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IL SILENZIO….DI AGRIMONDA

Mariglianella, 26 Aprile –  Ci son voluti ben 23 anni di operazioni atte a rimuovere le circa 235 tonnellate di antiparassitari, le 750 tonnellate di concimi, le 6 tonnellate di plastica e i 40.000 litri di pesticidi liquidi incendiati alle ore 3.02 di quel maledetto giorno estivo del 1995. Un cantiere allo sbando, che doveva durare appena 97 giorni contro i 19 mesi reali, per errori molti dei quali anche prevedibili e preventivabili, che hanno arrecato ulteriori disagi e danni ambientali (ovviamente e purtroppo non quantificabili) che pagheranno sulla propria pelle, come sempre, i cittadini. Oggi, il piazzale del sito Agrimonda, ex deposito di fitofarmaci e prodotti chimici per l’agricoltura, incendiato nel luglio del 1995, è sgombero dai rifiuti speciali e non…ma la situazione, purtroppo, continua ad essere insostenibile, assurda e insopportabile per chi vive nelle immediate vicinanze del sito.

Con i primi caldi primaverili si ripetono i miasmi nauseabondi di sostanze chimiche che ti pervadono le narici, gli occhi, i polmoni….l’anima e il cuore. Il timore più grosso è che i veleni (idrocarburi, metalli pesanti e pesticidi) possano aver contaminato suolo e acqua. Nonostante i continui solleciti fintanto ad arrivare a diffida ad adempiere sottoscritta da numerosi cittadini ed inviata a tutti gli Enti e le figure preposte, ad oggi, tutto tace.

E allora degli interrogativi sorgono spontanei e obbligatori: Le analisi realizzate dall’ARPAC del suolo e sulle falde acquifere che fine hanno fatto? Perché un’attesa così lunga e avvolta dal mistero? Ho incontrato l’amico Ciro Tufano, con il quale ho condiviso anni di battaglie, manifestazioni, tavoli tecnici e denunce affinché qualcosa si facesse per rimuovere e bonificare il MOSTRO TOSSICO AGRIMONDA, residente, praticamente, sul sito di Agrimonda che ancora oggi si sente tradito, abbandonato e raggirato: “Credo che gli Amministratori di Mariglianella e Marigliano ( responsabili della salute dei cittadini) non potranno restare in silenzio di fronte a tutto questo. In ogni caso la sento come una violazione dei miei diritti di cittadino della Repubblica Italiana, i cui amministratori, non mi stanno garantendo i diritti minimi, e fondamentali di cittadinanza”.

Con Associazioni e Comitati abbiamo fatto presente la problematica in diverse occasioni, ma siamo sempre rimasti del tutto inascoltati ed accusati di creare allarmismo tra i cittadini.

L’educazione ambientale è una disciplina fondamentale per la formazione di giovani consapevoli e responsabili nei confronti dell’ecosistema in cui vivono, pertanto noi, esseri umani adulti dovremmo dare l’esempio imparando a rispettarci tra di noi e conseguentemente ad amare l’ambiente che ci circonda.

Quando i politici impareranno a non trattarci come bancomat elettorali, come numeri percentuali, come merce di scambio…ma cittadini, persone, esseri umani cui riconoscere diritti e doveri non sarà mai troppo tardi…O FORSE SI? 

 

 

#NonCapiscoNullaDiNulla

 

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