Attualità

Il viaggio spirituale di Luca, Marcello e Marco

Napoli, 4 Settembre – Tra i numerosi pellegrini affluiti sul cammino di Santiago nel corso del 2018 si annoverano anche tre ragazzi campani, che, a differenza di molti, hanno deciso di intraprendere il loro viaggio in bicicletta, seguendo lo stesso itinerario di chi lo percorreva a piedi.

 Con tre anni di esperienza alle spalle, durante i quali hanno macinato chilometri sulle strade campane e lucane, disegnando tracciati inediti da loro studiati, armati di tenda, sacco a pelo e doccia da campeggio, la maturità umana raggiunta li ha portati ad intraprendere il viaggio da sempre sognato e cercato sulle strade di casa, questa volta facilitati dalla presenza di strutture ricettivo-logistiche presenti lungo il tragitto.

Naturale era a questo punto intraprendere il cammino di Santiago in bicicletta, seguendo la rotta del cammino francese. Dopo un lungo viaggio in autobus, che dall’Italia li ha portati a Saint-Jean Pied de Port, luogo di inizio del cammino, i tre si sono subito cimentanti con la fatica dei Pirenei, seguendo la via alta, affrontando un dislivello superiore ai 1200mt, spingendo spesso la bici a mano, costretti delle forti pendenze, passando dal sole alla nebbia. Dopo circa 20 chilometri di salita, spaesati dal clima autunnale, cominciano la strada in discesa, tra boschi e ciottoli, che conduce a Roncisvalle, dove si conclude la prima tappa.

Non trovando, però, alloggio, data l’ora tarda, sono stati indirizzati presso Burguete, a circa tre chilometri, raggiunto dopo aver consumato un pasto. I giorni seguenti sono stati un susseguirsi di emozioni scaturite dall’affastellarsi di incontri, paesini, scorci, paesaggi, sostando presso gli albergue dei seguenti paesi: Pamplona\Estella (Navarra), Logrono\Santo Domingo de la Calzada (La Rioja), Atapuerca\Boadilla\Mansilla\Astorga\Cacabelos (Castiglia), Triacastela\Castromajor\Pedrouzo\Santiago (Galizia).

Non sono mancate visite a importanti cattedrali gotiche incrociate lungo il cammino, come quelle di Logrono, Burgos, Leòn e Astorga. Il cammino francese è conosciuto come il cammino che, tra tutti gli itinerari per raggiungere Santiago, ti permette di essere accompagnato dagli altri pellegrini. Infatti, molti, partiti da soli per i motivi più disparati, si ritrovano a far parte di una grande famiglia allargata, eterogenea e multilingue. Ad accrescere il senso spirituale del viaggio è proprio questa convivialità e spontanea solidarietà, esempio lampante del cristianesimo nella sua forma più arcaica. Molte sono state le conoscenze fatte dai tre ragazzi con pellegrini provenienti non solo dall’Europa, ma da ogni angolo del mondo: Americhe, Medio Oriente, Asia.

I pellegrini stranieri più numerosi arrivano dall’Italia, come dimostrano gli incontri avvenuti lungo i 799 chilometri. A far parte del viaggio sono stati anche gli imprevisti; noleggiando le bici, si sono accorti che necessitavano di una messa a punto per poter affrontare un viaggio così lungo, oltre ad aver forato varie volte. Tali imprevisti hanno rallentato il loro viaggio nelle tappe iniziali e, per rimediare, i tre hanno deciso di aumentare i chilometri delle tappe successive. Ciò ha permesso loro di arrivare a Santiago addirittura nella prima mattinata del quattordicesimo giorno (tappa conclusiva), partecipando così alla messa del pellegrino, prevista ogni giorno a mezzogiorno.

Giunti alla meta finale, conquistata dopo fatiche, momenti di abbattimento e euforia, si aspettavano di fare i conti solo con le loro emozioni e invece, una volta arrivati all’ingresso dell’Oficina de Acogida al Peregrino, dove ogni pellegrino può richiedere, presentando le proprie credenziali, la Compostela, pergamena che certifica l’avvenuto pellegrinaggio, il caso ha voluto che uno di loro fosse il duecentomillesimo pellegrino del 2018, ritrovandosi così a dover condividere l’esperienza davanti a microfoni e telecamere di televisioni e giornali locali. Nonostante il viaggio li avesse già introdotti in una rara dimensione solidale, l’accoglienza ricevuta ha superato ogni aspettativa generando stupore per il raggiungimento di un traguardo che a volte sembrava emotivamente e fisicamente lontano. A tutto ciò si sono aggiunte le tante sorprese che li hanno accompagnati per il resto della giornata, dalla visita guidata al Portico della Gloria ai posti riservati dinnanzi all’altare maggiore per partecipare alla funzione religiosa prima della quale sono stati pronunciati i loro nomi e quelli degli altri pellegrini seduti in tali posti. Il tutto si è concluso con la cena consumata e offerta dall’hostal de los Reyes Catòlicos, il più antico albergo del mondo, situato sul lato sinistro della piazza della cattedrale di Santiago, costruito nel 1492 per accogliere i pellegrini e gli ammalati.

L’esperienza del cammino è stata talmente forte che i tre campani stanno già pensando di ripeterla, magari seguendo il cammino del nord, che segue la costa settentrionale della Spagna. L’auspicio e l’augurio che i ragazzi fanno è che gli itinerari culturali già presenti sul nostro territorio, come il tratto italiano della via Francigena, possano raggiungere un’efficienza logistica e un’economicità pari a quelle presenti sul territorio spagnolo, in modo da invogliare sempre più persone ad intraprendere tale tipologia di viaggio.

“Prima di partire, e anche durante il viaggio, erano tante le cose che davamo per scontato, a cui non assegnavamo la giusta importanza. Il cammino di Santiago, come tanti altri percorsi di vita, è fatto di incontri, intensi ma fugaci in quanto ogni pellegrino ha il proprio passo e decide di fermarsi o proseguire a seconda dei propri interessi e delle proprie energie. Essere partiti ancora una volta insieme, e non da soli come la maggioranza, ci ha dato la possibilità di capire quanto sono importanti amicizia e quelle relazioni interpersonali che non rischieresti mai di perdere, come accade spesso lungo il cammino. Amicizia alla quale possiamo solo dire grazie; senza di essa non avremmo reso la realtà così vicina ai nostri sogni.”

 

 

 

 

 

 

 

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Vivo in un piccolo paese di provincia. Amo la natura, andare a cavallo e adoro suonare il pianoforte. Mi piace mettermi in gioco. Amo la vita e viverla per quanto mi è possibile. Il rispetto, per me, vale più di qualsiasi altra forma di sopravvivenza. La mia citazione preferita?