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Il Napoli di Ancelotti: consigli per pronosticatori e fantacalcisti

Le idee di Ancelotti

 

 

Napoli, 25 Luglio – Quante volte vi siete chiesti o vi hanno chiesto la differenza principale tra Maurizio Sarri e Carletto Ancelotti? In questi giorni Mertens ha stuzzicato Sarri e la questione è tornata di nuovo di moda.

Mettendo da parte le differenze caratteriali, la differenza principale tra gli attuali allenatori di Juventus e Napoli, sta nella visione tecnico-tattica del gioco del calcio. Sarri crede più nei meccanismi e quindi negli schemi di gioco, Carletto invece, professa un calcio più libero e quindi maggiormente affidato alla consapevolezza e alle capacità di lettura dei singoli calciatori.

Si tratta naturalmente di un vizio di forma, dato che l’uno, prima di Napoli e Chelsea, non aveva mai allenato grandi calciatori né tantomeno campioni, mentre l’altro è diventato un esperto gestore di Top Player sin dai primi tempi rossoneri. Tant’è che in molti sostengono che nei suoi primi anni al Parma, anche lo stesso Carletto, veniva criticato per l’eccessivo integralismo che contraddistingueva il suo 4-4-2.

Cosa vuole Ancelotti dal Napoli?

Dunque, sin dal ritiro estivo della scorsa stagione, il buon Carlo non ha fatto altro che ripetere ai suoi attaccanti (soprattutto a Milik) di sprecare meno energie per venire incontro all’azione e concentrarle di più sull’attacco della profondità, lo sfondamento in area avversaria e la finalizzazione.

Il calcio ancelottiano, in fondo, è più semplice di quello che si creda. Sia al Milan che al Real Madrid, il suo credo era questo: i piedi buoni a centrocampo servono per nascondere il pallone all’avversario, dunque ci si difende tenendo il possesso. Ma rispetto a Sarri, il possesso palla non passa dagli schemi geometrici, ma soprattutto dalle scelte individuali e consapevoli dei singoli. I attacca per lo più in contropiede con verticalizzazioni improvvise per sorprendere le difese avversarie, tirate fuori dalla tana tramite il possesso palla.

Il consiglio per i pronosticatori

Il passaggio da un credo all’altro non è stato immediato e complice la cessione di Hamsik e la conseguente leggerezza del centrocampo, il Napoli della stagione 2018/2019 ha subito molti goal, soprattutto in trasferta; dove l'”Over 1.5″ è stato frequentissimo, ma anche l'”Over 2.5″ e il “Gol” non sono stati da meno. Se ogni tanto vuoi gustarti una scommessa con gli amici, ma non ne capisci granché, leggi la guida alle scommesse UNDER / OVER.

Cosa chiede Ancelotti ai suoi attaccanti?

Di non pensare tanto a fare i falsi nove, quanto i veri nove. Ci sono 3 indizi che confermano il fatto che la tesi ancelottiana non sia cambiata nella testa di Carletto:

  1. Milik spesso titolare al posto di Mertens (anche il polacco non è proprio una prima punta, ma vi assomiglia di più)
  2. Ancelotti vuole James Rodriguez (trequartista in grado di verticalizzare immediatamente l’azione con i passaggi filtranti)
  3. Ancelotti ha espresso il suo gradimento per Icardi (l’argentino ha fatto spesso arrabbiare Spalletti perché non viene mai incontro all’azione, ma attacca la profondità che è una meraviglia, proprio come piace all’allenatore degli azzurri).

Il consiglio per i fantallenatori

Puntare sugli attaccanti del Napoli è conveniente. Lo dice la statistica degli ultimi anni del Napoli da Mazzarri in poi (eccezion fatta solo per Quagliarella), lo dice il credo tattico di Ancelotti, ma lo dice anche la cultura partenopea, spesso intrecciata con quella argentina, secondo cui:

“A un argentino non devono mancare mai né una bistecca né un numero 9.”

Federico Buffa

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