Cultura

In viaggio con Adelina: prima tappa a Parigi alla libreria Shakespeare and Company

Parigi, 11 luglio – Fa un certo effetto fermarsi nel cuore del quartiere Latino nel quinto arrondissement per ammirare la sede storica della Sorbona, l’università più importante della Francia che è una delle prime nel mondo e gode di un’architettura di grande valore. Sapere che la figlia ci ha trascorso il suo tempo per laurearsi, è un tenero pensiero.

E quando non molto lontano al 37 di rue de la Bûcherie, vicino Place St. Michel ti porta nella storica libreria Shakespeare and Company sulla Rive Gauche, in un piccolo negozio dall’aspetto cadente, senti subito l’emozione che ti prende. Capisci che è un luogo di venerazione del libro: nuovi, vecchi, antichi, usati, introvabili e l’odore di carta obsoleta ti entra nelle narici, ti prende l’anima. Dal piano terra le strette scale di legno irregolari conducono al groviglio dei corridoi dei tre piani, che lasciano gli occhi sbarrati alle pareti senza un buco libero: libri libri libri ovunque. Ti fanno smarrire con la mente e con i passi. E’ un via vai di studenti, di turisti, di amatori della carta stampata.

C’è chi sosta, chi dà uno sguardo veloce, chi si siede a leggere nelle stanzette stile retrò.  E vaghi con la mente nel passato assaporandone atmosfera e magia. E’ un luogo circoscritto di distensione che sprigiona l’immaginazione, spruzza storia ovunque ci si giri. E’ stato il posto di Hemingway, di Fitzgerald, di incontri di grandi scrittori, di poeti che per lungo tempo hanno avuto il punto di riferimento, e un letto per dormire fin dal 17 novembre 1919 al numero 8 di rue Dupuytren quando Sylvia Beach aprì la prima libreria.

In seguito dal 1921, fino al 1941 la libreria ebbe luogo al numero 12 di rue de l’Odéon chiuse per la dominazione dei tedeschi nella Capitale, e non fu mai più riaperta, lei fu portata in un campo di concentramento insieme a tanti altri prigionieri.

George Withman sulla riva sinistra di Parigi nel 1951, aprì la libreria Le Mistral e nel 1964 con la morte di Sylvia Beach, per commemorarla cambiò il nome alla libreria che prese quello di Shakespeare and Company” e l’unica sua figlia ebbe il nome di Sylvia per ricordarla. L’americano Witman visse fino alla sua morte, che avvenne a 98 anni, sopra al negozio. Per lui la libreria rappresentava tante cose.

Whitman la definì come “un’utopia socialista mascherata da libreria”, Nella “Shakespeare and Company” c’è stato sempre un via vai di scrittori e poeti parigini con l’apice negli anni cinquanta. Vi restavano a dormire, nelle stanzette tra le brandine mascherate dalla montagna di libri che ne facevano parte, (tuttora fanno da salotto) dopo aver trascorso la giornata in chiacchiere, letture, bevendo vino rosso. In effetti la “Shakespeare and Company”era il soccorso per scrittori erranti i “tumbleweed, “rotolacampi ” come li chiamava Whitman. Ancora oggi nel locale vi si legge in bella mostra un suo motto: “Non siate inospitali con gli sconosciuti, potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie”. E anche Sylvia ai suoi tumbleweed, e ai visitatori che vogliono, richiede una loro autobiografia su fogli di carta celeste, da scrivere anche con le vecchie macchine della libreria. Non me la sono persa.

Sono vere storie che Sylvia raccoglie in un libro e si capisce che i giovani tumbleweed, poco più che ventenni, trovano la loro forza, stimolo per la scrittura, che attingono sostando in quella libreria per tempo indeterminato, come i loro predecessori, e lavorano ai loro romanzi.

E’ una vera e propria fondazione letteraria di Parigi la libreria attualmente ubicata al 37 di rue de la Bûcherie, vicino Place St. Michel. Sylvia, la figlia di Whitman che ne è proprietaria la gestisce col suo compagno David Delannet che è tutto il loro mondo, si pianificano eventi, presentazioni di libri, incontri con gli scrittori, tavola rotonda per letture di poesie. I libri si possono anche usare come posti a sedere, cuscini, ed emanano un certo non so che.

E il libro pubblicato di James McAuley-The Washington Post ne racconta tutta la storia in dettagli a partire dal 1919 con testimonianze, fotografie che rappresentano tutto il mondo della libreria.

In effetti è un libro di memorie più che di storia.

Il fascino dell’antica libreria è fermo lì.

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di Palma Campania. Insegnante. Ama il suo lavoro svisceratamente.
Scrive per diletto.

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