di Dio, qualunque essa sia, ed è il simbolo della sua preghiera per gli altri.
“La Croce è lo scrigno che contiene il grande tesoro e solo guardando essa, stringendoci sempre più forte ad essa siamo veramente felici, godiamoci il Paradiso in terra”, Lettera a Suor Alfonsa villa Rinaldi 26-7-1948.
E ai genitori scriveva: “Coraggio: questa vita è come una passeggiata, i giorni passano senza che ce ne accorgiamo, quindi anche i dolori passano e felicemente giungeremo al giorno della ricompensa”, villa Rinaldi 3-2-1948.
Morì il 4 ottobre 1950 e la sua tomba divenne subito meta di pellegrini. Le sue spoglie risiedono nella parrocchia di San Giuseppe a Pescina, comune di circa 5.000 abitanti, della provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

 

          

L’associazione Santina Campana ha sede ad Alfedena, in Via G. De Amicis, 50 e on line ogni informazione al riguardo può essere trovata sul sito http://www.associazione-santinacampana.net.

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di Palma Campania. Insegnante. Ama il suo lavoro svisceratamente.
Scrive per diletto.

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